strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Una ragnatela di fil di ferro

9 commenti

f69061e1648a501323e5c69ba27570cdMentre state leggendo questo post, io sto dando le ultime martellate alla prima stesura della mia storia più recente.
Oppure sto dormendo dopo aver trascorso la notte a martellare.
Cambia poco.

Si tratta di un lavoro che in capo a 72 ore finirà nelle mani dell’editor, e se la storia non verrà considerato eccessivamente orribile, le daremo una ripulita, riscriveremo le parti che vanno riscritte, e infine verrà pubblicata.
E pagata.

Ora questa storia ha avuto uno sviluppo insolito, e quindi mi prendo qulche minuto per parlare della prima stesura.
È rischioso – perché come dicevo, il manoscritto potrebbe tornarmi fra pochi giorni, accartocciato e fumante dopo lo schianto.
Ma io scrivo.
Il pericolo è il mio mestiere.

“Mandaci una outline, se ci piace tu la scrivi, se la pubblichiamo ti paghiamo.”

I Spy (1965 TV series)

I Spy (1965 TV series) (Photo credit: Wikipedia)

E io ho proposto una storia di spionaggio con elementi lovecraftiani (era nelle regole di campo) costruita alla maniera di I Spy, ma sviluppata per sovvertirne i cliché, ambientata a Parigi nei primi anni ’50, e intitolata Un Ragno con le Gambe di Filo Spinato.
Bello liscio.

All’accettazione della proposta, dopo il breve festeggiamento, si è reso necessario rimpolpare le 45 parole dell’outline, fino ad arrivare a 5000 parole.
E se l’idea era solida, lo sviluppo… eh, era tutta un’altra faccenda.

Negli ultimi quindici giorni ho perciò lavorato a partire da tre “risorse”.

Una collezione di scene – scritte di getto su pezzi volanti di carta, post-it o su file txt. Blocchi di 100-300 parole, flash, scorci della vicenda che avevo in mente.
Personaggi, stralci di dialogo.
Liste di nomi.
Date.
Panorami.

Una collezione di foto – un Pinboard di immagini in bianco e nero, fotografie di Parigi fra gli anni 40 e 60, con qualche rara immagine precedente.
Strade, piazze, scene di traffico, persone, tante persone.
Per la prima volta, scrivo di una città reale senza consulatare una mappa dell’abitato, ma semplicemente collezionandone scorci e impressioni altrui.

Una mappa – ma non un mappa mentale, per quanto io abbi usato spesso questo strumento, in passato.
E non una mappa di Parigi, come dicevo.
No, una mappa della storia.
Una mappa che assomiglia a una ragnatela – ci sono cinque raggi, ciascuno dei quali rppresenta uno dei personaggi secondari, e c’è una spirale che si avvolge precipitando verso il centro, verso l’origine, e rappresenta il percorso del protagonista nel corso della narrativa.
Dove la spirale interseca uno dei raggi, il protagonista incontra ed interagisce con uno dei comprimari – quella è una delle scene che compongono la storia.

L’idea della ragnatela, naturalmente, mi piace molto perché si ricollega al titolo del racconto – che a sua volta è un’immagine tratta da una poesia cubista, e rappresenta la Torre Eifel, e quindi, per me, simboleggia Parigi.

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A questo punto è stato sufficiente (ah! sufficiente… dici nulla) piazzare una fotografia ad ogni intersezione, e distribuire i frammenti che avevo lungo la spirale, e poi, per così dire, collegare i punti*.

Ciò che sto facendo mentre leggete queste righe, è ripulire le sbavature, e assicurarmi che non ci siano problemi di logica.
Poi, si passa il tutto all’editor, e auguratemi buona fortuna.

Ah, già – la storia contravviene la struttura in tre atti.
E non c’è traccia del Viaggio dell’Eroe.
E se posso aggiungerlo – chissenefrega.
È la mia storia, e comunque vada, è stata una corsa spettacolare.

——————————————————————————
* Un interessante prodotto collaterale di questa storia è una specie di poster, che rappresenta la ragnatela tracciata con un filo rosso e delle puntine da disegno su una lavagna di sughero, con le foto, i post-it e tutto il resto – una forma diversa della stessa narrativa.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

9 thoughts on “Una ragnatela di fil di ferro

  1. … E buona fortuna o forse é più indicato un “in bocca allo Shub Nigurrath”?

  2. Fantastico, non vedo l’ora di leggerla. E mi piacerebbe, a cose fatte, se tu pubblicassi una foto senza spoiler del poster ( io uso una lavagnetta cancellabile e post it col magnete).

  3. Anche a me interesserebbe una “riproduzione”; di qualsiasi natura, della mappa / poster… Sembra davvero una figata.😀
    Ma quello che veramente mi ha colpito, e mi ha fatto venire una voglia matta di leggere la storia, è la Pinboard di Parigi… Mio Dio, hai raccolto delle foto veramente splendide :°)

  4. Tu già sai… non vedo l’ora di leggerla! :O

  5. mi sa che sarà divertente, leggerla

  6. Concordo con gherardopsicopompo, già le foto su pinterest mi avevano messo una curiosità infinita poi la storia del poster a ragnatela è bellissima!
    E sai che ti dico? Che il poster o anche una porzione di questo, magari con qualche aggiustatina per evitare spoiler lo vedrei bene anche come copertina dell’ebook?
    Ok questo era solo per dire perchè la accetteranno sicuramente e quindi niente ebook .😀

    Non vedo l’ora di leggerla!

  7. non ti auguro buona fortuna,non ti serve.sei bravo,a prescindere.

  8. Adoro questo genere di post, mi piace spiare i modus operandi dei colleghi in gamba.
    La tua bacheca su Pinterest la seguo in tempo reale, mi piace molto…

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