strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Ecco, perché!

4 commenti

Ieri ho spedito A Spider with Barbed-Wire Legs all’editor in America.
La prima stesura è andata, ora vedremo cosa succede.

49cfe73dcab345b4ce94eaddbc7b8978Intanto, ho cominciato a mettere giù le prime 1000 parole della storia che andrà sul prossimo Alia – e che conto di chiudere molto in fretta.
Non perché io intenda dedicarle meno tempo del necessario, o lavorare alla svelta, ma semplicemente perché, una volta definita l’idea di partenza, una volta definito di cosa io voglio parlare e come, la storia ha cominciato a correre.
Ne ho scritte 1000 parole dopo cena ieri sera, semplicemente perché sto scrivendo con una tastiera che pare di legno.

Ma non è della mia storia ancora senza titolo che voglio parlare – quanto piuttosto di quella cosa che ho detto sopra

di cosa io voglio parlare e come

Che è poi qualcosa che si ricollega al discorso fatto nelle settimane pssate – sul perché scrivere fantasy.
E anche se la storia per Alia sarà di fantascienza molto hard – l’abbiamo già detto, vero, che ai fini di queste discussioni, la fantascieza la consideriamo un sottogenere particolare del fantasy?
Bene.

Allora, cos’è ‘sta storia del voler parlare di qualcosa, in qualche modo?

È la mia risposta alla domanda.

Domanda: perché scrivere fantasy?
La mia risposta: perchè è lo strumento migliore per parlare di ciò che voglio, nel modo che voglio

Il che, naturalmente, è una risposta un po’ vaga – anche perché altri potrebbero decidere di usare lo stesso strumento per parlare in modo diverso di altre cose, o strumenti diversi per parlare delle stesse cose.

Ma in linea di massima, la narrativa d’immaginazione è un eccellente strumento per costruire ambienti controllati, nei quali isolare un certo numero di elementi, ed analizzarli.
Proiettare le conseguenze di azioni o idee, mettere alla prova teorie.
Fare della “action philosophy”.
A seconda delle inclinazioni di chi scrive, si possono usare metafore a grana più o meno grossa, si possono modulare i diversi elementi.
C’è molta libertà, il che dovrebbegarantire una grande varietà.
E la varietà è bene.

6ba16763799bc85a0e05b22b5ed661bbPer quel che mi riguarda, ad esempio, la fantascienza è un ottimo set di arnesi per analizzare e viluppare modelli che abbiano a che fare con problemi pratici, possibilmente con lo sviluppo e la risoluzione di nuovi problemi pratici seguendo un po’ la teoria di David Brin che la fantascienza è quel genere per cui i nostri figli avranno problemi diversi dai nostri*.

Poi io tendo ad essere abbastanza ottimista – per cui di solito nelle storie i problemi trovano una soluzione.
Ne abbiamo già parlato – i futuri cupi cupi cupi, le storie senza speranza e quelle che non credono nell’esistenza delle qualità umane, alla lunga mi annoiano.
E se non sono più che be scritte, mi urtano.
In generale, concordo con Harlan Ellison, quando diceva che la fantascienza è comunque un genere ottimista.
Dopotutto, sostiene che esiste un futuro.
Che noi possiamo immaginare un futuro – e il potere di immaginare un futuro è uno strumento per restare liberi.

Ora, il problema è che bisognerebbe evitare di scrivere storie “a tesi” – evitare di bastonare il lettore con le nostre idee.
Non è facile.
Ma è parte del divertimento.

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E la voce divertimento è meno che banale.
Non il mio, il vostro.
Il divertimento pare sia diventato una cosa che fanno solo gli sciocchi.
L’idea che il pubblico si diverta nel leggere una storia è una sorta di marchio d’infamia.
Divertimento viene letto probabilmente come distrazione, come un atto mirato ad ottundere la sensibilità del lettore, a cullarlo in una sorta di inconsapevolezza idiota.
Che è l’opposto del motivo per cui si scrive, dico io.
E non dubito che si possa fare, e che sia stato fatto.
Ma non qui, grazie – e devo ancora vedere prove convincenti del fatto che seppellire il lettore di brutture sia un sistema valido per risvegliarne la coscienza, e non semplice pornografia.
Ma ne riparleremo, magari.

———————————–
* Questo in contrapposizione, dico io, con il fatasy tradizionale, e di un certo horror, che sono quei generi per i quali noi abbiamo gli stessi problemi dei nostri padri.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “Ecco, perché!

  1. “perchè è lo strumento migliore per parlare di ciò che voglio, nel modo che voglio”
    Personalmente credo che questa sia la risposta più completa ed esauriente che un autore (di qualsiasi cosa) possa dare.
    Certo, si può approfondire. Si può dire di più su questo “ciò che voglio”, e sul “modo”. Ma si può fare in una piacevole chiacchierata tra amici, quando si approfondiscono certe cose… Come risposta “ufficiale” va già benissimo così.😀

  2. Io sul tasto del divertimento picchio da anni.
    Perché in questo paese fare del sano intrattenimento tramite i libri pare essere una cosa brutta (mentre sdoganare robe come Zelig o i film scollacciati degli anni ’70 fa cultura).
    Ci deve essere, questa nuova legittimazione del divertimento fatto in maniera consapevole e pensata.

  3. A proposito di Alia, dove / quando si prevede l’uscita?

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