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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Senza pietà

2 commenti

b6cefa7dbfac2cf8b569fd0b07630e58In questi giorni passo il mio tempo alla tastiera – scrivo.
Racconti, articoli.
Meglio che passare il tempo a fissare la mailbox in attesa del riscontro di un curriculum.

E le offerte, per la scrittura, non mancano.

Per dire, mi hanno offerto 100 euro per scrivere una storia di 1000 parole.
Posso scartare di un 20%, arrivando a 1200 – ma l’editor a quel punto avrà il diritto di sforbiciare per far stare la mia storia nelle 1000 del limite.
È la regola – se si accetta, è parte del gioco.

L’unica altra regola è il tema delle storia – deve parlare di “gente spietata”.
Tutto qui.
Qualunque genere, qualunque setting, qualunque idea o trama, ma il tema – così come la lunghezza – non è trattabile.

E io mi dico, che diavolo, gente spietata?
Sono un prodotto del sistema scolastico italiano, ho lavorato in università, gestisco un blog – io vivo da quarant’anni circondato da gente spietata.

Certo, la storia deve essere eccelente.
La selezione, mi si dice, è durissima, la competizione molto forte.
Vengono accettate una trentina di storie l’anno.
Ma è abbastanza tipico, dei mercati internazionali.
Perché non è un’offerta da un editore italiano.
Ma voi l’avevate già capito quando ho detto che erano disposti a pagare, vero?
Dieci centesimi a parola – la tariffa professionale standard internazionale.

Il che sigifica, oltretutto, che questa sarebbe una vendita professionale – una di quelle che servono quando si fa domanda per entyrare in una associazione internazionale di autori.
Che serve per ottenere più incarichi, e tariffe migliori.
Per trovare un agente onesto.

Ora, mi si dirà che 100 euro sono bruscolini – che non ci si campa, con cifre del genere.
Il che è vero.
Ma è meglio di niente, che è poi la tariffa standard del nostro mercato.

E davvero, al netto del tempo necessari per idearla, scriverla, ripulirla, metterla perfettamente a punto…
Se decido di fare il lavoro, poi perché regalarlo?

No è una domada retorica, sapete.
Quale onesta e logica giustificazione porta, chi vuole il nostro lavoro gratis, per volerlo, appunto, gratis?
È un discorso complicato, e credo che dovremo riparlarne.
Ora torno a scrivere.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Senza pietà

  1. Perfetto, ritorniamo che ne parlo volentieri…
    Un po’ di più della cifra che hai indicato é il mio ultimo guadagno letterario ma sorvoliamo sui morsi della Siae oltre a tutto il resto

  2. Sono disposti a pagare anche perché si aspettano di vendere… Quindi chi ha sufficiente dimestichezza con la lingua fa bene a rivolgersi al mercato anglofono.
    “Quant’è il 10% di niente?”(cit.)

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