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In treno verso Monaco

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night-train-to-munich-1940-001-margaret-lockwood-phone-00n-9keIl terzo film fondamentale con Margaret Lockwood si intitola Night Train to Munich*.

Night Train to Munich è un film del 1940, diretto da Carol Reed – lo stesso di The Third Man, quello con Orson Welles e Joseph Cotten.
NIght Train è un thriller spionistico ambientato durante l’espansione nazista in Europa, e girato durante l’espansione nazista in Europa.
Le scene relative all’annessione dell’Austria ed all’invasione dei Sudeti sono filmati giornalistici, opportunamente montati nella pellicola – che per il resto è interamente girata in teatro di posa.

La trama (evitando gli spoiler) – Anna Bomarsch è la figlia di uno scienziato cecoslovacco. Dopo l’invasione nazista, il padre riesce a fuggire in Gran Bretagna, mentre Anna viene arrestata e rinchiusa in campo di concentramento.
Poi, la fuga con un compagno di prigionia, l’arrivo a Londra…

9673010_oriE qui, a venti minuti dai titoli di testa, Reed delicatamente sfila il tappeto da sotto ai piedi dello spettatore (usando una seduta oculistica – immaginate una scena più improbabile?), e ci trascina da quello che sembrava un dramma romantico, non privo di una certa retorica da tempo di guerra, in un complotto spionistico, cinico e crudele.
Anna viene usata, tradita, rapita e portata in Germania.
La sua unica possibilità di fuga – che un solo uomo, senza alcuna autorizzazione ufficiale, si rechi a Berlino e operi una estrazione in territorio ostile.
Ma la speranza pare sfumare quando Anna viene caricata, insieme col padre… già, su un treno diretto a Monaco.

Fa uno strano effetto, vedere Night Train to Munich a ridosso di The Lady Vanishes.
La sequenza di apertura, con la cinepresa che scende a volo d’uccello su un panorama palesemente finto, per poi entrare in una finestra e portare lo spettatore dentro all’azione (turisti bloccati dal maltempo in Vanishes, Hitler che dà in escandescenze e pianifica l’invasione in Night Train), è quasi la stessa.
Le premesse sono simili – spie, treni, nazisti all’orizzonte (accennati nel film di Hitchcock, pienamente identificati in quello di Reed).
Una giovane donna allo sbaraglio – sempre interpretata da Margaret Lockwood – aiutata da un giovane musicista – questa volta, un Rex Harrison così giovane da essere quasi irriconoscibile.
Persino i battibecchi, sono simili, i flirt, gli scambi di battute.

E forse non dovremmo sorprenderci – gli sceneggiatori delle due pellicole sono gli stessi, e si prendono le stese libertà coi romanzi originali sui quali i due film sono basati.

night-train-to-munichE poi naturalmente ritroviamo i due inglesi in viaggio, Charters & Caldicott, questa volta più coinvolti nell’azione (e Charters intento a leggere Mein Kampf, libro che si trova ovunque, ci dice, in Germania).
I due sono più attivi, più importanti nell’economia della narrazione rispetto alla pellicola di Hitchcock – ma comunque e sempre, decisamente interessati ai risultati del campionato di cricket… ed al destino di una preziosa sacca di mazze da golf.

Ciò che cambia, tra le due pellicole, non è tanto l’atmosfera sullo schermo, quanto l’atmosfera in sala, per così dire – là, in The Lady Vanishes, la guerra era un’ipotesi, una paura in agguato tanto per i protagonisti che per gli spettatori; qui, in Night Train to Munich, la guerra è una realtà contemporanea alla visione del film, in corso, e all’azione (che si svolge principalmente durante l’invasione della Polonia).
E se Reed riesce a mantenere un certo livello di ironia, la minaccia non è più qualcosa di ipotetico, e il film deve negoziare l’orrore reale senza compromettere l’intrattenimento.

E così abbiamo una storia ironica e curiosamente lieve cucinata per un pubblico che affrontava la sua ora più cupa – e tuttavia sì, escapismo, divertimento, sberleffo al nemico… ma c’è anche una oscurità che non è mostrata, ma è implicita, è contribuita (o dovrebbe esserlo) dallo spettatore.

Night TrainIn conclusione, entrambi i film sono dei fantasy – come spesso succede coi film di spionaggio – e come tutta la narrativa fantastica, parlano della realtà distorcendola, mascherandola con una patina di eccitazione e di divertimento**.
Nel caso di Night Train, il divertimento di essere in territorio nemico, circondati da assassini psicopatici, in fuga dalla Gestapo, battibeccando romanticamente con una giovane donna straordinariamente avvenente, e finire per spenzolarsi da una funivia.

Non ci si deve lasciare ingannare dal divertimento – il film di Reed non ci dice quanto è bello fare le spie in un continente in guerra.
Ci mostra – con ironia agghiacciante – la burocrazia impazzita del totalitarismo, la prostituzione degli ideali, la minuta e letale prepotenza di personaggi senza volto e apparentemente senz’anima, persino come sia possibile che si risvegli un moto d’orgoglio in animi meno che infiammati.
E lo fa divertendoci.
Ma senza strizzarci l’occhio, senza chiederci concessioni – anzi, chiedendoci l’esatto opposto.
Chiedendoci di essere pienamente consapevoli della realtà (quella del 1940, certo***).

Night Train to Munich si può vedere interamente su Youtube, o è reperibile in copie DVD a bassissimo costo.
L’edizione restaurata della Criterion (dalla quale è preso il brano qui sopra) sarebbe desiderabile, ma non è altrettanto a buon mercato.
Stando a IMDB non ne risulta una edizione in italiano, ed il film notoriamente non è mai stato distribuito in Germania.
È un film strano, diverso, e decisamente consigliato.

————————–
* … che è anche il titolo di una canzone di Al Stewart, del quale abbiamo già parlato, e che col film è vagamente imparentata.

** è qui che sorge qualche piccolo problema con alcuni spiriti meno che sofisticati, che sembrano incapaci di guardare al di sotto del divertimento, e si convincono non ci sia altro, e quindi si ritraggono inorriditi.

*** e qui forse è il pubblico abituato all’eterno presente che ci offre una certa cinematografia corrente, ad avere delle difficoltà; ma questi di solito la pellicola già la snobbano perché è in bianco e nero.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

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