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Una scuola per la magia

6 commenti

Vediamo…
C’è una scuola molto esclusiva nella quale si istruiscono adolescenti di buona famiglia (o non così buona, in effetti) nelle arti magiche.
Una scuola nella quale gli intrighi studenteschi riflettono cospirazioni ben più oscure, e possono andare ad influenzare la politica e forse il destino stesso del mondo.

E no, non ci sono maghetti quattr’occhi…
Questo è un romanzo del 1994.
E merita decisamente una seconda occhiata.

a-college-of-magicsPer una curiosissima coincidenza, nel weekend passato mi sono trovato a parlare due volte, in occasioni diverse e con persone diverse, di Caroline Stevermer, e del suo A College of Magics, probabilmente il miglior romanzo fantasy di ambiente scolastico* che mi sia capitato di leggere.

Il romanzo della Stevermer è ambientato prevalentemente in una scuola “per signorine”, ma spazia da Parigi alla Mitteleuropa.
L’epoca di riferimento è quella edoardiana, ed il mondo è una curiosa miscela di magia e tecnologia, senza virare completamente nello steampunk.
La vicenda segue la protagonista – proveniente da una sorta di Ruritania, il Granducato di Galazon – ragazzina indipendente e riottosa, sorta di outsider nella scuola in cui si insegnano musica, conversazione, buone maniere e stregoneria.
L’azione progressivamente si allarga, fino a includere una folle corsa sull’Orient Express.

Il taglio è quello dell’avventura romantica fin-de-siecle, con l’extra di anarchici e stregonerie, e si lascia leggere con un certo divertimento.
Sono quasi 500 pagine, ma filano come un diretto, pur prendendosi tutto il tempo per creare un mondo.

6a010534aaa6ea970c0133ecebef7d970b-800wiMi sorprende, nel documentare questo post, scoprire che il romanzo, che io lessi nel ’94 come fantasy e basta, viene oggi fiscalizzato come “young adult”.
All’epoca della prima uscita, nulla lasciava intendere che il pubblico di riferimento fosse quello giovanile – ed in effetti mi domando se la serie di Galazon (che la Stevermer riprese nel 2004 con A Scholar of Magics) non sia stata riadattata in “young adult” per cavalcare il successo di altri romanzi ambientati in scuole magiche e altre istituzioni simili.
È indicativa, io credo, la trasformazione della copwertina (qui sopra a destra quella del ’94, qui a sinistra quella della ristampa).
Un simile retrofit spiegherebbe certe recensioni lette su Amazon rispetto alla nuova edizione, nelle quali si lamentano le descrizioni “lente” e l’uso di un linguaggio “complicato” come quello di autori edoardiani come Woolf, Joyce o Forster.

Ecco, io direi che sarebbe una buona raccomandazione, no?
Volete un’avventura romantica piena di magie e colpi di scena scritta con lo stile di Virginia Woolf o di E.M. Forster?
Eccovela servita.
E chi, sano di mente e appassionato di fantastico, non lo vorrebbe, un romanzo del genere?
Soprattutto considerando che lo si può avere per meno di 5 euro in formato Kindle (o per una settantina di euro in cartaceo, se siete di quelli a cui piace l’odore della carta).
———————————-

* The Blue Girl, di Charles de Lint, è in questo caso fuori concorso.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “Una scuola per la magia

  1. Conosco la copertina di questo libro….è possibile che tu lo avessi già nominato in qualche altro post?
    No perchè oltre alla copertina ricordo di aver pensato che volevo leggerlo assolutamente solo che poi mi devo essere persa l’appunto quando è esploso il PC.
    Bene bene adesso non me lascerò scappare…😀
    Sembra il genere di romanzo che potrebbe riconciliarmi con la magia🙂

  2. Ancora una cosa…
    Hai visto che su Wikipedia italia non c’è una pagina dedicata a Charles de Lint?
    Sono senza parole!

  3. Avendone parlato di persona a Play – sì, sono il logorroico in questione – mi fa piacere vedere questo post. Penso che il filone ‘collegio di magia’ sia ancora bizzarramente sottoutilizzato e con una marea di potenziale che vedo nell’incontro tra tematiche di gioventù/formazione e sense of wonder della magia. Lo stile ottocentesco aumenta la curiosità, essendo una cosa che sicuramente la differenzia dal Potterverse.

    Segno questo, che andrà recuperato, assieme ai vecchi romanzi di Diana Wynne Jones (qualcuno li lesse) che devo recuperare e a Gunnerkrigg Court, un gioiellino di webcomic (http://gunnerkrigg.com/) che unisce la scuola di magia/scienze eteriche a divinità animali, parentesi sci-fi vecchio stile e fantasmi.

    E De Lint ha scritto anche di quello?

    • L’unico fantasy/horror di ambiente scolastico di De Lint – che io sappia – è The Blue Girl, un young adult molto divertente anche per lettori più grandicelli, e di ambientazione moderna.
      Molte storie di De Lint hanno per protagonisti degli adolescenti, ma questa è l’unica di ambiente scolastico, e scritta espressamente come critica revisionista ai romanzi della Rowlings.
      Per il resto spettri, spiriti animali e divinità asortite e qualche occasionale sprazzo fantascientifico (viaggi nel tempo? O li consideriamo fantasy?) in De Lint si trovano in quantità, sempre.

  4. Di scuola di magia se ne parla diffusamente anche in “Jonathan Strange e il signor Norrell”, anche se non è ambientato propriamente in una scuola.

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