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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Un vicolo cieco creativo

67 commenti

Action_Comics_1È agli atti la mia opinione riguardo alla fanfiction – un buon esercizio di scrittura, che di solito cessa di avere una qualche utilità pratica attorno ai quattordici anni.
Dopo i quattordici anni è un vicolo cieco creativo.

Ora, mi viene segnalato un post nel quale viene presentata la seguente tesi

“La fan fiction è un modo in cui la cultura ripara i danni causati in un sistema in cui i miti contemporanei appartengono ad aziende invece che al popolo” (“Fan fiction is a way of the culture repairing the damage done in a system where contemporary myths are owned by corporations instead of by the folk.”)

Il post – che è breve, e trovate qui – è di una “persona che non sopporta le beghe idiote di copyright hollywoodiane su chi possiede cosa del costume di Superman“.

Ecco, è la cosa di Superman, che mi ricorda un dettaglio interessante.
Interessante abbastanza da farci un pork chop express.

Quando Siegel e Shuster crearono Superman, tutti – ma intendo davvero tutti – si resero perfettamente conto che il personaggio era un rip-off.
Un plagio.
Un furto di alcune buone idee.

I poteri di Superman erano gli stessi di John Carter – personaggio creato da Edgar Rice Burroughs alcuni anni prima.
Balzi straordinari, forza sovrumana, una notevole resilienza… tutto perché arriva da un pianeta diverso: è John Carter.
E lo sapevano tutti.

Doc Savage

Doc Savage (Photo credit: Wikipedia)

D’altra parte, Clark Kent, che è in realtà l’Uomo d’Acciaio (The Man of Steel) assomiglia anche maledettamente a Clark Savage, che è in realtà l’Uomo di Bronzo (The Man of Bronze).
Gli assomiglia a tal punto, possiede una Fortezza della Solitudine nell’Artico.
Proprio come Doc Savage, un popolare personaggio creato da Lester Dent.
È persino petinato allo stesso modo – solo che Savage ha i capelli rossi con un “widow’s peak”, Superman ha i capelli neri col ricciolo in fronte.

E come dicevo, lo sapevano tutti – al punto che Lyon Sprague de Camp (che dopotutto era un esperto di brevetti e copyright) chiese a Lester Dent perché mai non avesse fatto causa per plagio ai creatori di Superman.
E Lester Dent rispose che non gli interessava fare causa – avevano tratto ispirazione dal suo personaggio, ma non lo avevano replicato.
Ci avevano messo del loro.
Sul mercato c’era posto per tutti, e perciò a lui non interessava fare causa a Siegel e Shuster, o al loro personaggio che assomigliava a Doc Savage.

Ecco – io non intendo stare qui a discutere se la fanfiction permetta al popolo di riappropriarsi dei personaggi coperti da copyright in barba alle megacorporazioni crudeli.
Credo non sia così, penso si tratti di un ragionamento velleitario e vagamente radical-chic*.
Se è vero che per a legge americana chi non difende il proprio marchio dall’uso non autorizzato, perde il privilegio del marchio…
… E se è vero che una memoria troppo lunga per il copyright uccide la creatività…
… Beh, dubito seriamente che una storia di sodomia fra Kirk e Spock abbia mai dato gli incubi a Gene Roddenberry o ai vertici Paramount.
Non per motivi di copyright, per lo meno.

No, non mi interessa la questione del copyright**.
Mi interessa sottolineare piuttosto come, se Siegel & Shuster avessero scritto fanfiction di Doc Savage o di John Carter, noi non avremmo Superman.
Ma Siegel e Shuster non scrissero fanfiction.
Per quanto derivativo, fecero qualcosa di nuovo, di diverso.
Il che credo riassuma brevemente ma in maniera abbastanza chiara perché considero la fanfiction un vicolo cieco creativo.

————————————
* Anche se in effetti mi piacerebbe leggere tutto il lavoro del professor Jenkins da cui è tratta la frase citata.
** Diciamo che per me è sufficiente la posizione appena citata, di Lester Dent.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

67 thoughts on “Un vicolo cieco creativo

  1. Ma infatti, come precisi tu, Siegel e Shuster scrissero un personaggio ex novo, nonostante avesse molti rimandi agli altri due, non presero John Carter e scrissero storie con lui come protagonista, in barba a Burroughs.
    L’ispirarsi a un personaggio è meno grave, per me, di usare quelli degli altri e avere la presunzione di sapere meglio del loro creatore come si comporterebbero, come parlerebbero e agirebbero nelle varie situazioni. Per me, continua a essere una cosa inaccettabile, e se la Rowling ha messo in guardia il popolo delle FF, ha fatto solo bene.
    Createvi i vostri personaggi, e lasciate stare quelli degli altri: non è un grande sforzo.

  2. Solo per replica, la rowling NON ha mai messo in discussione le ff ma le ha esaltate e ci sono giornalisti e grandi scrittori internazionali, con libri originali, che si dedicano a questa forma di scrittura.
    Il fatto che a lei dia fastidio che dei fumettisti oppure sarebbe meglio chiamarsi scrittori di figure novelle, hanno fatto successo con personaggi pressoché identici non è una scusa per criticare chi consciamente crea nuovi set per personaggi già conosciuti indicando sempre che questi sono di proprietà altrui.
    Non si capisce di cosa vuole discutere…ma è sicuro di essere un giornalista? A me questo articolo sembra un vero ” vicolo cieco creativo” almeno ff, novelle e fumetti hanno un senso.

  3. Condivido pienamente. Le ff possono sicuramente essere un buon esercizio per un principiante, ma a un certo punto diventano totalmente inutili.
    Naturalmente si possono continuare a scrivere per divertimento, per spasso (come detto sopra, molti autori famosi lo fanno per svago, e non c’è nessun problema) ma continuare a concentrarsi su quelle è uno spreco di tempo e talento (se c’è, ovvio).

  4. Ma Elisabetta quali FF scrive?
    No, perché la sua risposta isterica mi sembra vagamente interessata🙂

  5. Condivido in pieno il ragionamento. In passato ne ho lette e ho anche provato a scriverle ma la FF è un passaggio, non un punto di arrivo. Ci si può divertire a giocare con ambientazioni e personaggi ma resta un esercizio fine a se stesso. Inventare è molto più divertente e gratificante, lo sa bene chi ci ha almeno provato sul serio.

  6. Non è necessario scrivere fanfiction per sapere cosa sono. Basta leggerle, cosa che evidentemente l’autore di questo articolo non ha mai fatto, né -probabilmente- vorrà mai fare. E’ da precisare che le fanfiction sono quegli “esercizi di scrittura” (come vengono chiamati qui) che hanno per protagonisti i personaggi di libri, telefilm, film, anime, ecc. inventati da qualcun altro, con i loro nomi originali e l’aspetto fisico originale, e la persona che le scrive si premura sempre di indicare il loro creatore/la loro creatrice.
    Il plagio implica, invece, appropriazione di idee, personaggi, trame, parole, note altrui spacciandole come proprie e, di conseguenza, violando il diritto d’autore.
    Se ad un/una fan di Harry Potter non piace che Hermione e Ron si sposino alla fine della saga, crea un What-if in cui Hermione si innamora perdutamente di Draco Malfoy, che magari viene scritto OOC (Out Of Character) per facilitare la storia. Oppure si immagina un AU (Alternate Universe) in cui Harry e compagnia non hanno poteri magici. E all’inizio e alla fine ringrazia la Rowling per aver inventato cotanto splendore di personaggi.
    Le fanfiction sono tributi ammirati alle opere d’arte di qualcun altro.
    E la creatività, la fantasia, l’immaginazione sono linee che percorrono l’infinito. Senza mai incontrare vincoli ciechi.

  7. E’ molto triste che dopo un intervento pacato, serio, informativo, lei abbia solo saputo usare il sarcasmo con una citazione iperinflazionata. L’intervento di Lily è stato compito, esaustivo, serio; il suo commento superficiale e non pertinente.
    Le fornisco un paio di informazioni aggiuntive, che potrebbero aiutarla, la prossima volta, a scrivere qualcosa di più corretto.
    1) Esattamente come Siegel e Shuster, molti fanwriters hanno preso solo i nomi dei personaggi iniziali, ne hanno tralasciato tutto il resto, e hanno scritto libri nuovi. Libri pubblicati, che a loro volta sono stati oggetto di ulteriori fanfictions. E’ un bel modo per incitare alla lettura e alla scrittura, e per proseguire il processo creativo: un po’ come continuare a mettere mattoni per costruire un monumento alla fantasia umana. Se fa una ricerca velocissima in internet, troverà molti titoli pubblicati nati come fanfictions; proprio, insomma, come accadde con Superman. Il suo paragone in questo è perfetto.
    2) Le fanfictions sono, come si sa, senza scopo di lucro, puri omaggi volti a ringraziare un autore per ciò che ha creato (tranne quando si distaccano totalmente dall’opera originale, e allora, appunto, creano a loro volta mondi nuovi). Non pretendono nulla per sé, se non il rispetto che si dovrebbe a qualunque creazione umana. Non sono plagi, perché non guadagnano; sono anzi molto spesso incoraggiate dagli autori originali, che si divertono nel vedere i loro personaggi diventare quasi persone di famiglia; lo stesso accade con giochi di ruolo, virtuali, cartacei o reali, basati su molte saghe, che intendono omaggiare l’autore.
    3) Le fanfictions sono solo uno degli aspetti dell’omaggio creativo; ci sono canzoni totalmente riscritte sulla base di altre – remake o veri e propri ‘doni’ -, film che ne citano altri – Tarantino, secondo il suo articolo, sarebbe un plagiatore -, quadri che dipingono altri quadri. L’arte e la creatività sono un po’ più complesse e un po’ più sfumate di come lei le ha descritte qui, e sono sicura che se ne rende conto.
    Sono ovviamente una fanwriter, e fiera di esserlo. Ma sono anche un’insegnante, fiera di insegnare ai miei alunni che hanno sempre il diritto delle loro opinioni, ma hanno anche il dovere di basarle su informazioni precise e approfondite e, qualora si accorgano di non essersi informati, di cambiare opinione. Ho tuttavia scoperto che far maturare gli adolescenti è spesso più facile che far maturare gli adulti, dunque considero come risposta anche al mio intervento la sua bella citazione di Woody Allen, che per me resta un genio – e che nei suoi film, a proposito, omaggia continuamente altri registi.
    Grazie dell’attenzione.

  8. Francamente non comprendo questa tua ostilità nei confronti della Fan Fiction. Certo, spesso sono storie dozzinali, sciocche e con trame approssimative. Ma il tutto costituisce solo un divertimento, uno svago, nel migliore dei casi una forma di allenamento alla scrittura.

    Definirlo un “vicolo cieco creativo” è decisamente esagerato e, se mi permetti, decisamente pretenzioso.

    È cattiva letteratura? Nel 99% dei casi si, senza alcuna ombra di dubbio, ma non mi sembra che sia mai stata spacciata per altro, a differenza di gran parte dei romanzi che impestano le librerie. Quel tipo di romanzetti scritti per sfruttare il genere di successo (Fantasy, Vampiri, Noir, Thriller fantapolitici ecc…) con trame molto semplici (altrimenti il lettore tipo si confonde) scene di sesso gratuite ed inutili (il sesso vende, sempre!) e grammatica terra terra. In genere sono accompagnati da critiche entusiaste e possono sfoggiare vendite milionarie. E tu a chiederti “se esiste un Dio, perchè lascia accadere questo? Non potevamo limitarci alla classica invasione delle cavallette?”

    E poi che cosa vuol dire esattamente fan fiction? Mi sembra tanto una di quelle etichette il cui valore appare evidente solo agli occhi di chi guarda.

    È lo scrivere storie usando personaggi ed ambientazioni di un altro autore, mi risponderai.

    Ma se io scrivo una storia di Sherlock Holmes sto scrivendo una fan fiction o un omaggio a Conan Doyle?

  9. Giungo, ordunque, a rompere il cazz… ehm… a dire la mia.

    @Elisabetta:… ma boh eh? ma veramente boh.

    @Lily: boh parte seconda, non mi pare che Davide abbia sovrapposto Fan Fiction e plagio.

    @Davide: rispetto per la masturbazione, soprattutto tu con quegli occhiali, non me la conti giusta…

    Facezie a parte credo che l’affermazione di Jenkins (ma lo presumo io, non avendo letto tutto il suo discorso) faccia un po’ un parallelo con l’idea di riscrittura del mito che avveniva in epoca classica, il che sarebbe un po’ tirato per i capelli, ma non del tutto campato in aria.

    Poi Davide capisco la tua posizione ma mi sembra anche un po’ troppo radicale. Condivido l’idea che la Fan Fiction abbia, per sua natura, dei fortissimi limiti, ma d’altra parte tutta la narrativa seriale ce li ha, che essa sia letteraria, cinematografica o televisiva. Il che non vuol dire che, all’interno di certi steccati, non si possa fare nulla di buono. Anzi.

    Se poi vogliamo parlare della qualità della Fan Fiction che viene scritta, beh, questo è tutt’altro paio di maniche.

  10. @ MM

    Mi fa piacere che qualcuno abbia letto il post e visto che non c’è alcuna sovrapposizione fra fan fiction e plagio.
    E magari si sia reso conto che io apprezzo ciò che fecero Siegel & Shuster
    Che non presero i nomi di John Caretr e Clark Savage, ma alcune idee, e crearono qualcosa di radicalmente nuovo e diverso – l’opposto della fan fiction, sulla base delle ampie spiegazioni fin qui ricevute.
    Per il resto, il “ma c’è anche altro che fa altrettanto schifo” mi pare una difesa un po’ debole.
    Ma naturalmente, YMMV.

  11. Il problema non credo sia leggere, ma capire, e spesso le due cose non sono così legate come dovrebbero. A tal proposito non so a chi ti riferisci con “ma c’è anche altro che fa altrettanto schifo” perché non credo che fosse una considerazione che si potesse dedurre dal mio commento (e in genere ho imparato da un comune amico a non indulgere nel riprovevole peccato del “benaltrismo”)

    Il punto è che credo che le critiche che ti sono state mosse non siano proprio totalmente sbagliate, magari meglio formulate dal tuo omonimo che dalle signorine intervenute.

    Però, e permettimi di rilanciare la mia obiezione, come la metti con gli apocrifi di Conan? con quelli del ciclo di Amber di cui parlavi un paio di giorni fa o di altri per cui hai speso parole se non proprio di elogio almeno di moderato apprezzamento? Ok in quel caso non è “fan” perché è roba fatta da scrittori professionisti, ma concettualmente non cambia, è sempre prendere personaggi ed ambientazioni di altri e scriverci sopra, con tutti i limiti che ne conseguono.

    • Li considero per ciò che sono – apocrifi.
      Poul Anderson, Karl Edward Wagner, Andrew J. Offutt, Robert Jordan, e naturalmente Lyon Sprague De Camp – e ce ne sono altri – hanno scritto apocrifi di Conan.
      Ma Anderson è un grande – e riprova posso citare La Spada Spezzata, non un apocrifo di Conan.
      Wagner era un colosso – e te lo dimostra con Kane, o con i racconti horror, non con gli apocrifi di Conan.
      Offutt è un ottimo narratore – e lo vedi dai suoi romanzi storici, certo non da The Sword of Skelos (che pure è divertente)
      Jordan ha fatto la storia – ma con The Whel of Time (che peraltro non mi piace) non con le storie di Conan.
      De Camp? Adoro Treasure of Tranikos, ma la grandezza di De Camp è fondata sul ciclo di Harold Shea, o su Viagens, o su decine d’altre cose.

      Credo che il discorsos ia abbastanza chiaro.

      Poi non ho nulla contro chi scrive fan fiction.
      Perché dovrei?
      La Rowling ha detto che la fan fiction è ok.
      Allo stesso modo, King ha detto che la cocaina è ok, ed io non ho nulla contro i cocainomani.

  12. Rispondo solo ora….se non ho compreso la natura del suo esercizio di scrittura forse è perché ha espresso 3 idee del tutto inconcludenti, abbiamo capito il copyright, ma quindi se io prendessi una normale ff, di quelle che naturalmente sono state scritte in modo professionale, cambiassi i nomi e i tratti somatici dei personaggi avrei fatto un nuovo Superman?….nessuno sta dicendo che scrivere ff porti a qualche cosa ma allora anche tenere un diario, scrivere una poesia se non si pubblica una raccolta, scrivere un blog, fare un tutori al su you tube…è poi la frase di woody Allen…..che perla data ai porci….se mi spiega anche quella nel contesto le sarei infinitamente grata….

  13. Appunto, però non dici che gli apocrifi di Conan sono tutti delle schifezze, esattamente come credo tu non schifi tutti i Mythos solo perché prendono le mosse dall’opera di Lovecraft (all’epoca anche con il suo benestare) e via dicendo. Se fai un discorso sulla qualità degli scritti ok, posso darti ragione, la maggior parte della FF fa probabilmente schifo e non ha nemmeno il pregio dell’invenzione originale, ma se dici che la FF fa schifo per principio (ed è quello che sembri dire) allora noto una certa incoerenza.

    Facendo un parallelo musicale (che mi viene sempre spontaneo) è come dire che le cover fanno tutte schifo. non è vero. alcune sono fedelissime e ben fatte, altre sono vere e proprie riscritture e arrivano ad essere interessanti quanto (e a volte anche di più) dell’originale, altre sono pessime o scialbe.

    Poi (e mi rivolgo alle gentil donzelle) il discorso del “tributo” non sta tanto in piedi: in omaggio che fa schifo non è un gran bell’omaggio.

    • MM, ma tu davvero potendo scegliere se passare la serata a sentire un gruppo che non conosci che fa le sue cose che non hai mai sentito, o se andare nel locale dove suona una cover band dei Led Zeppelin, vai a sentire la cover band?

  14. Quindi in un apocrifo che creatività c’è? Io non li ho letti, ha letto lei almeno un paio di ff per decretare la mancanza di creatività? In più non ha risposto a nessun commento con una spiegazione esaustiva….e in più l’ultima frase fa pena, la usavamo 20 anni fa a scuola per giustificare le cose più stupide….
    Forse è lei che non comprende, lei dice che è mancanza di creatività ma non ne spiega il motivo….solo per il fatto che i personaggi non sono originali?cosa secondo lei li renderebbe originali? Cosa crea un atto creativo? A questa domanda, che le viene posta da questa mattina lei non ha risposto e neanche argomentato.

    • Elisabetta, allora argomentiamo.
      Un atto creativo è ciò che porta alla creazione consapevole di qualcosa di nuovo ed originale, che abbia uno scopo o una utilità.
      Coinvolge processi quali l’ideazione e l’esecuzione di un certo tipo di lavoro (scrivere, suonare, disegnare eccetera).
      Le fan fiction usano una scorciatoia per l’ideazione (prendono idee altrui) e sono spesso terribilmente deboli a livello di esecuzione.
      Io ho parlato di vicolo cieco creativo – nel senso che le premesse della fan fiction (prendo elementi sfusi dall’immaginazione altrui) normalmente non conducono a qualcosa di nuovo ed originale.
      Sono un buon esercizio – perché imparare a scrivere entro dei limiti precisi (personaggi, ambientazione ecc) è estremamente utile.
      Ma poi arriva il momento in cui è necessario creare i propri personaggi, le proprie ambientazioni, le proprie storie.
      O qualunque creatività si possegga, resterà intrappolata (come in un vicolo cieco) entro quei limiti ai quali accennavo.

  15. Salvo rari casi io scelgo sempre artisti che fanno cose originali e penso che in generale chi propone cose proprie abbia più dignità artistica di chi fa cover, ciò non toglie che ci siano cover band standard che sono oggettivamente brave e cover band che fanno riletture talmente particolari da essere gustose (ascoltati i Combo De La Muerte con le cover metal in chiave salsa).

  16. La fan fiction ha senso solo in un contesto pornografico per mettere in luce le perversioni degli eroi ;-P

  17. Ma chi ti dice che invece la cover band non rivisiti i pezzi dei led zeppelin in modo da accontentare sia i fan del genere sia altri che hanno un gusto differente? La band che fa i propri pezzi la vai a sentire se te la consiglia qualcuno o se ne conosci già il tipo….va a gusti…è non si discutono..

  18. Il parallelo con le cover è abbastanza azzeccato: non a caso si dice spesso che da ragazzini si mettono in piedi delle cover band e che poi il passaggio obbligato è alla musica originale, perché la cover band è (guarda un po’) un vicolo cieco creativo.
    Lasciate stare che, soprattutto nei locali italiani, ci sarà sempre una maggioranza di pubblico interessata a rivedere la cover band dei Led Zeppelin (magari con gli elementi del gruppo conciati in uno squallido scimmiottamento dei loro beniamini) piuttosto che ad ascoltare musica originale.
    La verità è che dedicarsi solo alle cover indica mancanza di creatività, o convenienza, perché le cover tirano di più.
    Altra cosa è fare ogni tanto qualche cover, o riarrangiare dei brani altrui., fino a renderli, appunto, degli apocrifi.

  19. Elisabetta, scusa la franchezza, c’è anche chi pratica la coprofagia, i gusti non si discutono, vero, ma non vuol dire che la cacca sia buona.

  20. Troppo difficile creare qualcosa di proprio? Sembra di sì.
    Ma soprattutto, chi sono io per potermi permettere di prendere in mano il setting di altre persone e farne versioni personali? Molti, ho letto in giro, hanno avuto la presunzione addirittura di riscrivere finali perché l’originale, ripeto “ORIGINALE”, non andava bene.

    Bell’esercizio, nulla da dire.

  21. Ah, mentre ci siete, leggetevi bene quello che pensa la Rowling, soprattutto su quelle adult. Non leggete e interpretate come pare a voi.

  22. Io facevo delle fan fiction di Atlas ufo robot con i Lego… ma avevo sei anni

  23. E poi, scusate, ma fatemi aggiungere una cosa: dove sta lo sforzo creativo nel prendere un settin e dei personaggi preesistenti e farli agire a nostro uso e consumo, il più delle volte andando a stravolgere le idee dell’autore?
    Dove starebbe l’omaggio in questa scorciatoia per non mettersi in gioco con personaggi e idee proprie?
    E la presunzione di trovare svolte narrative migliori rispetto a quelle di chi ha la paternità (artistica e legale, non dimentichiamolo) dell’opera, ma chi ve l’ha data?

  24. Non prendetela con me Lucia, io proprio non sopportavo che Actarus tornasse su Fleed

  25. Io facevo quelle di Starzinger con un cartone e la bici. Ma anche lì, pirla com’ero, mi inventavo un nome diverso per non essere uno dei tre. Ero sbagliato fin da piccolo…

  26. Come Dragon Ball, del resto😀

  27. Ecco mi avete rovinato i giochi sui bambino

  28. Ma lei con l’esempio di Superman confuta questa sua tesi e quindi i vari remake li considera senza creatività? Perché così distruggerebbe il 90% dei film, fumetti e canzoni di questo decennio…avrei apprezzato di più un articolo sulla mancanza di creatività dei cosiddetti creativi che una discussione su ff di cui lei non sa niente, perché se ne avesse letta una, anzi no basterebbe un riassunto o una presentazione saprebbe che per molte vengono presi i personaggi e totalmente rivoluzionati, catapultati in epoche e luoghi diversi, si potrebbe cambiare i nomi dei personaggi e creare così originali ma il fatto che abbiano un piccolo collegamento con le storie più amate vengono viste con altri sentimenti, le storie che ricalcano il modus degli scrittori infatti se ti fossi informato non sempre sono seguite o accolte in maniera entusiasta. Se partiamo da questo le ff dovrebbero essere il fulcro della creatività come il suo Superman. Portò questo esempio perché è il suo e non ne conosco altri nella fumetteria. Comunque se avessi scritto il tuo post nell’articolo la discussione si sarebbe soffermata su altri punti e non sulle ff di persè. sul livello debole di esecuzione preferisco tralasciare perché è solo un fatto di gusti personali che esulano dalla creatività.

    • @Elisabetta
      Effettivamente sono in tanti a lamentarsi del fatto che Hollywood produca solo remake e reboot e non storie nuove ed originali.
      Il fatto che remake e reboot abbondino non è un buon segno.

      Per il resto, il fatto che io non abbia mai letto fan fiction è una tua opinione fondata sul nulla – in altre parole, un pregiudizio.

      E se io avessi fatto un post diverso…
      Ah… tu non avresti mai commentato sul mio blog.

  29. E adesso tutti insieme scriviamo una fan fiction di Dragon ball, però Goku lo chiamiamo Ian Coog

  30. Chiamiamolo Ian Cook e facciamo che è pure cuoco. A me gira così, e poi i cuochi vanno di moda.

  31. Mi sembra però che si stia iniziando a fare confusione tra remake/reboot e fan fiction. I remake e i reboot sono sempre fatti chiedendo il permesso all’autore, a cui va riconosciuta la percentuale di royalties. In molti casi, gli autori partecipano alla produzione.
    Le FF sono arbitrarie, totalmente fuori controllo.

  32. Resta il fatto che, per quanto autorizzato, un remake o un reboot non è proprio sintomo del fatto che la creatività scorre a fiumi, eh…

  33. D’accordo con te Davide, ma almeno è “colpa” dell’autore se i personaggi vengono stravolti. Non che mi piacciano, eh?

  34. E mi fate venire in mente Battlestar Galactica…

  35. Già pessimo remake almeno l’originale si limitava a star wars

  36. Ma perchè su internet si legge sempre gli articoli in mniera booleana? se uno scrive qualcosa per commentare i limiti di una cosa che qualcuno fa, quel qualcuno si sente colpito come se gli avesse offeso la madre?
    Nessuno dice che la fan fiction facciano schifo, o che non vadano fatte, solo che rimanere ingabbiati sempre e solo in quelle è uno spreco di creatività. si può non essere d’accordo ma perchè offendersi, addirttura pensando che chi scrive non ne abbia mai letto una?

  37. No, per quanto mi riguarda uno ha il diritto di scrivere quello che vuole; io sono più che altro interessata ad informare, per evitare alle persone figuracce. Ma siccome le figuracce non sono le mie, il mio interesse è moderato. E’ che credo nel miglioramento umano tramite l’informazione, tutto qui. Sono stati ripetutamente segnati limiti creativi – la fanfiction è stata definita un vicolo cieco creativo – e oggettivamente non è così, ma soggettivamente ciascuno può restare nella sua ignoranza. Cito a caso, senza googlare, le prime due che mi vengono in mente, due casi molto diversi.
    1) La trilogia di Cinquanta sfumature era una fanfiction di Twilight. Decisamente al di fuori del mio gradimento, ma oggettivamente venduta con grande successo. Dei personaggi di Twilight è rimasto il colore dei capelli della protagonista. Non è, a mio modesto parere, una bella trilogia, ma a parere di altri sì.
    2) La trilogia di Esbat, Sopdet, Tanit era una fanfiction tratta da un manga (non ricordo quale e come dicevo non ho googlato). Questa, a mio parere, è invece una stupenda saga, scritta peraltro da una giornalista e autrice già molto affermata (Loredana Lipperini/Lara Manni).
    Se mi mettessi a cercare ne troverei mille, appunto per questo mi sono basata sulle prime due che mi sono venute in mente, per far capire che il panorama è molto più vasto.
    Dopodiché, non credo che l’atto creativo si debba basare solo sul vendibile. Molti fanwriters non scrivono per pubblicare o vendere, ma solo, appunto, per creare, senza scopi di lucro. Talvolta dei personaggi originali resta solo il nome, talvolta nemmeno quello. La differenza, sulla base dei vostri ragionamenti, è solo che non pubblicano un libro definendolo originale perché restano innamorati del libro di partenza. E anche se l’hanno abbandonato del tutto, continuano ad omaggiarlo. Io fatico a pensare ad un atto creativo più disinteressato, e questo senza negare l’immensa quantità di fanfictions pessime, come non nego l’immensa quantità di libri pessimi. E’ il concetto di base, e cioè che questo non sia creare, che mi pare presuntuoso e ignorante, ma scelta vostra, di giudicare così.
    In un romanzo ancora non tradotto Rainbow Rowell, scrittrice e non fanwriter, ha scritto proprio di una fangirl (così si intitola il libro), documentandosi attentamente e dandone la descrizione più dettagliata e plausibile, con tutti i suoi difetti e i suoi pregi. E ha fatto ciò che qui non si è fatto, ovvero si è informata molto, ma molto bene. Difatti alla fine del libro ha ringraziato tutti i fanwriters che, con il loro lavoro, le avevano fatto scoprire un mondo nuovo – un modo nuovo di intendere la scrittura.
    Ecco, questo era il mio contributo all’informazione, tutto qui, senza nessun desiderio di cambiare le opinioni altrui. So per esperienza che le persone continuano a fossilizzarsi sulle loro idee anche quando sono state fornite le prove che sono sbagliate – la storia di Galileo è, anche qui, il primo esempio che mi viene senza googlare.
    Dopo di che, se semplicemente le fanfictions non vi piacciono, avete tutti i diritti di dirlo chiaro e forte, ma non mi pareva fosse questo il contenuto iniziale dell’articolo.

  38. Mirya, sei francamente imbarazzante.
    “non credo che l’atto creativo si debba basare solo sul vendibile” . MAI sostenuto nulla del genere.
    Ho detto che la creatività “ciò che porta alla creazione consapevole di qualcosa di nuovo ed originale, che abbia uno scopo o una utilità. Coinvolge processi quali l’ideazione e l’esecuzione di un certo tipo di lavoro (scrivere, suonare, disegnare eccetera).”
    Vendibile non è argomento del contendere – si può vendere qualunque cosa, come si può regalare qualunque cosa.
    E non ho parlato di bello o di brutto – casomai di mal scritto, e questo comunque NON è oggetto del contendere – ho sostenuto che chi scrive fan fiction limitandosi a questo entra in un vicolo cieco creativo, ed ho circostanziato le mie affermazioni.
    Si tratta di una scelta che limita la tavolozza espressiva di chi scrive, e quindi ne limita, ne intrappola la creatività e le scelte espressive.
    Ed è indicativo che tu mi porti come esempi a sostegno della tua tesi delle opere le quali – che piacciano o meno – ERANO fanfiction, ma poi sono diventate qualcos’altro, abbandonando proprio gli elementi caratteristici della fan fiction.
    Perché le autrici, nel bene o nel male, hanno dovuto affrancarsi proprio da quei limiti che la forma della fan fiction impone a chi la scrive.
    Il fatto che molti autori (e lettori) di fan fiction non abbiano gli strumenti per rendersi conto di questi limiti, è uno dei problemi – io credo – alla base di questo lungo scambio di opinioni.
    Chi non sa che potrebbe far meglio, di rado si rende conto che la forma che ha scelto non gli permette di farlo.

    Per il resto, sono felice che tu non voglia cambiare le opinioni di qualcuno – perché non credo ne avresti la capacità o le basi.

  39. Il fatto che non sia vero che la fanfiction sia un vicolo cieco creativo è oggettivamente un’opinione soggettiva

  40. comunque, c’è poco da fare, dai tuoi post Davide si finisce sempre per imparare qualcosa

  41. Oh, io sono sempre imbarazzante, per le altre persone, il che per me è positivo, perché significa che le metto in discussione, quindi lo prendo come un complimento e ti ringrazio. Sul fatto di far cambiare idea, è uno dei presupposti di una discussione, quando sia svolta con l’intento effettivamente di mettere sul piatto diverse informazioni e confrontarle. Ho però imparato da tempo che la maggior parte delle persone non intende la discussione come un mezzo di confronto e crescita, ma solo come un’affermazione di se stessi e della propria autoreferenziale verità. L’unica cosa che quelle fanfictions hanno cambiato, per essere pubblicabili, sono i nomi – la maggior parte delle fanfictions ha in comune con l’opera originale solo quello. Si chiamano AU (alternate universe) e significano che, per restare sulla Rowling, ad esempio, i personaggi non sono maghi, ma avvocati o medici. Insomma, sono storie originali con un nome già usato. Il che, mi pare, è un prestito molto meno importante di quello di Superman. La tua definizione di creatività è bellissima ed è perfettamente compatibile con la mia, mi spiace che tu non la veda nelle fanfictions, ma è un tuo limite, grazie a Dio, non un mio – io sono sempre pronta a vederla ovunque, e soprattutto a superare i miei limiti.
    Ciò detto ti auguro ogni bene, sperando che, pian piano, il seme della voglia di conoscere germogli in te. Se così non sarà, ci avrò perso pochi minuti, e pochi minuti ci avrai perso anche tu, dunque sarà un danno da poco per entrambi.
    In bocca al lupo con le tue idee e, come si dice, che vinca il migliore!

  42. è un imperativo categorico: vincere e vinceremo!

  43. OK me l’ero perso la sezione commenti di Strategie Evolutive che da un giorno all’altro si trasformava in Zelig.
    La domanda che mi faccio io è: perché dovrei perdere tempo a leggere di Hermione che si sgrilletta con Draco Malfoy se non l’ha scritto la Rowling ma la bimbaminkia 15enne(e se ha più di 15 la situazione è piuttosto drammatica per quanto mi riguarda)?

    Insomma, ma un gran “sticatsi”?
    La fanfiction porno rinominata ucronia mi mancava, comunque…😄

    • Però non hanno poteri magici – magari fanno gli avvocati.
      Un crossover Harry Potter/Boston Legal, insomma.
      Così puoi scrivere con la minima fatica possibile, e avere non uno, ma due gruppi di fan già fiderlizzati pronti a leggere il tuo lavoro in maniera acritica.
      Una bella comodità.

  44. Ecco non dovevi farlo… adesso non riuscirò più a togliermi dalla mente la scena di William Shatner che strizza le tette ad Hermione (40enne single inacidita e scrittrice di racconti young adult) mentre ripete con un mantra “Harry Crane”

  45. “Si chiamano AU (alternate universe) e significano che, per restare sulla Rowling, ad esempio, i personaggi non sono maghi, ma avvocati o medici.”

    Bene, solo un piccolo sforzo ancora e ce l’abbiamo fatta: cambia i nomi ai personaggi e hai una storia tutta tua. Non è difficile, visto che già non sono maghi ma dottori…

  46. A me non pare che sia tanto difficile da capire la questione eh, non mi spiego come mai tutto questo parapiglia.

    C’è una differenza abissale fra il lavoro fatto dagli autori descritti da Davide nel post e una FF vera e propria, come è evidente quanto quest’ultima sia un “vicolo cieco”. Sarebbe come voler diventare Pantani continuando ad andare in bici con le rotelle, non si sfrutta il proprio “potenziale” da scrittore al massimo e si resta ingabbiati in una struttura, che per quanto possa piacerci, non è farina del nostro sacco.

    Il succo è: non ci si può realizzare come scrittori puntando sulle FF. E non si parla di vendite.

    Poi oh, si può speculare quanto volete sul come la scrittura sia re-interpretazione di altre opere, che non ci sia nessuno che inventi qualcosa di originale e bla bla bla, ma la differenza fra FF e “ispirazione” a me pare piuttosto chiara.

  47. Comunque, la capacità sempre più diffusa in internet di leggere post e articoli capendo solo quello che si vuole capire mi sorprende sempre più e apre interessanti interrogativi sulle derive che sta prendendo questa nuova modalità di fruizione di informazioni e opinioni che è il web.

    E poi, davvero, ma neanche Davide vi avesse insultato non solo la madre ma anche i figli (effettivi o ipotetici)! Il succo del post, inoltre, mi pare lapalissiano. Se scrivi solo fanfiction di Star Wars puoi scrivere le cose più fighe del mondo ma non creerai mai niente di nuovo perché è solo nel momento in cui smetti di chiamare il monaco tibetano in rivolta contro la Cina della tua FF Luke Skywalker, e smetti di far parlare il generale cinese come se avesse l’asma, che stai presentando una creazione nuova, per quanto derivata.

  48. Il padrone di casa ha del tutto ragione, le fanfiction sono un vicolo cieco che non portano da nessuna parte, il che non vuol dire che facciano tutte vomitare o che siano il male, cosa che non è scritta da nessuna parte nel post, ma solo che non portano/aggiungono niente di nuovo, e il cui risultato per quanto buono possa essere, sarà sempre e solo, il riflesso dell’originale.

  49. Butto la’ i miei due centesimi sulla questione e mi ritiro! Le fanfic non mi dispiace ne’ leggerle ne’ scriverle. A volte si hanno degli spunti interessanti su una certo personaggio o una scena interpretata in un modo che a me non era venuto in mente. Al netto del bimbiominkiesimo, del pwp e di varie derive piu’ o meno fangirlesche (da cui io stessa non sono esente visto che sono pressoche’ l’unica fanwriter italiana a scrivere su Janeway e Chakotay di Star Trek Voyager) il fanwriting puo’ essere anche un modo trasversale di confronto di un determinato fandom. Ovviamente per quanto mi riguarda non mi incancrenisco sulle fanfic ma mi dedico anche alle storie originali che niente hanno a che vedere con cio’ che scrivo da fanwriter. E’ come se fossero due modalita’ di scrittura diverse. Addirittura io ho fatto un percorso inverso ovvero ho cominciato a scrivere storie originali x poi affiancarci fanfic. Che poi le mie fanfic sono quasi tutte di genere smaccatamente romantico mentre le mie originali no. Strano. E un’altra cosa strana e’ che quando ho voglia di scrivere ma la musa latita scrivere fanfic e’ per me un buon modo per non soccombere al blocco dello scrittore. Insomma quasi una funzione terapeutica! Percio’ a un livello molto soggettivo per me le ff non sono un vicolo cieco alla creativita’ . Ma appunto e’ un discorso molto personale e ci sta che un buon 90% delle fanfic in circolazione siano spazzatura (probabilmente comprese le mie)!

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