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Qualche sera con Phryne Fisher

8 commenti

83927Secondo la leggenda, nel 1988, la trentenne Kerry Greenwood riuscì a scucire un contratto per due romanzi polizieschi.
Da quattro anni faceva la via crucis degli editori a mostrare le sue cose, e finalmente era fatta.
Il piccolo problema era che non aveva la più pallida idea di cosa scrivere.
Poi, mentre sul tram tornava a casa dall’ufficio dell’editore dove aveva appena firmato il tanto sospirato contratto…

“[…] lei salì sul tram e si sedette al mio fianco. Una signora con un taglio di capelli in stile Lulu, orecchini di piume, un soprabito nero rifinito in astrakan e una cloche nera calata fermamente fino alle sue squisite sopracciglia.”

Kerry Greenwood andò a casa e scrisse Cocaine Blues (Il Re della Neve, in italiano), il primo romanzo dell’Onorevole Phryne Fisher – che uscì nel 1989.
Il primo di venti romanzi, al quale si aggiunsero una certa quantità di racconti.

Non so se si tratti di una storia vera, questa visione anni’20 su un tram di Melbourne, o se sia una di quelle storie che chi scrive racconta per alimentare la propria mitologia.
Di sicuro fu una bella trovata.

La serie di Phryne Fisher è lieve come una meringa, ma intelligente, ben scritta, e decisamente valida, se si desidera un cambio di marcia.

1746187Ricca, scollacciata e anticonformista, la ventottenne Phryne Fisher decide di aprire un’agenzia investigativa a Melbourne – riunendo un gruppo di aiutanti che include la sua cattolicissima (e spesso sconvolta) cameriera Dot, l’ineffabile domestico Mr Butler, e Bert e Cec, due scaricatori di porto comunisti, e tassisti part-time, che la coadiuvano nei “lavori pesanti”.
Più il solito cast di comprimari, compresi un corteo di amanti, un certo numero di ispettorti di polizia sospesi fra l’affascinato e l’irritato, zie zitelle, amiche viziate, orfanelle, gatti, eccetera.

Ora ammettiamolo – una donna scandalosamente anticonformista negli anni 20?
Che risolve omicidi?
Una donna con un passato, una coscienza sociale e una pistola col calcio di madreperla?
Impossibile resistere.

away-with-the-fairiesPolizieschi storici, ambientati nell’Australia degli anni ’20, ma scritti a partire della fine degli anni ’80, questi sono romanzi che accoppiano una buona ricostruzione storica con una sensibilità moderna – ma evitano con una certa intelligenza la temutissima sindrome della “bambinaia francese” tanto cara (beh, forse non è la parola giusta) alla mia amica Chiara.
Scegliendo per protagonista una giovane donna anticonformista e controcorrente, la Greenwood può esprimere opinioni moderne senza che questo costituisca un implausibilità storica.
E senza salire in cattedra con lunghi pistolotti moralizzatori.
Difficile che Phryne Fisher faccia discorsi moralizzatori.
Il risultato è molto buono.

La scelta della protagonista fuori dai canoni permette anche all’autrice di sfuggire a certi meccanismi tipici del cozy, il poliziesco all’inglese “alla Agatha Christie” – il che è una ulteriore causa di interesse, e divertimento.
SE c’è una serie di polizieschi che trovo in linea con quelli della Greenwood, si tratta certamente della serie di Lord Peter Whimsey, di Dorothy Sayers.
Lord Peter e Phryne avrebbero fatto faville.
Né si può escludere che si conoscesero, vista la finestra temporale.

tumblr_mv0ppv5km31qfb0uto1_500Ne è stata anche ricavata una serie televisiva – due stagioni prodotte, chiusa la seconda su uncliffhanger, la terza al momento in forse – col titolo di Miss Fisher’s Murder Mysteries.
Il nome della protagonista – Phryne – venne eliminato dal titolo per evitare che qualche annunciatore incespicasse non sapendo come pronunciarlo.

La passò anche la RAI – nel 2013, in un solo mese, ad agosto, dopo l’una di notte, due episodi alla volta.
Siete giustificati se ve la siete persa.

L’adattamento della serie è interessante – motivi di budget e di fruibilità per il pubblico della prima serata comportarono alcuni cambiamenti interessanti.
Il più evidente, per chi conosce i romanzi, è una drastica riduzione della promisquità seriale della protagonista.
La Phryne Fisher interpretata da Essie Davis è molto più portata a flirtare che non a trascinarsi in camera questo o quel comprimario.
Non una perdita fondamentale.

La Davis – quotatissima attrice teatrale – è anche di circa dieci/quindici anni troppo vecchia.
Beh, ok, “vecchia”…
Ma non saremo certo noi a lamentarci.

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Altri tagli portarono ad una riduzione del cast – per cui ad esempio Mr Butler nella serie è scapolo, e così ci perdiamo le ricette di Mrs Butler. E anche le forze di polizia sono ridotte a due personaggi ricorrenti – ma piuttosto divertenti, in effetti.
E poi i casi risultano semplificati – al punto che i primi due episodi della prima stagione paiono più interessati a costruire il personaggio (ed il suo guardaroba) che non a mettere in scena intrighi polizieschi veramente soddisfacenti.
Poi le cose migliorano, una certa dose di oscurità colora le trame, e gli episodi si fanno più soddisfacenti.

È interessante notare – in questi giorni di polemiche per adattamenti TV di famosi romanzi – che nessuno dei molti fan dei romanzi si stracciò pubblicamente le vesti per i cambi apportati in fase di trasposizione televisiva.
L’autrice stessa – che partecipò come consulente alla produzione della serie – ammise candidamente che ci sono cose che funzionano sulla pagina e sullo schermo no.
E viceversa.

Sto trascorrendo le mie serate con Miss Fisher – guardando i telefilm (i DVD Zona 4 si trovano a prezzi abbastanza ragionevoli, rispetto alle edizioni europee) e procurandomi lentamente i romanzi.
Una pila notevole, ma ci sono modi peggiori per affrontare la calura estiva.
Sono letture da fare dopo cena, al tramonto, sorseggiando una limonata.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “Qualche sera con Phryne Fisher

  1. A me i gialli piacciono tanto e con delle copertine così non posso certo resistere eppoi ho già gustato tantissimo la tua segnalazione di Ann Craig l’estate scorsa.
    Questa autrice non me la lascerò sfuggire visto che anche lei sembra proprio adatta alle mie vacanze e io ho cominciato già a segnare qualche libro da portare con me a Nullonia.
    C’è un titolo in particolare che mi consiglieresti, uno più brioso e brillante degli altri?

    • Io sono andato per ordine cronologico – e i primi tre si trovano sia in italiano (editi da Polillo, 16 euro a volume) oppure in un comodo volume unico della Poison Penn Press (tutti e tre i romanzi a 18 euro).
      I romanzi sono comunque autoconclusivi, quindi si può anche provare a pescare a caso.

  2. “l’ineffabile domestico Mr Butler”

    Sono. Morto.

    Adesso non potrò non ridere ripensandoci per i prossimi tre giorni, benedetti dei, non ho letto niente di questa donna e le voglio già bene come fosse mia zia.

  3. Della stessa autrice ottima anche la serie di Corinna Chapman, credo che in italiano ne esistano solo due o tre, purtroppo

  4. In estate, di notte, ad arrivare fino alle due per vedere entrambi gli episodi, io c’ero. Attratto dal fascino dell’ambientazione, soprattutto. Non sapevo fosse una serie tratta da dei libri.

    Almeno per due o tre occasioni ho resistito. Tutte le altre volte ho dovuto purtroppo desistere perché l’ora si faceva davvero tarda. In ogni caso avrebbe meritato di essere passata in prima serata, ma forse per il gusto di RaiUno era una protagonista troppo anticonvenzionale…😉

  5. Pingback: Quattro per il crimine | strategie evolutive

  6. Pingback: Essie, my love | Space of entropy

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