strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Cronache di un’Era Oscura

14 commenti

24h-Pflege-200x300Parliamo della miglior serie di romanzi fantasy mai scritta, avete voglia?
E no, non è una stupida iperbole.
Parliamo della migliore serie di romanzi fantasy mai scritta.
Senza se e senza ma.
La migliore.
E ne parliamo perché voi non l’avete mai sentita nominare, a meno che non siate passati da qui nell’inverno del 2009.
Per questo la vostra vita è squallida e triste – ma ora ci metteremo rimedio.

Procediamo con ordine, che sarà una cosa lunga.

Hugh Cook nacque in Inghilterra nel 1956, ma crebbe a Kiribati, studiò e visse in Nuova Zelanda, e morì in Giappone.
Hugh Cook non era un uomo che pensasse in piccolo.
E a metà degli anni ’80 delineò tre serie di venti romanzi, e le chiamò Chronicles of an Age of Darkness, Chronicles of an Age of Wrath e Chronicles of an Age of Heroes.

Poi si sedette alla macchina per scrivere – non aveva un word processor – e cominciò a scrivere The Wizards and the Warriors.

N7181Cook non arrivò mai a scrivere i suoi sessanta volumi.
Scrisse solo, in sette anni, i primi dieci del primo ciclo.

The Wizards and the Warriors
The Wordsmiths and the Warguild
The Women and the Warlords
The Walrus and the Warwolf
The Wicked and the Witless
The Wishstone and the Wonderworkers
The Wazir and the Witch
The Werewolf and the Wormlord
The Worshippers and the Way
The Witchlord and the Weaponmaster

L’approccio di Cook era a tal punto insolito e lontano dallo standard editoriale dell’epoca (di qualunque epoca, a dire il vero), che l’editore – Corgi Books – arrivato al terzo volume si fece prendere dal panico, e ben presto cessò di dare supporto pubblicitario alla serie.

WomE come dargli torto, povero editore?
Cook – che all’inizio dell’avventura ha solo trent’anni – infrange consapevolmente tutte le regole.
TUTTE.
I romanzi hanno tono e argomenti disparati.
Non hanno una lunghezza consistente – oscillando dalle 250 alle oltre 600 pagine.
Alcuni dipingono vasti affreschi di eventi capaci di scuotere il mondo, altri si concentrano su incidenti limitati a piccoli settori della mappa, altri ancora seguono uno o due personaggi durante le loro peregrinazioni per il globo.
Non c’è un protagonista principale comune a tutti i romanzi.
Peggio – l’eroe di un romanzo compare come comprimario o come cattivo in un altro volume.
Il che vuole anche dire che non esiste alcuna definizione precotta di Bene e di Male – niente schieramenti, niente allineamenti, niente Ordine e Caos.
Non esiste una sequenza temporale privilegiata – Age of Darkness è una serie di dieci romanzi, ma ciascuno può essere letto indipendentemente dagli altri, seguendo l’ordine che ci pare.
Tranne forse il sesto e il settimo – che oltretutto sono scritti sotto forma di memoriale di un tizio chiuso in un manicomio.
E comunque l’azione è contemporanea – si tratta insomma degli stessi eventi, narrati dal punto di vista di personaggi diversi, in luoghi diversi.
E, orrore e raccapriccio, il terzo romanzo è narrato dal punto di vista di una donna – una cosa che all’epoca non era graditissima ad una certa fetta di pubblico.

Ma di cosa parla, alla fine, Chronicles of an Age of Darkness?
Parla di un mondo bizantino nella sua complessità, nel quale culture e nazioni si confrontano, spesso in maniera piuttosto brutale, e proprio durante uno di questi scontri le creature non umane che da millenni giacevano intrappolate al polo sud vengono liberate, e si riversano sulle terre civilizate.
Imperi crollano, civiltà si incrinano, strane alleanze si formano fra personaggi improbabili.

Ma è molto meglio di così.
È infinitamente meglio di così.

N7182Tanto per cominciare, non siamo sicuri che il mondo descritto da Cook sia un mondo fantasy – potrebbe essere il nostro mondo, millenni dopo una catastrofe nucleare, e/o dopo una invasione aliena.
E forse quella non è magia, ma solo una scienza sufficientemente avanzata.
Come spiegare altrimenti artefatti come la Leva Tettonica, capace di inabissare un continente?
E non è forse il furto di una antica testata atomica che innesca l’intera vicenda?
O forse siamo in una colonia umana abbandonata su un pianeta lontano, dopo un problema tecnico con un wormhole, circa ventimila anni or sono?
O siamo noi che guardiamo con occhi moderni qualcosa di completamente diverso?
Cook non ce lo dice.
Non ci sono spiegoni o soluzioni pronte, in questi libri.

E poi c’è lo stile di Cook, che è articolato, colto, ironico, lieve ma acuto, bello da leggere.
Cook è un uomo del ventesimo secolo che ha ben poche illusioni romantiche sulle civiltà pseudo-medievali delle quali parla, ed alle quali rivolge uno sguardo che va dalla simpatia stemperata di compassione all’aperto sberleffo.

‘Hai ragione,’ disse Re Tor. ‘Non sono state altro che ragazzate. Perciò te la caverai con poco. Oggi cominceremo col prenderti pubblicamente a vergate. Poi passerai la notte sepolto fino al collo nella pubblica fossa del letame. Domattina, ti caricheremo su una barca. A tre leghe dalla costa, sarai gettato fuoribordo. Questa è la mia giustizia.’

Forse per questo non ci sono veri eroi, nei dieci romanzi dell’Era dell’Oscurità – le pagine sono popolate di cialtroni, vigliacchi, palloni gonfiati e millantatori, e persone che, messe alle strette, cercano di fare il meglio che possono con quello che hanno.
E salvare la pelle.
Ma i personaggi di Cook sono complessi, caratterizzati meravigliosamente, vivi sulla pagina come pochi, pochissimi altri.

41DKBAHA61L._SY344_BO1,204,203,200_E poi c’è tutto il resto – la brutalità, il sesso, la scorrettezza politica.
Badate, non c’è mai nulla di sbattuto in faccia, di esplicitato in maniera volgare, di “ora faccio fare un salto sulla sedia ai fan… lo adoreranno, i bastardi!”*
Non ci sono facili titillazioni e scene ad effetto o, peggio, deliri sadomasochistici e ideologie farlocche**.
E non c’è nulla di gratuito – né nella sequenza degli eventi (anche se spesso pare casuale), né nella natura degli incidenti.
Ricordiamocelo – tutti e sessanta i romanzi erano stati accuratamente delineati.
L’intero progetto aveva una sua coerenza interna assolutamente blindata.

Insomma, ciò di cui stiamo parlando non è esattamente il fantasy che tirava negli anni ’80 – quando Terry Brooks dominava le classifiche.
E non è esattamente il fantasy che tira ora.

A peggiorare la situazione già resa estremamente difficile dalla scarsa lungimiranza di Corgi Books, ci fu poi il problema della distribuzione – non ci fu mai un contratto per una edizione americana.
Solo la prima parte del quarto volume vide la luce oltreoceano, senza alcuna pubblicità, e scomparve completamente.
Senza il mercato americano, coi suoi grossi numeri, la serie fu un disastro economico.

Quando fu chiaro che la cosa sarebe morta presto, e male, Cook lavorò per concludere in maniera coerente per lo meno il primo blocco di dieci romanzi – che nonostante l’assenza dei restanti cinquanta, costituiscono, come dicevamo, la miglior serie fantasy mai scritta.

Nel 1992, la decalogia di Chronicle of an Age of Darkness si chiuse The Witchlord and the Weaponmaster, e scomparve dagli scaffali.
Per entrare nella leggenda.

715925Perché se è vero che i critici e una fetta consistente del pubblico erano rimasti non indifferenti, ma decisamente spiazzati dall’intero baraccone, è anche vero che si era rapidamente formato  uno zoccolo duro di appassionati che avevano trovato nell’opera di Cook ciò che non riuscivano a trovare altrove – semplicemente perché non c’era.

Ed è ironico che la fortuna di Cook e della sua Cronaca sia fondata soprattutto sul quarto volume della serie, The Walrus and the Warwolf – quello uscito subito dopo che l’editore aveva deciso di staccare la spina, il primo scritto usando un computer, il più lungo, il più voluminoso, il più sfrontato.
Quello in cui c’è la Leva Tettonica.
Quello che prende il fondamentale modello del Viaggio dell’Erore, e se ne frega ostentatamente.
Quello riguardo al quale China Mieville disse…

Pirati! Mostri! Stregoni! Battaglie! Pirati! Sesso! Pirati! Incompresi robot di un antico passato high-tech! Mostri davero eccellenti! Eccetera! E anche pirati!

E che è anche l’unico romanzo che sia stato ristampato – nel 2009, un anno dopo la morte dell’autore in seguito a una lunga lota col cancro.
L’edizione recente contiene una lunga e divertita introduzione proprio di di China Mieville.
Ne ho parlato estesamente cinque anni or sono, di questo romanzo, in questo post, che è il prequel, se volete, di questo.

E gli altri libri?
Oltre ai paperback della Corgi, uscirono le versioni di lusso dei primi quattro volumi, prodotte da un piccolo editore che, a fronte di vendite quasi nulle, li ritirò e ora li vende tramite Amazon, o eBay.
Si trova anche parecchio usato, con un po’ di impegno.
Per festeggiare il mio prossimo compleanno ho appena ordinato per circa dieci euro – spese di spedizione incluse – una copia usata del primo volume, rilegatura da biblioteca, perché gli originari paperback sono qui in una cassa nel sottoscala, ed è bello avere almeno un paio di volumi in edizione di lusso.
E questo significa che se vi interessa davvero, potete trovarlo ancora in giro, a prezzi stracciati o a prezzi da capestro, a seconda di leggi incomprensibili, il lavoro di Hugh Cook.
Che non era un uomo che pensasse in piccolo, e che ha scritto la miglior serie fantasy di tutti i tempi.
Ammesso che sia fantasy.

————————————–
* Sì, sto guardando te, George R.R. Martin.
** Sì, Goodkind, tu e John Norman… sto parlando di voi.

Enhanced by Zemanta

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

14 thoughts on “Cronache di un’Era Oscura

  1. alcuni suoi titoli autoprodotti sono disponibili a prezzi piuttosto alti su Lulu.com.

  2. Wow… Non l’avevo proprio MAI sentito nominare. Ma neanche poco così, zero proprio. Sono sbalordito… *_*
    Sembra effettivamente una saga figherrima, nonostante la mia ormai radicata repulsione per le saghe (ormai, per inerzia, vado avanti col caro ciccione barbuto e basta… Sanderson, Jordan e compagnia cantando non mi fregano! :D)… Devo dire, un po’ me ne vergogno, che l’ho cercato: in rete si trova anche in digitale… Diciamo non proprio a pagamento.^^’
    Tuttavia al momento non rientra nei miei piani immediati, considerando che ho una coda di lettura mostruosa e che sto leggendo tutto ciò che mi manca di Leiber di Fafhrd e del Mouser! Ma chissà, in futuro, se qualche volenteroso editore digitale ne volesse acquistare i diritti… Domanda per Davide: difficoltà in inglese? Termini “tecnici”? Dialetti inventati?😀

  3. Io sono uno di quelli che era passato di qua nel 2009…e ne sono ben felice!
    Non ho ancora letto tutta serie di romanzi ma The Walrus and the Werewolf” è davvero memorabile (c’è tutto in quel libro….ma proprio tutto!), mentre “The Wishstone and the Wonderworkers” l’ho persino letto a mio figlio piccolo…crescerà male?

  4. Anch’io, mai sentito!
    Mi hai incuriosito a sufficienza da moochare “The Wordsmiths and the Warguild” dall’Australia. Fra 3 o 4 mesi, quando sarà arrivato, ti saprò dire.🙂

  5. @Davide: OMFG !!! pare trp blixximo !!1!!1!!! O.O

    ^_^
    Srsly, questa serie me la appunto. A tale proposito, vorrei chiederti: visto che, come riporti nel testo, si tratta di

    una serie di dieci romanzi, ma ciascuno può essere letto indipendentemente dagli altri, seguendo l’ordine che ci pare.

    tu da quale consiglieresti di cominciare?

    Aspetto speranzoso una tua risposta😉

  6. Un po’ di risposte al volo.

    @Andrea
    Sapevo dei titoli su Lulu, ma io ho nei confronti di Lulu ricordi traumatici – specie per le spese di spedizione.
    Non so se le cose siano cambiate dall’ultima volta, ma ai vecchi tempi era un disastro.

    @Gherardo
    Non dubitavo che i titoli fossero disponibili in maniera illegale.
    L’inglese a me a suo tempo parve molto semplice.

    @Squirek
    Crescerà benissimo🙂

    @Solomonxeno
    Dall’Australia?!
    Wow.

    @Anacroma
    O da The Wizards and the Warriors o da The Walrus and the Warwolf.
    Lascerei per ultimo The Witchlord and the Weaponmaster.

    • Sì, BitTorrent è amico di tutti tranne che degli autori.
      E tu pensa che io mi sento in colpa a comprare l’usato perché gli eredi di Cook, che si ridusse sul lastrico per curarsi il cancro, con l’usato non vedono una lira.
      Ma d’altra parte, potrebbero cercarsi un lavoro, vero?

  7. Preso….. Grazie Davide. Nel frattempo mi rileggo la trilogia l’inverno dei mondi di scott rohan….

  8. Questo autore mi ingrifa assai…

  9. Davide, mi spiace di sembrarti così crudele, ma mi sembra di capire che sia praticamente impossibile procurarsi questi libri in edizioni decenti, e da quello che scrivi meritano di essere letti.

    Non conosco i parenti di Cook, ma non sono così cinico da disprezzarli al punto di pensare che possano “cercarsi un lavoro”.

    Per evitare di sentirmi, e di pensare che tu possa pensare che lo sia, un così orribile essere umano, ho cancellato tutti gli epub che avevo scaricato.

    • Come dico nel post, basta guardarsi attorno per trovare i libri in vendita – in alcuni casi gli eredi incassano, in altri no.
      È anche più che lecito – poiché su Cook avete solo la mia parola, dopotutto – provare prima di acquistare usando uno dei vari servizi di scarico disponibili.
      Quando era ancora in vita, Cook rese disponibili tre dei romanzi della serie gratuitamente tramite il web.
      La famiglia ha scelto di ritirarli dopo la scomparsa dell’autore – ed è un peccato, anche se posso capire i loro motivi.
      Io dal canto mio non giudico gli esseri umani più o meno orribili sulla base di ciò che leggono e come lo leggono.
      Però preferisco una chiacchierata nei commenti che quattro parole delle quali una è BitTorrent😉

  10. E su questo mi trovi d’accordo, mea culpa😉

  11. Pingback: Il mio primo libro usato | Premura

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...