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Non sono libri da donne

7 commenti

715925Il post su Hugh Cook ha sollevato una interessante discussione con la mia amica Marina, che aveva comprato a suo tempo The Walrus and the Warwolf e non è mai riuscita a finirlo.
Il motivo?
Non le importava assolutamente nulla del personaggio principale.

Ora, naturalmente, la cosa ha destato la mia costernazione – credo si sia capito che considero il romanzo di Cook, come dicono gli americani “ten pounds of awesome in a five pounds bag”.
Ed ha anche solleticato il mio senso di colpa – odio consigliare libri e poi scoprire che non sono piaciuti.
Ma poi mi ha ricordato un fatto avvenuto nel lontano e nebuloso passato…

FlashmancoverMi ha ricordato di quando la mia ex divenne, appunto, la mia ex, dopo che le regalai una copia di Flashman, di George MacDonald Fraser.
Altro libro che è assolutamente fantastico, uno dei miei preferiti in assoluto – e che invece diciamo che non destò un uguale entusiasmo nella signora.
E poi parlatemi di mancanza di umorismo…

Il dato interessante è che la reazione negativa a Flashman da parte del pubblico femminile è un fatto documentato – ho un amico che incassa occhiate di disapprovazione da parte della moglie, quando legge le storie di Macdonald Fraser ridacchiando, un altro che si è spesso sentito domandare cosa ci trovi dalla propria consorte.

Il fatto è che a questo punto mi dico che probabilmente né Flashman né Walrus sono “libri da donne”.
Il che non è terribilmente sessista come può sembrare.
No, davvero.

Ed è interessante, perché si tratta di due libri che hanno due personaggi estremamente simili.
Sia Harry Flashman che Drake Douay sono due tardo-adolescenti (Flash Harry ha circa 18 anni in Flashman, Drake ne ha sedici all’inizio di Walrus), estremamente stupidi ma dotati di quella che io definirei una grezza astuzia animale che, accoppiata ad una fortuna sfacciata, permette loro di cacciarsi in guai inconcepibili, reagire in maniera assolutamente idiota, e tuttavia uscirne puliti e profumati come dei gigli*.

Ma di più – sia Flashman che Drake sono due personaggi che non imparano assolutamente nulla dalle proprie avventure.
Non migliorano, non maturano, non emergono redenti dai propri peccati al termine dell’ordalia.
Drake nelle ultime pagine di Walrus, così come Flash Harry in tutti i volumi della sua lunga serie di avventure, restano ferocemente, orgogliosamente stupidi, immaturi e moralmente biasimevoli.

Ed è ok – è per quello che leggo le loro avventure.
È per quello che rido come un derelitto quando, avendo compiuto un atto di una stupidità agghiacciante, ed essendosela cavata per il rotto della cuffia, questi “eroi” si vanno a cacciare a capofitto in una nuova serie di scelte idiote dimostrando una assoluta incapacità ad imparare dall’esperienza**.Wrath of the Lemming-men
Lo stesso vale per il capitano Smith – altro “eroe” che non gode dei favori delle lettrici, e che viaggia sulla stessa lunghezza d’onda.

Mi sorge perciò il dubbio che la sensibilità femminile abbia una soglia molto più bassa di tolleranza all’immaturità ed alla stupidità***.
Non necessariamente alla glorificazione della stupidità e dell’immaturità: possiamo dibattere a lungo il fatto che Cook e MacDonald-Fraser, a ben guardare, dipingono i propri personaggi in una luce che non è certamente lusinghiera.
Piuttosto sono la stupidità e l’immaturità conclamate e perenni – la mancanza di una crescita, di una maturazione – ad allontanare il pubblico femminile.

I dirty rotten scoundrels piacciono, alle signore, ma solo se sono capaci di mostrare una scintilla di nobiltà, uno straccio di tratto positivo, un minimo di rimorso, l’ipotesi che sotto sotto ci sia qualcosa di buono.
Drake e Flashman non lasciano dubbi – sotto, di buono, non c’è nulla.

E quindi, sì, sono convinto che ci siano libri inadatti al pubblico femminile.
O per lo meno alla media, del pubblico feminile.
È per questo, immagino, che esistono i romanzi rosa.

——————————–
* o quasi… non scordiamoci quella faccenda del seppellimento nella pila di letame collettivo, in Walrus.

** che poi Flash Harry impara eccome dall’esperienza – che dire del suo consiglio ai giovani che vogliono imparare una nuova lingua?

*** si potrebbe anche sostenere che la sensibilità femminile esiste, quella maschile probabilmente è solo una simulazione motivata da bieche mire biologiche

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

7 thoughts on “Non sono libri da donne

  1. grazie, Davide: ho appena scoperto di essere il protagonista di un romanzo non da ragazze.
    notevole la nota sulla sensibilità maschile.

  2. In effetti per le donne la maturazione è una questione di “quando” e “come”. Tutte le donne maturano prima o poi (in genere prima che poi) e la questione è coma maturano (alcune bene, altre male). Con gli uomini bisogna premettere un “se”.
    Inoltre immagino che questo tipo di personaggi ricordi alle donne i loro coetanei ai tempi dell’adolescenza; quando loro affrontavano già questioni fisiche di un certo impatto come la mestruazioni e si destreggiavano in complessi rapporti sociali intrafemminili dove ogni parola ha tre livelli di interpretazione, mentre noi facevamo a gara a chi ce l’aveva più lungo e ci lanciavamo in imprese idiotissime provvisti di un vocabolario diretto e inequivoco come il gergo da miniera.

  3. A me è capitato spesso – e sì, litigate peso perché non sono una personcina sensibile, io – di leggere un libro “maschio” e attirare i commenti troppo maturi e sensibili di chi invece insisteva che dovrei leggere libri “femmine”, più sensibili. Più veri, senza ‘cose inventate’. Più adatti a me. Più “50 sfumature”, tipo. Più che se togli il genere rosa poi queste non sanno cosa leggere, in libreria si perdono (non sono le lettrici da edicola), serve per addensare lo stormo e proteggerlo dall’estinzione.
    Il genere “mirato esclusivamente alle donne” l’ho sempre trovato aberrante. A me un libro può non piacere perché non rientra nei miei gusti mentre leggo , non perché non è “scritto per me così che io possa capirlo”. Per questo un sacco di queste lettrici convoglia solo lì e poi fa la sputasentenze a caso su libri altrui che non hanno letto, con la becera scusa della maturità e sensibilità.

  4. Potrebbe essere colpa del concetto di lieto fine, martellato in maniera massiccia sull’infanzia con particolare attenzione alle future signorine; scherzo, ma fino a un certo punto. Serie come quella di Flashman hanno uno schema come lo hai descritto e l’assenza di una qualsiasi forma di redenzione può essere vista nella peggiore delle maniere.

  5. Comunque regalare “Flashman” alla fidanzata è semplicemente diabolico!

  6. Ora devo leggere questi libri.
    E poi regalarli alla mia migliore amica.

    Nel nome della scienza.

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