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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

La Leggenda di Eli Monpress

6 commenti

download1Di Rachel Aaron avevo parlato tempo addietro, segnalando il suo eccellente manualino 2.000 to 10.000, semplice e geniale sintesi del metodo di scrittura dell’autrice, orientato alla produzione di volumi elevati di parole in tempi ragionevolmente brevi.
Bello, e utile.
Pur non avendone adottati tutti i consigli, è comunque riuscito a migliorare decisamente i miei ritmi di scrittura* – ora l’unica cosa che mi rallenta è la pigrizia.

Parlando di quel libro, avevo anche segnalato i romanzi che l’autrice ha dedicato alle avventure di Eli Monpress, ripromettendomi di parlarne prima o poi.
E se lo facessimo adesso?

omnibus-coverLe storie di Eli Monpress (cinque romanzi, riuniti in due massicci omnibus – The Legend of Eli Monpress e The Revenge of Eli Monpress) sono ambientate in un mondo secondario vagamente tardo-rinascimentale, un minimo dumasiano, e fondamentalmente animista – ogni oggetto, anche il più banale, possiede uno spirito, un’anima.
Chiaramente l’anima di un ciottolo di ghiaia è più piccola e debole dell’anima di una montagna, alla quale oltretutto compartecipano tutti i piccoli spiriti di sassi, arbusti, ruscelli e quant’altro che fanno parte della montagna stessa.
Alcuni esseri umani possiedono il potere di interagire con questi spiriti – di risvegliarli, e manipolarli. Di usarne il potere.
Ci sono i cosiddetti Shapers, artigiani che possono manipolare e gli spiriti e dar forma agli oggetti ai quali sono associati; ci sono i fuorilegge Enslavers, che assumono il controllo degli spiriti in maniera violenta e coercitiva, spesso conducendoli alla follia; ci sono gli Spiritualists, che interagiscono con gli spiriti in un rapporto di reciproco scambio di energie, e che costituiscono l’elite dominante di questo mondo, votata al mantenimento dell’equilibrio.

E poi c’è Eli Monpress.
Che è un ladro, e con gli spiriti ci parla, e basta.
Il fatto è che risulta a tal punto simpatico agli spiriti, che questi sono di solito ben disposti a dargli una mano gratis, senza accordi, coercizioni, scambi, manipolazioni.

Ora, uno stregone che compie furti spettacolari è male per l’immagine che gli Spiritualisti stanno cercando di dare – anche per far dimenticare certi antichi… ehm, incidenti.
Ergo, Eli Monpress è ricercato – non solo per i furti, ma anche per le attività sovrannaturali, ha una taglia sulla testa.
Una grossa taglia.

71nqxux9wCL._SL1005_Il che è esattamente ciò che Eli desidera, naturalmente.
Anzi, quando lo incontriamo nelle prime pagine del primo romanzo della serie, è proprio intento a cercare di far salire la propria taglia – rubando qualcosa di maneggevole, prezioso e che in fondo non svolge alcuna funzione utile: il sovrano del regno di Mellinor.
Il suo target è arrivare a un milione di monete d’oro per la propria testa.
Abbastanza per comprarsi un paio di regni, in effetti.
O anche quattro o cinque.
Perché?
Avremo tempo per scoprirlo.

Il ciclo di Eli Monpress è composto di cinque romanzi, si diceva, autoconclusivi ma costruiti lungo un arco narrativo ben definito.
E l’avvio del primo mi ha ricordato in maniera quasi inquietante The Goblin Tower, di Lyon Sprague de Camp – non per il susseguirsi degli eventi, ma per lo stile, l’ambientazione, i dialoghi.
E questo per me è forse il massimo complimento che si possa rivolgere a un romanzo fantasy d’intrattenimento.

E se l’ambientazione in partenza è molto “standard fantasy”, col tempo si approfondisce, ma senza mai prendere il sopravveto sulla storia e soprattutto sui personaggi.

Rachel Aaron allinea un cast interessante e divertente – Eli, caso più unico che raro di personaggio che dovrebbe essere simpatico date le premesse, ed è simpatico davvero; i suoi due compari, Josef lo spadaccino (a tutti gli effetti una versione “da taglio” di Jigen) e Nico, che sarebbe un demone in divenire, annidato nel corpo di una giovane donna, ma è un po’ più complicato di così.
E poi Miranda, spiritualista forse un po’ troppo seriosa, sguinzagliata sulle tracce dei criminali, insieme col suo cane/cavallo Gin.
E un vasto cast di personaggi e comprimari, tutti coinvolti nelle folli imprese del miglior ladro del mondo – che folli, naturalmente, non lo sono affatto.

Il ciclo di Eli Monpress si piazza a mezza strada fra il fantasy epico (che non manca di venire sbeffeggiato) e la più proletaria sword & sorcery (ragionevolmente sporca e cattiva) – e come miscela funziona molto bene, ed è altamente rinfrescante.
Mano a mano che la serie procede, la trama si infittisce – politica ed economia entrano in gioco, le faccende di uomini, spiriti e demoni sembrano ben avviate per rovinare la festa ad Eli Monpress.
Ma lui non è il miglior ladro del mondo per caso.
No, niente affatto per caso.
Il risultato è lievissimo, ma molto, molto divertente – e non manca di una serietà di fondo che fa da solido contrappunto al baraccone nel quale Monpress pare ben intenzionato a trasformare qualunque cosa.

L’autrice riesce a mettere sulla pagina un susseguirsi di scene che paiono causali e disordinate – The Spirit Thief si dipana davvero come uno di quei bei romanzi di una volta che non venivano delineati e pianificati con cura, ma scritti un tanto al giorno, mentre l’autore cercava di vedere dove sarebbero andati a parare i personaggi.
È un approccio molto fresco, piacevolmente indisciplinato (per lo meno all’apparenza), e molto diverso da certe cose ponderose che hanno “l’editor è stato qui” stampato su ogni pagina.
Eppure la qualità è molto alta, la storia è logica e ben costruita, tutto funziona come un meccanismo ad orologeria – il che naturalmente significa che non c’è nulla di improvvisato, nulla di buttato via.

Ed è bello, che escano ancora dei libri così, non trovate?

———————————————————–
* chissà, forse qualcuno se ne sarà accorto…

Enhanced by Zemanta

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “La Leggenda di Eli Monpress

  1. Certo che è bello, è fantastico anzi speriamo che ne escano sempre di più.

  2. Bellissima segnalazione…in Italia non arriverà mai, ma capisco sempre di più che leggere in Inglese è diventato un must.

  3. Incredibile, questa è telepatia!
    Proprio qualche giorno fa, mentre scorrazzavo in giro sulla rete mi sono imbattuta in questa serie e ovviamente la copertina del primo volume mi ha attratta immediatamente.
    Poi a me i ladri piacciono.
    Ero proprio curiosa di sapere se l’avevi letta e come ti era sembrata.
    Post davvero interessante che arriva al momento giusto!😀

  4. Dopo aver scaricato e divorato la (super corposa) anteprima gratuita da amazon (lode lode alle anteprime gratuite di amazon!), il mio sobrio parere è IT MUST BE MINE! Al solito, il mio portafogli ti ringrazia piangendo in urdu.😀

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