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Guerra nel sistema Tau Ceti

20 commenti

03409Possibile che fosse il 1982?
Sì, non c’è dubbio – lessi Downbelow Station, di C.J. Cherryh, che in italiano si intitola La Lega dei Mondi Oscuri*, nel 1982, o al limite nel 1983.
Era un grosso librone spesso, rilegato rigido di lusso, pubblicato da Libra.
Io di Libra mi fidavo – La Legione dello Spazio, di Jack Williamson, il primo libro di fantascienza che io avessi mai letto, era stato pubblicato da Libra**.

Il volume era nuovo di pacca, appena messo sugli scaffali – il romanzo aveva appena vinto lo Hugo Award, e Libra l’aveva pubblicato subito.

Mi piacque molto, pur trovandolo molto complicato.

Ora, lo sto rileggendo in inglese.
È un libro diverso.
Non meno complicato, ma diverso.

downbelow-stationDi cosa parla, Downbelow Station?
Degli ultimi giorni di una guerra civile.
Vedete, l’umanità ha colonizzato lo spazio – una esplorazione in forma privata, guidata dalla Earth Company, che ha portato alla creazione di habitat in orbita attorno ad un certo numero di pianeti inabitabili, sempre più lontano.
Con la scoperta di un secondo mondo abitabile, le colonie più distanti, come prevedibile, tentano di staccarsi dalla casa madre, e la Compagnai fonda una flotta, ed avvia quella che viene chiamata la Company War.

Il romanzo descrive gli utlimi giorni della Guerra, la compagnia ormai sfiancata, i capitani della flotta rapaci e fuori controllo, l’Unione dei mondi ribelli cerca aperture, una situazione dlicata e confusa che si coagula attorno a Downbelow Station, ovvero la stazione di Pell, in orbita attorno all’unico mondo abitabile (e abitato) oltre alla Terra, nel sistema Tau Ceti.

Downbelow Station è un romanzo complicato perché mette sulla scacchiera una ventina di personaggi, ciascuno con la propria agenda, le proprie aspettative, la propria psicologia.
È complicato perché su quella scacchiera gioca alla politica, alla guerra, alle relazioni interpersonali.
È complicato perché è solido, realistico, molto “hard” pur restando, a tutti gli effetti, space opera, e space opera militare, oltretutto.

A complicare le cose (1982, ricordate?) c’è il fatto che questo è un romanzo dominato da figure femminili molto forti, e il lettore che dovesse provare a ragionare secondo i canoni abituali (appuntando la propria attenzione e le proprie aspettative su un paio di personaggi maschili ad alto profilo) rischierebbe di trovarsi seriamente spiazzato mano a mano che la vicenda si dipana.

Downbelow StationEd è spesso, Downbelow Station: 438 pagine nell’edizione originale*** – che naturalmente sono nulla al confronto di ciò che oggi è definito “lo standard”, ma che all’epoca era quasi il doppio dello standard, tanto che l’editore, DAW, fu costretto a farne un’edizione speciale.
C. J. Cherryh, aveva già pubblicato 11 romanzi, ma nulla di così massiccio.

Come abbiamo detto, questo romanzo dalle dimensioni inaudite, vinse un Hugo, venne nominato al Locus Award e la rivista Locus lo indicò due volte nell’elenco dei migliori romanzi di fantascienza di sempre, nell’87 e nel ’98.
Ci fecero persino un gioco da tavolo, The Company War (che avrebbe dovuto essere il titolo del romanzo, ma DAW pensò non fosse abbastanza incisivo****).

Ed ha una particolarità, che è ciò che mi ha portato a scrivere questo post.
Perché come abbiamo detto, questo bel romanzo descrive gli eventi finali in una lunga guerra combattuta in uno spazio molto vasto, con un background storico e politico estremamente complesso.
Per questo motivo si apre con un capitolo di dieci pagine che è una lunga e dettagliata descrizione storica, un breve saggio su trecento e cinquant’anni di storia, che sono indispensabili per capire l’azione.
L’autrice non usa alcun espediente narrativo particolare – non usa dei falsi articoli storici come Frank Herbert in Dune o Jack Vance nella serie dei Demon Princes, non ci ammorba con il classico “come ben sai, John” – chessò, una lunga scena in un bar in cui due dei protagonisti discutono degli ultimi tre secoli e mezzo di storia nel dettaglio, a beneficio del lettore.
No.
La Cherryh semplicemente ci mette giù dieci pagine di preambolo informativo.
E poi si parte con l’azione.

Ed è ok.
Era ok nel 1982, è ok nel 2014.
Ma non ho potuto fare a meno di pensare, riprendendo in mano il romanzo dopo trentadue anni, a tutte quelle anime candide che oggi, trovandosi fra le mani questo massiccio affresco storico-politico del futuro, griderebbero “Infodump!” e fuggirebbero starnazzando indignatissimi, rifiutandosi succesivamente di toccare un romanzo “sbagliato”.

Quante cose meravigliose si perdono gli sciocchi per aderire ai precetti di qualche dubbio guru…

———————————
*Libra avrebbe dato un titolo pulp anche a un manuale per aspirapolveri.
Poi quando Nord lo ristampò, lo intitolò La Lega dei Mondi Ribelli… che nel romanzo sarebbe l’Unione.

** … e qui potrei invocare la pubblicità ingannevole – io La Lega dei Mondi Oscuri lo acquistai perché mi ricordava l’omonima organizzazione nel ciclo de I Sovrrani delle Stelle di Edmund Hamilton.
Poi andiamo a parlare di aspettative tradite.

*** 520 nel mio paperback edizione del ventennale.

**** Chissà cosa ne avrebbero pensato, de La Lega dei Mondi Oscuri?

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

20 thoughts on “Guerra nel sistema Tau Ceti

  1. Comunque, non si fanno più le copertine di una volta…

  2. Non conoscevo questo romanzo e come sempre riesci a incuriosirmi a tal punto che sarà uno dei miei prossimi acquisti. Purtroppo non posso che essere d’accordo con le tue ultime parole. Saccenti guru che spacciano per verità assolute regole idiote senza considerare che dietro la scrittura c’è una storia e un modo per raccontarla.
    Qualsiasi cosa funzioni per narrare va bene.
    Il resto sono solo minchiate.

    • Sorvoliamo sui guru.
      In generale, tutti i romanzi della Cherryh sono vivamente consigliati – per un sacco di tempo si è tradotto tutto ciò che scriveva (benemerita Nord) ed è un peccato che da una quindicina d’anni non si pubblichi più nulla di suo (anche perché lei è andata avanti apubblicare incessantemente).

  3. Il ciclo di Chanur è molto belle tra l’altro…

  4. Il destino editoriale in Italia dei testi della Cherryh potrebbe dare adito a un romanzo, genere humor nero. Tra acquisizioni di diritti e opzioni a scadenza credo ci sia stato un palleggio decennale in merito. Quanto a questo, straordinario, libro: è stato uno dei miei amori degli anni ’80 ed è tuttora una delle gemme della collezione (ho quello della Libra). Grazie per averlo ricordato, cose così si fa una fatica assurda a trovarne.

  5. Ordinato su amazon.it

  6. ho letto, e posseggo ancora, La Lega dei Mondi Oscuri della Libra, ma ho anche la versione della Nord. Quando ho letto questo romanzo mi è piaciuto enormemente, per cui ho comperato anche gli altri della Cherryh ambientati nello stesso universo, che però non mi hanno dato lo stesso livello di soddisfazione… e ora tu mi dici che la versione originale “è diversa”… diversa come? diversa in cosa? me la devo davvero rileggere?
    Per quanto riguarda il tuo accenno all’infodump e alla tua ipotizzata reazione di “alcuni”, lasciami dire che credo tu non abbia capito bene la discussione e la critica che a questo aspetto viene fatto, e stai solo reagendo per ripicca…😉

    • Non so a quale discussione e critica tu faccia riferimento – il mio è un discorso piuttosto generale riguardo all’ossessione per l’infodump dimostrata con frequenza da taluni lettori, un argomento del quale ho discusso un paio di volte in passato, come chi segue questo blog probabilmente ricorda.

      Il che naturalmente non significa che io non sia, in effetti, uno sciocco rancoroso che parla per ripicca di cose che non capisce.
      Grazie per avermelo ricordato.

  7. Davide, mi riferivo, mi sembra anche ovviamente, a quella infinita discussione che circola in rete tra due opposti estremismi… e facevo solo notare che tu, con quella affermazione, sposi uno dei due estremismi… ritenevo fosse per qualche forma di ripicca… se è invece solo perché tu sei davvero convinto che non esiste una cosa come l’infodump, allora ritiro tutto, ma non sono d’accordo…
    Se poi in realtà intendevi qualcosa di diverso che non ho capito, chiedo preventivamente scusa, ma mi piacerebbe anche uno sforzo da parte tua per spiegarti meglio…🙂

  8. PS e sulla versione originale di Downbelow Station non mi dici niente? mi vuoi punire?😛

  9. Mikecas, non c’è assoluatmente bisogno che io ti punisca.

    Sulla questione infodump, la mia opinione è agli atti: io ritengo semplicemente che se funziona non è un infodump.
    Non mi pare una posizione particolarmente estremistica, ma naturalmente YMMV.

  10. se è per questo, nemmeno io ritengo questo caso un infodump: è completamente al di fuori dell’azione, la precede e non interferisce per niente… ma la “diversità” della versione originale?😉

  11. se continui a ripeterlo, allora deve essere forse vero…😉

  12. Perché, lo hai sostenuto ripetutamente senza esserne convinto?

  13. Della Cherryh mi ero letto ai tempi dei libri mille lire, Il crepuscolo della Terra, decisamente particolare.
    La Lega dei Mondi Oscuri sembra proprio il tipo di romanzo che comprerei a occhi chiusi e che, purtroppo, l’editoria nostrana sembra restia a pubblicare o tradurre.
    Lo cercherò nel mondo dell’usato, grazie per la segnalazione.

    Riguardo alla questione “infodump”, penso che un preambolo, soprattutto se così lungo, sia un rischio per lo scrittore perché si rischia di far fuggire il lettore.
    A me non da fastidio in sé (anche in Dune ci sono sparsi nella narrazione alcuni paragrafi di spiegazione), ma a volte è pesante, ad esempio in Metro 2033 si parte con un bel po’ di pagine che ci informano della guerra nella metro e di varie cose che francamente non c’era bisogno di dire.
    Per non parlare poi di certi fantasy nostrani che partono in quarta con cosmologia, mitologia ecc…

  14. l’infodump è sicuramente sgradevole se interrompe l’azione, se impedisce al lettore di immedesimarsi nella storia, se interrompe l’immedesimazione stessa… altrimenti va valutata di volta in volta come bilanciamento tra informazione interessante e “pallosità” di dettagli magari inutili…

    PS Davide, non ho mai detto che hai una scarsa intelligenza… sono sicurissimo di questo… se ti riferisci a quando a proposito della Bujold avevo detto che forse vi era sfuggito qualche aspetto delle sue storie, intendevo banalmente quello: che poteva esservi sfuggito… e se tu mi dici che “non ti prende”, la possibilità di non aver esaminato bene il contenuto ci può anche stare… almeno quella volta, non credo di essere stato così stupido… o perlomeno lo spero…🙂

  15. Pingback: La fortuna del trafficante | strategie evolutive

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