strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il 5%

8 commenti

Ieri la mia amica Lucia ha ripostato su facebook un’immagine che mi ha dato parecchio da pensare.
L’immagine è questa

oceans mapped

Già, sappiamo decisamente di più riguardo alla superficie di Marte di quanto non sappiamo del fondale degli oceani – che sono qui, proprio sulla nostra porta di casa.

Ed è meglio di così.
Perché gli oceani terrestri non sono una superficie – come le distese spazzate dal vento del Pianeta Rosso.
Gli oceani terrestri sono un volume.
E noi abbiamo solo delle idee molto molto generali riguardo a cosa stia succedendo là sotto.

900a9d494cbc60cf2a193de8a821937dContinuiamo a scoprire nuove forme di vita.
Abbiamo scovato dei laghi di sodio liquido.
C’è quella vecchia storia per cui i pescecani non muoiono, diventano solo molto più grossi e scendono più in profondità – che probabilmente è fasulla, come ipotesi, però rende l’idea.

Ho già detto in passato che l’oceano è una delle due grandi frontiere che abbiamo cominciato ad esplorare, per poi dirci che no, dai, non serve a nulla, meglio… ehm, meglio cosa?

Dobbiamo ancora una volta sentirci raccontare la storiella del perché sprecare tutti quei soldi quando avremmo potuto usarli per risolvere ogni problema – dalla meningite alla forfora, passando per la sovrappopolazione e la crisi energetica…?
Quando di fatto non abbiamo risolto alcunchè?
Chissà cosa ne abbiamo fatto davvero, dei soldi che abbiamo risparmiato tagliando drasticamente il budget per l’esplorazione?

Fatico, lo ammetto, a comprendere come una civiltà abbia sacrificato la propria parte migliore, quella rivolta al futuro, all’esplorazione, alla scoperta, per i reality show ed una malsana ossessione per lo sport guardato e non praticato.
E soldi – una quantità agghiacciante di denaro, generato dal nulla, in volumi tali che la stessa quantità perde significato, in un accumulo bulimico di quello che era un mezzo, ed è diventato un fine*.

Sono cose che mi lasciano abbastanza triste.

Come tutte le estati, sto leggendo un paio di saggi scientifici sul mare – cose ordinate anni addietro, e che non ho mai avuto modo di mettere in lettura.
La mia vecchia passione per l’oceanografia è agli atti.
Nel leggere sul mare mi vengono delle idee per delle storie** – esattamente come mi vengono delle idee leggendo libri di storia o di astronomia.
E quel grafico qui sopra pare una promessa di cose divertenti a venire.

Se solo smetteremo di farci ricattare dagli ipocriti.

Screen Shot 2012-06-12 at 1.27.35 PMMa il grafico qui sopra è utile, utilissimo, per tappare la bocca a quei tipi blasé che sostengono con fare sconsolato che no, ormai il nostro mondo non ci riserva più alcuna sorpresa.
Tutto ciò che si poteva scoprire è stato scoperto, dicono, carichi di ennui.
Perché se così non fosse, vorrebbero darci ad intendere, loro partirebbero alla volta dei Monti della Luna, delle distese antartiche, del Desertodella Morte Inesorabile.
Ma purtroppo, sospirano questi imbecilli, non ci sono più spazi bianchi sulla mappa – e quindi loro devono accontentarsi di dire banalità sorbendosi un aperitivino.

Dovrebbero guardar meglio.
E comprarsi una muta da sommozzatore, per mettere – come dicono gli americani – i soldi dove finora han solo messo la bocca.

Sarebbe ora che ci dessimo da fare per fare ciò che facciamo meglio – andare là fuori a vedere cosa c’è.

—————————–
* chissà se ora arriva qualcuno ad accusarmi di stile di vita filosocialista alimentato da wikipedia, come quell’altra volta?
** NO, non farò pubblicità a Blooper, che pure è nato in questo modo, come racconto.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “Il 5%

  1. C’è stato un periodo in cui il cinema si interessava molto ai misteri dell’oceano. Secondo me era un bel modo per intrigare lo spettatore medio e per spingere le riviste e i documentari ad approfondire l’argomento.
    Forse certi stimoli devono partire proprio dalla cultura popolare, che non a caso nell’ultimo decennio propone solo robaccia improbabile, dai vampiri emo al porno per casalinghe.
    Roba da rimpiangere Leviathan, Abyss, La Cosa degli Abissi etc…

    • Certamente fino alla fine degli anni ’80 c’era più interese – si facevano più film e più documentari.
      In tempi recenti la BBC ha fatto il meraviglioso The Sea, che però da ni è arrivato malamente.
      E in terminidi cinema, credo che i film con riprese in acqua siano fra i più costosi in assoluto… anche se è vero, ci hanno appena dato Sharknado😀

  2. Aggiungerei anche la serie Seaquest che partiva proprio da questi assunti.

  3. Nel giorno in cui ho speso una mezza fortuna per acquistare i miei primi erogatori (sono emozionata come una bambina), questo post capita a proposito.
    Ogni volta che scendo (e io non è che faccio l’esploratrice, mi limito ad andare dove altri sono già andati) scopro qualcosa di nuovo che all’immersione precedente non avevo mai visto.
    Mi dicono che il mio è un hobby costoso e inutile.
    Io credo che sia indispensabile.
    Anche per le storie, ma non solo per quelle

  4. Si vede che l’esplorazione mette nelle tasche degli investitori meno soldi che i reality. Triste pensiero.
    Ma quella dei pescecani non la sapevo, urgono ricerche e magari ci esce anche un raccontino!

  5. Piccolo postilla: il pianeta meglio mappato del sistema solare è Venere, grazie alla missione Magellano. Tanto per puntualizzare…😀

  6. Beh a questo punto, gia che ci sei, consigliaci qualche bel romanzo “oceanico” no?😉

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