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Gli spettri di Philippa Ballantine

3 commenti

1000381Philippa Ballantine è una giovane autrice neozelandese che ha esordito nel 1997 e che come blogger e podcaster ha ricevuto dei prestigiosi riconoscimenti per il suo lavoro online.
È molto nota come co-autrice – con Tee Morris – della serie steampunk dedicata al Ministry of Peculiar Occurrences, e come solista ha a proprio nome due serie fantasy, una pubblicata da Ace e una da Pyr.
È una narratrice ibrida – nel senso che ha anche pubblicato indipendentemente alcuni propri lavori.

Da qualche tempo gettavo occhiate cariche di curiosità ai cosiddetti Libri dell’Ordine.
E sì, lo ammetto – le copertine sono state certamente un elemento significativo nel destare la mia curiosità.
Ma ciò che c’è sotto, per lo meno sulla base di Geist, il primo dei quattro romanzi usciti finora da casa Ace, è meglio delle copertine.
Molto meglio.

Di cosa stiamo parlando?
Di un fantasy dall’ambientazione tardo-rinascimentale o quasi-moderna, diciamo un diciassettesimo secolo con elementi anacronistici (ci sono i dirigibili!) ed un grosso problema di… bah, chiamiamoli zombie.
L’Impero, fresco dell’insediamento di una nuova dinastia sul trono e prussianeggiante, è minacciato da una invasione da una dimensione parallela – spettri che possiedono gli uomini, trasformandoli in strani morti viventi.
Per difendere l’Impero esiste l’Ordine, i cui Diaconi lavorano in coppia – uno, il Sensitive, è in grado di vedere il mondo spettrale, l’altro, l’Active, è in grado di attaccarlo.

PhillipaBallantine-Geist_fullGeist, il primo romanzo della serie, ci presenta l’Attiva Diacono Faris, esperta e reduce da uno scontro che ha sollevato una serie di domande, oltre a lasciare il suo compagno moribondo, ed il novellino Diacono Chambers, il Sensitivo che dovrà farle da avvistatore.
I due vengono mandati in un posto molto fuori mano per indagare su una serie di strani fenomeni – in unamissione che non si conforma ai protocolli, nella quale non tutto è come sembra.
La località fuori mano nella quale gli spettri si sono manifestati è al centro di un complicato complotto politico, e ci sono un sacco di interessi in gioco.
E non tutto è così semplice neanche per ciò che riguarda l’Altro Mondo.

E poi certo, ci sono i pirati, un principe in esilio, la minaccia dei morti viventi…

Al di là della copertina splendida, Geist impacchetta in 300 pagine scritte fite abbastanza idee e trovate da riempire un paio di volumi spessi il doppio.
Il mondo non è mai presentato direttamente, ci risparmiamo lunghe chiacchiere dinastiche e ridondanti descrizioni di questo o quel posto – ma ciononostante l’ambientazione emerge ricca e potente da sotto all’azione.
E l’azione è divertente, ben scritta, chiara.

E, cosa abbastanza diversa e nuova, questo è un fantasy religioso – e questo da solo vale il prezzo del biglietto.

Geist è un ottimo motivo per recuperare i restanti volumi della serie, e per segnarsi il nome dell’autrice, ed esplorarne gli altri titoli.
Qui sopra trovate il link al suo sito – fateci un giro.
Geist è anche un buon segnale che il genere fantasy continua ad essere vitale, pur mantenendosi su binari tradizionali.
Questa, pur restando narrativa commerciale e di intrattenimento, non è scrittura fatta con lo stampino per turbare il meno possibile le aspettative di un pubblico stracco ed ignorante.
Geist è divertente, e cambia abbastanza regole da mantenere alto il livello di curiosità e divertimento.
Siamo ad anni luce tanto dal fantasy dinastico con tanta voglia di Tolkien che dalle strade tutteun po’ uguali dell’urban fantasy “per signorine”.
Geist è leggero, puro intrattenimento, ma è originale.
Non si può chiedere di più*.

Difetti?
Uno, ahimé, irrisolvibile – la protagonista femminile, il Diacono Faris, è interessante, simpatica, fa venir voglia di leggere ancora e ancora.
Ma si chiama Sorcha.
Che per un lettore italiano, pronunciatela come vi pare, non suona proprio bellissimo.
Ma sono, naturalmente, inezie.

—————————————————–
* … e prima che me lo chiediate, no, non esiste in italiano, ma è stato tradotto in tedesco.
Fantastico, vero?

Enhanced by Zemanta

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Gli spettri di Philippa Ballantine

  1. Ecco se devo essere sincero invece la copertina non mi ispirava affatto facendomi temere invece qualcosa di ciò che attualmente spacciano per fantasy. Fa piacere invece sapere di aver preso un granchio.

  2. Anche io ero dubbiosa riguardo alla copertina, non riuscivo a decidere se mi ispirava o no😛
    Buono a sapersi che è un libro interessante, prima o poi, pure questo…😀

  3. Prima o poi ci faccio un pensierino. 🙂

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