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La teoria del lettore indifeso

13 commenti

È di queste ore la notizia secondo la quale la popolare autrice di fantascienza e fantasy, Marion Zimmer Bradley, avrebbe abusato della propria figlia per molti anni, in un clima da incubo nel quale l’autrice ed il marito avrebbero coinvolto molti altri bambini.

Si tratta di una notizia terribile.
Marion Zimmer Bradley è morta da molti anni, e ciò che rimane è il trauma subito dalle vittime.

Non sorprende, forse, che improvvisamente sia diventato molto molto difficile trovare dei fan della Bradley fra i lettori di genere.
E questo mi porta a riflettere su un’altra facenda – grazie al cielo infinitamente meno terribile – che negli ultimi tempi mi è capitata molto spesso fra i piedi: la teoria del lettore indifeso.

O potreste anche chiamarlo fragile.
O debole.

L’idea che pare sempre più popolare è che il lettore non possa più fare a meno di abbracciare completamente e radicalmente ogni aspetto dell’opera che sta leggendo, ivi incluse tutte le caratteristiche negative dell’autore.

Leggi i romanzi di Darkover?
Automaticamente simpatizzi con i molestatori di bambini.

Leggi Mein Kampf?
Diventi automaticamente un nazista.

Leggi La Rivolta di Atlante?
Cadi istantaneamente preda dell’Oggettivismo più becero, hai fantasie di stupro, la tua prosa si fa legnosa e insopportabile.

Lo stesso, mi si dice, succede coi film.
Guardi un film coi mostroni che si riempiono di botte fra le torri di Tokyo?
Beh, non so cosa diventi, ma mi dicono che non è affatto bello, ciò che diventi.

Ecco, fortunatamente no.
Fortunatamente il lettore possiede delle difese – che sono la cultura, la coscienza, l’intelligenza, la capacità critica.

Oh, sì, ok, ditemelo, che purtroppo si tratta di merce sempre più rara.
Sottolineiamolo che il pubblico è stupido, composto da bambinoni disposti ad accettare acriticamente qualunque informazione come verità assoluta.
Dopotutto, hanno creduto che Il Codice DaVinci fosse storicamente corretto, giusto?

Ma forse, se ci ponessimo in maniera un po’ meno paternalista nei confronti del pubblico…
Se parlassimo al pubblico rispettandolo, e non cercando di ammaestrarlo o di compiacerlo…
Se ci sforzassimo di aiutarlo a definire quegli strumenti di difesa invece di sbattergli in faccia quanto sia squallida la sua estetica, quanto sia deteriore il suo gusto…
Se trattassimo i lettori e gli spettatori come adulti, per una volta…

Forse il lettore è indifeso perché non facciamo che ripetergli che è così che deve essere.

Quanto a Marion Zimmer Bradley (o a chiunque altro) leggere i suoi libri non fa di noi dei complici.
A meno che noi non lo vogliamo.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

13 thoughts on “La teoria del lettore indifeso

  1. La stessa cosa accadde durante le spiacevoli vicende giudiziarie che coinvolsero Michael Jackson. Di colpo, chi ascoltava la sua musica, diventava complice.
    Eppure, al di là della verità su quelle tristi vicende, le sue canzoni restano sempre belle.

  2. Se la teoria del lettore indifeso fosse vera con tutto l’Horror che leggo e guardo dovrei essere come minimo un pluriomicida con devianze varie,cosa che ovviamente non sono. Per quel che mi riguarda è una delle credenze più irrispettose nei confronti del pubblico,trattato cosi alla stregua di un povero imbecille passivo.
    P.S. Non sapevo nulla della Bradley ed è veramente orribile.

  3. Nooo! Adesso non posso più continuare a dire quello che ho sempre detto, cioè che l’opera di MZB non mi piace neanche un po’, pena l’essere accomunato a coloro che condannano artista e opera insieme e che si moltiplicheranno come i virus. Assisteremo a illuminati commentatori che col senno di poi scorgeranno nei suoi romanzi gli inequivocabili sintomi della depravazione, che a detta loro erano lì da vedere (ma allora cosa dovremmo pensare di Martin?). Perché se è vero che il lettore viene giudicato per quello che legge, è vero anche che l’autore viene giudicato per quello che scrive, ed è ancor più vero il contrario: l’opera viene giudicata da ciò che si pensa di sapere su chi l’ha scritta. Forse perché siamo ormai assuefatti a scrittori che sanno solo scrivere di loro stessi in maniera più o meno mascherata, o forse è perché sin dai banchi di scuola ci viene inculcato il messaggio per cui “non puoi capire un’opera se non sai vita morte e miracoli dell’autore”. Bah.

  4. Mi torna in mente il pistolotto assurdo che mi fece il mio professore di filosofia alle superiori (1998), quando dissi che uno dei miei autori preferiti era (è) Clarke. Era il periodo dell’accusa di pedofilia, per intenderci.

  5. Beh, che dire? Non ho mai letto molto della MZB, ma adesso per solidarietà con i suoi indifesi lettori comincerò ad acquistare la sua opera omnia.
    Voglio veder se qualcuno avrà il coraggio di dirmi qualcosa! 😉

  6. Quoto tutto.
    Grazie per averlo detto.

    Assistiamo al deragliamento di alcuni teorici della cospirazione (non si sa bene quale), secondo cui se ti piace Spielberg sei un maschilista, se ti piacciono i mostri giganti in stile Pacific Rim sei un ritardato, se ti piace l’horror canonico sei uno schiavo del kattivo kapitalismo…

    Che poi dove le troveranno mai, tutte queste etichette da appiccicarci addosso…

    Io ho l’illusione che lettori e spettatori, almeno quelli a cui faccio riferimento, siano più evoluti rispetto a quanto pensano questi moralisti.

  7. °-° io non lo sapevo, ho sempre letto tutti i libri della Bradley che ho trovato. In realtà non mi sono mai interessata alle vite e morti e miracoli degli autori, ma se questo è il trend allora direi che con tutto quello che leggiamo è strano che non siamo ancora i più efferati serial killer che nemmeno gli sceneggiatori di Criminal Minds potrebbero inventarsi.

  8. Il lettore può non essere necessariamente indifeso, però può sentirsi, in un certo senso, tradito. Fin da quando ero ragazzino ho sempre amato i romanzi di Clarke, il quale ha forgiato buona parte del mio immaginario. Amavo la sua visione ottimistica della scienza, e il suo senso del meraviglioso proiettato nelle sconfinate vastità dello spazio. Il suo messaggio non era solo fantastico e al servizio della mera finalità narrativa, ma era soprattutto morale. Dai suo racconti traspariva una moralità che per me rappresentava quanto di meglio potesse offrire l’umanità. Per questo mi sentii tradito quando, nell’estate del 1998, venne fuori quella notizia, rivelatasi poi falsa. Mi chiedevo come fosse possibile che un uomo intento a tracciare il futuro dell’umanità tra le stelle, impiegasse poi il proprio tempo libero a molestare i bambini. Dunque nessun lettore indifeso, ma quello tradito ci può stare…

  9. La cosa che mi salta in mente ogni volta, è che la fuori ci siano persone che sono prive della capacità di gustarsi una storia.
    Non ho mai apprezzato tantissimo MZB, ma quando leggo, qualunque cosa sia, non mi interessa sapere se l’autore avrebbe o meno fatto o detto le cose scritte.
    Chissenefrega, dico io.
    Se poi vogliamo parlare invece della persona, le colpe (in questo caso) sono imperdonabili, ma non dovrebbero minare il giudizio sui libri che ha scritto.

  10. non riesco a trovare la notizia (sapevo quello che dice wiki, cioè che passò in silenzio gli amori pedofili del marito, ma non che fosse coinvolta). Comunque di suo ho un paio di libri che non ho mai finito perché semplicemente non mi “acchiappa” (un darkover e le nebbie).

  11. Io avevo letto questo articolo, questo è il link (http://www.teleread.com/writing/marion-zimmer-bradley-child-abuser-says-daughter/), Davide cancellalo pure se non sono permessi nei commenti. Che dire, umanamente è una tragedia, sempre che sia la verità. Cioè non che non creda per principio alle accuse della figlia, ma prima di gettare damnatio memoriae, farei attenzione. Per il resto ho letto il “Mein Kampf” e non sono nazzista. Più problemi ho avuto con “Bagatelle per un massacro”. Ma appunto siamo adulti. Si può leggere criticamente, indignarsi, decidere di non leggere un autore. Tutto appunto fatto in piena coscienza. Prendendosi le proprie responsabilità. Della MZB non ho mai letto niente, anche se in casa ho diversi suoi libri, (mia madre è un appassionata di Fantasy) ma non penso che leggendoli si diventi automaticamente pedofili e stupratori.

  12. La Bradley è un’autrice che mi ha accompagnata durante tutto il liceo, ricordo che mi piaceva moltissimo e che era “osteggiata” solo dalla McCaffrey.
    Poi ho cominciato a leggere anche altre cose e ho ridimensionato la mia grande passione per lei.
    Però mi è rimasta sempre una grande ammirazione per come si era districata crescendo praticamente da sola i suoi bambini e riusciendo a scrivere tantissimi romanzi, ricevendo anche dei premi e dei riconoscimenti.
    Nel mio caso non c’entra niente il mio rapporto con l’opera, stavolta sono piuttosto delusa e amareggiata rispetto al personaggio che in qualche modo mi ha per molto tempo ispirata.

  13. Credo che autore e opera vadano separate, le storie della Bradley non inneggiavano certo a violenza, razzismo e molestie sessuali, anzi basta leggere “La catena spezzate” per capire che è esattamente il contrario.
    Certo dispiace leggere certe notizie, ma non mi sento certo obbligato a nascondermi o negare di aver letto i suoi romanzi, ci mancherebbe.

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