strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

L’amore in 850 parole

8 commenti

001È possibile scrivere una storia d’amore in 850 parole?
Una storia compiuta, badate – non una outline, non una vignetta, non una idea da sviluppare.
Una storia compiuta, a tema romantico, della lunghezza di 850 parole.

Ottocento e cinquata parole non sono tante.
È la lunghezza di uno dei post lunghi che compaiono periodicamente su strategie evolutive*.

E le storie d’amore?
Oggi si sdogana un sacco di roba diversa, con l’etichetta del Romance – un genere che sta lentamente e colpevolmente scivolando nel territorio sordido e sudaticcio della “scopata significativa”: orgasmo raggiunto, allora è proprio amore.

Non riduciamoci a questi mezzucci, non cerchiamo di arrivare al cervello rettiliano del lettore passando per il suo apparato riproduttivo.
Giochiamo pulito.
Ma pensiamo a una storia d’amore.

Siamo intrappolati nel solito boy meets girl?
E se non siete Bill Shakes o Rumiko Takahashi, è difficile uscirne, da una trappola del genere.

O è possibile qualcosa di diverso?
È possibile scrivere una storia d’amore che coinvolga inmaniera credibile l’esistenza di due esseri umani, tale che un adulto moderatamente evoluto poss leggerla e dire sì, ecco, è stato davvero così!… è così che ci si sente, sono quelli i pensieri, le paure…
È possibile?
In ottocentocinquanta parole?

Io credo di si.
Meglio – io so che è possibile.
Non dico che io sarei in grado di farcela, badate – anche se mi piacerebbe provarci – ma so che si può, perché c’è chi lo fa.

wwC’è una rivista, che si intitola Woman’s World.
È la principale rivista femminile “da supermercato” d’America.
Mi viene in mente qualcosa come Grazia, qui da noi.
È un settimanale, il più popolare in edicola, con una media di 1.6 milioni di copie vendute ogni settimana (ha fatto 77 milioni di copie nel 2004).

Woman’s World pubblica articoli sulle diete, sulla moda e sulle relazioni sentimentali – ricette, qualche recensione, un paio di interviste, ma anche narrativa.
Ogni settimana, Woman’s World pubblica un singolo racconto, tassativamente di 850 parole.
E lo paga un dollaro a parola – 850 dollari sonanti.

Woman’s World è considerato il mercato più duro e competitivo, per ciò che riguarda il romance, al mondo.
Più della Harlequin, più di qualunque casa editrice specializzata in romanzi.
Se scrivete romance, se scrivete storie d’amore, non c’è nulla di più difficile che piazzare quelle ottocento e cinquanta parole su Woman’s World.

Il compenso è commisurato alla durezza della selezione: un dollaro a parola – la stessa tariffa che Playboy paga ai sui autori di narrativa.
Gli editor di Woman’s World pagano per la qualità – non possono permettersi di pubblicare una storia che deluda un milione e seicentomila lettrici (il 95% del pubblico della rivista è composto da donne).
Il danno economico che la rivista subirebbe, per via di quelle lettrici insoddisfatte, è colossale.

ElleryQueenMysteryMagazineMarchApril2007500Certo, piazzare una storia su Woman’s World, per chi scrive romance, è il traguardo definitivo – come piazzare una storia di fantascienza su Asimov’s o un poliziesco sull’Ellery Queen Mystery Magazine.
Due riviste che però pagano sensibilmente di meno.

È possibile scriverla, quella storia?
Io credo di sì.
Meglio ancora, io so che è possibile.
E quasi quasi, una di queste notti…
Ci vuole disciplina, ed un controllo ferreo sulla prosa – ed una buona idea.
Ma al peggio, cosa potrebbe succedere?

—————————-
* e sì, per aiutarvi a farvi un’idea, questo post non arriva a 550.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “L’amore in 850 parole

  1. Bella segnalazione. Peccato che mi sia inaridito a riguardo. Quando vivevo storie d’amore nella vita reale, ne scrivevo, ma se dovessi farlo oggi mi uscirebbe una cosa malinconica.

  2. Eppure c’era chi diceva che si scrive solo quando si è tristi, perché quando si è felici si pensa a viverla, la felicità. Un momento, in effetti non sta scritto da nessuna parte che storia d’amore faccia rima con felicità…

  3. Allora deve essere una delle poche donne di cui ci si può fidare ciecamente…

  4. Fallo, vale la pena di tentare

  5. Io direi che magari il tentativo va a buon fine. Però mettendoci dentro pepe e ottimismo (basta con l’Orrore del Cuore Spezzato). E alla larga dallo schema narrativo del Fast Love alla Moccia (anche se è un tipo di narrativa dell’orrore che finora ha tirato, non è detto che lo farà in eterno. Brrr i lucchetti mi fanno pensare a riti di magia nera con il ferro…buttati in acqua, poi, portano male).

  6. andreasfiligoi:

    Il tuo commento mi fa rammentare un dialogo avvenuto tra amici in una sera sulla strada di casa. Da bravi idioti ci eravamo fatti prendere dalla malinconia. S’era partiti dalla prossima partenza di un nostro amico e a cosa pensavano di fare lui e la sua ragazza e siamo arrivati a parlare delle nostre situazioni. Quando raccontai la mia uno dei 2 con cui ero rise e mi disse “Lore, dovresti scriverla sta cosa” (ogni tanto mi diletto in qualche raccontino a caso per vedere se ne sono capace).
    “E cosa potrei dire? Inciampai nelle ***** di ****** e lei mi chiese scusa?”

    Detta questa cazzata… io non potrei mai parlare d’amore nel mezzo di un innamoramento o di una relazione…
    Sarebbe strano.

    Bello vedere qualcuno che la pensa diversamente!

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