strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Reincarnazione

6 commenti

915633_baed_625x1000Ho un’idea per una storia.
E, quel che è anche meglio, ho un mercato per questa storia – una rivista che paga sei centesimi di dollaro a parola, la tariffa minima professionale, in America.
Che è comunque meglio della visibilità con cui ci pagano da queste parti.

A sei centesimi a parola, una storia di 3000 parole – ancora la lunghezza che ha la maggior probabilità di essere acquistata per una rivista – frutta 180 dollari, circa 150 euro.
Che non è che faccia proprio schifo.

Perciò, un’idea per una storia.
Voi ci avete mai pensato alla reincarnazione?

Ora, io ho incontrato, nel corso della mia peraltro piuttosto monotona esistenza (l’unica, a dire il vero, che mi risulti di aver vissuto), parecchie persone che credevano nella reincarnazione.

2940014845205_p0_v1_s260x420Una era stata, nelle sue vite precedenti, una sacerdotessa egizia e una dama alla corte del Re Sole.
Un’altra era stata una principessa egizia ed una nobildonna ghigliottinata durante la Rivoluzione francese.
E la terza era stata una sacerdotessa egizia e prima di quello una principessa ad Atlantide. Poi aveva fatto la donna-guerriero fra i vichinghi.
Un’altra era stata una cortigiana d’alto bordo nella Parigi fin-de-siecle, e prima di allora era stata una principessa egizia.
No, non mi sto inventando queste cose.

Da questi – e da decine di altri casi – a me è sempre sorta una domanda: ma comuni servi della gleba? Spazzacamini, panettieri, pastori, donne delle pulizie, maestre di scuola? Trogloditi neanderthaliani, pescatori di spugne, vasai, pizzaioli?
Guardie notturne, cammellieri, birrai?
Schiavi?
Considerando che per gran parte della storia della nostra specie la maggioranza della popolazione è sempre stata al livello più basso della piramide, com’è che fra questi che hanno vissuto vite passate non c’è mai uno che abbia vissuto una vita passata a stipendio minimo?

Ammettetelo, è un bel quesito.
O se preferite girarlo in un’altra maniera – com’è che a reincarnarsi sono solo le classi superiori?
È davvero una questione di soldi?
Perché notatelo, anche quelle che facevano la vita, la facevano sì, ma d’alto bordo – non a vendersi per pochi spiccioli e un bicchiere di gin a Whitechapel, no, roba di lusso a Parigi…
Tutte grandes horizontales*.

Liane de pougy reclining

Ora voi mi direte che chi in una vita precedente serviva ai tavoli in una tavola calda magari non è che abbia proprio voglia di raccontarlo al mondo.
Anche se la tavola calda magari era a Samarcanda.

Ma se non fosse solo questione di darsi un tono?
Se fosse davvero una cosa per pochi, per una elite, per i ricchi?

Ricordate cosa diceva Orson Wells, vero?

“Cos’hanno i ricchi che li rende differenti?”
“I quattrini.”

E quindi ecco l’idea.
Com’è che la reincarnazione funziona da sempre solo per i ricchi?
Esiste un sistema?
E si può battere, il sistema?
Un poveraccio può accedere alla ruota del Samsara, imbucarsi a tutte le feste che verranno?
Cosa deve fare, quali rischi correre?

In nottata si delinea, poi si prova a scrivere nel finesettimana.
Una cosa molto breve, ma potrebbe funzionare.

————————————————-
* quella in fotografia è Liane de Pougy, e meriterà un post a parte.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “Reincarnazione

  1. Ottimo spunto. In effetti anche i ciarlatani vittoriani, se dovevano parlarti della tua vita passata, ti indicavano sempre nelle classi più abbienti o con i mestieri più affascinanti.

  2. ci potrebbe venir fuori una serie di romanzi, da uno spunto così
    che mi piacerebbe leggere

    e mi è tornata la voglia di proseguire con la compagnia del tempo

  3. Ecco qui la proverbiale eccezione che conferma la regola: ero una donna cinese. Tutto qui? Eh, sì. Se non altro la statistica è con me, dato che nella storia ci sono state molte più donne cinesi che principesse egizie.
    Non credo nella reincarnazione, ma tanto di cappello alla mia amica sensitiva per non aver fatto sconti al glamour.

  4. Bello spunto davvero. Ed è interessante anche la predominanza di sacerdotesse Egizie, immagino che la combo culto dei morti – religioni misteriche – forse erano in contatto con gli alieni sia un catalizzatore di energie metempsicosiche mica da ridere.

  5. grande idea.

    La fortuna nella vita è in qualche modo legata al peso karmico. rinasciamo in situazioni socioeconomiche adatte al nostro percorso.

    essendo indù ci credo fermamente. Nelle vite passate si è un sacco di cose, ma chi afferma di averne memoria è, nel 99% dei casi, vittima dell’illusione, in quanto la memoria è parte dell’intelligenza che è legata al corpo materiale, non al vero sè spirituale (la scintilla energetica che non muore ma si trasforma).

    Io ho i piani (e le prime 20 pagine) di una novella, Jiva, con un’idea simile e con un protagonista che si ribella a questo sistema, e percorre tutta la storia umana in vari corpi. Finisce con una guerra termonucleare contro gli dèi. L’avevo anche sviluppata a suo tempo come soggetto cinematografico. Sono proprio curioso di leggere il tuo racconto per vedere quanto possono essere simili.

  6. Correggo “storia umana” perché all’inizio il protagonista è una tigre dai denti a sciabola.

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