strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

La più bella donna di Francia

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S’era detto, ieri, che avremmo parlato di Liane de Pougy – e complice il fatto di aver discusso brevemente con un’amica di dissolutezza e altri scandali… perché non parlarne subito, della bella Liane?
Liane de Pougy (non era il suo vero nome), dopotutto, di dissolutezze se ne intendeva parecchio, e qui su strategie evolutive non abbiamo mai fatto mistero della nostra simpatia per le donne dissolute.

Liane de pougy reclining

Liane poi, è un altro di quei curiosi personaggi che se li cacciassimo in un romanzo, ci sentiremmo dire che sono implausibili.
Un personaggio fin-de-siecle che pare fatto apposta per dare gli incubi a chi pensa che le donne fossero in quegli anni imbambolate e remissive o suffraggette isteriche.
Stando ai suoi diari, ad esempio, Liane prese tutte le proprie decisioni “di poco conto” – come il matrimonio, o l’acquistare una casa – lanciando una moneta.
Le decisioni serie, invece, le prese sempre e solo per calcolo economico – o così sostenne.

Liane_de_PougyDurante il parto, sua madre ebbe delle allucinazioni e vide Sant’Anna, che le preannunciò che la neonata sarebbe cresciuta e diventata una santa.
Forse per questo, appena possibile, Anne-Marie (questo era il suo vero nome) venne spedita in un convento, dove passò gran parte della sua infanzia e adolescenza.

Il primo lancio di una moneta non le andò molto bene – e a sedici anni, nel 1885, Anne-Marie si ritrovò sposata con un ufficiale di marina, certo Marc Pourpe – che l’aveva messa incinta e che abusò di lei durante la prima notte di nozze, e poi proseguì con le brutalità e gli abusi, arrivando a ferirla in maniera abbastanza grave da lasciarle delle cicatrici permaneti.
Lei dal canto suo procedette a cornificarlo in ogni maniera possibile.
Trasferitisi a Marsiglia, Anne-Marie si trovò un nuovo amante – in effetti, il quarto in tre anni di matrimonio – il marito li sorprese e la prese a pistolettate.
Ferita ad un polso, lei il giorno dopo mise un annuncio sul giornale per vendere il proprio pianoforte, incassò 400 franchi dalla vendita e si trasferì a Parigi, dove intraprese una carriera di successo come ballerina alle Folies Bergère e entro brevissimo come prostituta d’alto bordo.
Aveva diciannove anni, ed era evidentemente ben intenzionata a dare a Sant’Anna parecchio filo da torcere

Demimonde-poster-by-Georges-Redon-1904Fece l’apprendistato come cortigiana con la Comtesse Valtesse de la Bigne, che era stata amante di Napoleone Terzo ed ora gestiva un giro di ragazze scelte per una clientela sofisticata ed esigente – e che le insegnò che la professione era finalizzata al far soldi, e che quindi i clienti dovevano essere ricchi.
I sentimentalismi erano inutili, la pubblicità era sempre una buona cosa.
La discrezione valeva infinitamente più della suscettibilità.
Si trattava in fondo di onorare un contratto.

Assunto il nome di Liane de Pougy (il cognome di uno dei suoi amanti più facoltosi), Anne-Marie si procurò un grande letto in stile Luigi XV e cominciò ad accumulare gioielli e vestiti.
I suoi diari (i leggendari “taccuini blu”) elencano i suoi amanti e descrivono i dettagli più sordidi, in maniera piuttosto clinica il più delle volte, a tratti con un certo divertimento.
Dalla sua stanza da letto passarono tutti – nobili e intellettuali, dal solito Proust al Principe di Galles.
Scopertamente bisessuale, entusiasta consumatrice di oppio e cocaina, marinata nello champagne e ossessionata dalla cura della propria pelle, la più bella donna di Francia (e per ovvia estensione, del mondo) – come veniva definita dalla stampa e come veniva segnalata dalle guide alla vita parigina, praticamente un monumento alla dissolutezza ed alla vita gaudente.

BE-Reut-098-10-PougyUn nobile russo se la portò a Kursk, e dopo che lei lo ebbe intrattenuto, convocò un gioielliere affinché lei potesse scegliere dal suo catalogo una degna ricompensa per le proprie prestazioni.
Quando lei disse di non saper scegliere, lui le regalò tutto il catalogo – “era un uomo molto generoso”, annotò lei nel taccuino blu.

Fascinosa danzatrice ma negata per il teatro (Sarah Bernhardt le consigliò di evitare le scene, o se proprio doveva farlo, di tenere la bocca chiusa), si dimostrò invece piuttosto portata per le lettere – e pubblicò saggi letterari, e romanzi.
Venne descritta dalle cronache come “demi-mondaine e straordinario talento letterario”.

nataliecliffordbarneyNel 1899, conobbe l’autrice americana Natalie Clifford Barney, che in teoria si trovava a Parigi in vacanza con la madre, in previsione di un imminente matrimonio, ma che di fatto non aveva mai fatto mistero della propria omosessualità – e che quando incontrò Anne-Marie/Liane procedette senza esitazione a sedurla (a quanto pare si presentò a casa sua vestita da paggio).
L’esperienza fu piuttosto drammatica, per la cortigiana francese – che nonostante fosse stata messa in guardia contro i sentimentalismi inutili, si ritrovò profondamente innamorata di una donna che in capo ad un anno non esitò a tradirla con un’altra.
Per ripicca, Liane raccontò tutto in un romanzo – Idylle Saphique, del 1901, che sull’onda dello scandalo vendette a vagonate.

Nel 1910, l’ormai quarantenne Liane conobbe e sposò il principe di origine rumena Georges Ghika – di quindici anni più giovane di lei e senza un quattrino.
Un altro lancio della moneta forse non andato troppo a buon fine – ben presto il nobiluomo, i suoi conti rimpinguati dai fondi della moglie, si trovò una donna più giovane, e la principessa si consolò con una nuova infilata di amanti di ambo i sessi.

Poi, nel 1914, inaspettatamente, suo figlio – abbandonato tanti anni addietro dopo quella faccenda delle pistolettate e del pianoforte venduto – rimase ucciso nei primi giorni della Grande Guerra, abbattuto col suo aereo.
La cosa ebbe uno strano effetto su Liane, che continuò a rotolare da un letto all’altro, a drogarsi e a folleggiare, ma al contempo cominciò a mostrare segni di una più profonda preoccupazione per cose un po’ meno dissolute.

10_liane_de_pougy-theredlistNel 1928 fece amicizia con la madre superiora del collegio di Sant’Agnese a Grenoble, e collaborò alla raccolta di fondi per l’ospedale per bambini disabili – bambini alla cura dei quali prese a dedicare sempre più tempo.
Ed alla morte dello scapestrato Ghika, nel 1945, l’ultrasettantenne principessa Liane di Pougy – ballerina, avventuriera, cortigiana, scandalo ambulante, autrice di romanzi e di saggi – entrò in convento come novizia domenicana, prendendo il nome di Anne-Marie-Madeleine de la Pènitence.
Morì in convento nel 1950, in forte odore di santità.

Sant’Anna alla fine l’aveva avuta vinta.

Nel 1977, i suoi famigerati taccuini blu – zeppi di osservazioni ribalde sulle predilezioni sessuali di personaggi noti e meno noti – vennero dati alle stampe, garantendo alla bella Liane un ultimo guizzo scandaloso.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “La più bella donna di Francia

  1. ma è una bellissima storia! Certo da vivere deve essere stata parecchio impegnativa e stressante!

  2. Complimenti Davide: sono articoli come questo che mi inducono, almeno una volta al giorno, a “venirti a trovare” sul tuo blog.

    La signora Liane è… beh, mi ha lasciato decisamente senza parole adeguate a descriverla. Personaggio semplicemente fantastico. E si, se lo si trovasse in un romanzo non mancherebbero i soliti farisei sdegnosetti che la taccerebbero di “implausibilità”😄 , tanto per dimostrare ancora una volta l’assioma del mio professore di procedura civile, che non mancava mai di ricordarci (col suo marcatissimo accento di Este) “che la realtà supera sémpre la fantasia”. ^_^

  3. Mio dio.

    Queste sono le storie che mi fanno pensare che la vita vale pena viverla sul serio.
    E non perché se la è spassata, ma perché… sembra una storia inventata.

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