strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Gli Idioti in Marcia

33 commenti

lion-eating-gazelleIeri mi hanno detto due cose.
La prima

abbiamo finalmente sconfitto l’analfabetismo scientifico nel nostro paese

e la seconda

i leoni sono animali vegetariani che sbranano le gazzelle per mangiare il contenuto del loro stomaco

Mi pare abbastanza evidente che qualcosa non torna.

La prima affermazione è palesemente disattesa dalla seconda.

E la seconda è frutto di un’idea tanto demente quanto diffusa – che la realtà sia una questione di opinioni.
Che i fatti siano insignificanti rispetto alle convinzioni dei singoli.
La mia opinione è buona quanto la tua.
Il che, naturalmente, è un’assoluta idiozia – ma nel momento in cui prende piede, possiamo passare al livello successivo: se i tuoi dati sono in disaccordo con la mia opinione, sei tu che hai falsato i dati.

La scienza ufficiale…

Come se fosse una questione di patacche, di accrediti.
Io sono ufficiale, tu non sei ufficiale.

Il fatto che la politica, negli ultimi quarant’anni, si sia impegnata a fondo per portare avanti questa idea – che i dati e le affermazioni sostenute da dati sono in realtà opinioni avverse mascherate, non migliora certo le cose.

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Siamo un popolo di ignoranti.
Non solo siamo assolutamente privi di sofisticazione politica, e sostanzialmente incapaci di apprezzare la quantità di arte e storia sulla quale stiamo seduti, ma dal punto di vista scientifico siamo fieramente in marcia verso il medioevo.
Non, attenzione, in termini di ricerca di punta, di hi-tech d’avanguardia, di inventiva e innovazione – non, in altre parole, dal punto di vista della ristretta popolazione che riesce a combinare qualcosa, di solito scappando il più lontano possibile.
È l’uomo della strada, il cittadino medio – quello che vota e paga le tasse e quindi per interposta persona prende le decisioni* – ad essere fermamente convinto che la scienza sia una cosa complicata e inutile.

Ed è stata una scelta, una scelta presa per noi dalle persone di cui ci fidavamo – chi decise i programmi scolastici, chi decise i finanziamenti alla ricercha, chi dichiarò sdegnosamente

con la cultura non si mangia

Ecco, il punto è che allo stato attuale delle cose, non c’è nulla – ma davvero nulla – che impedisca a chiunque lo desideri, di vivere al livello tecnologico e scientifico che più desidera.
Davvero.
Ritenete che vaccinare i vostri figli sia sbagliato, che i grandi felini siano erbivori eccentrici e ci siano cose che Dio non vuole che gli uomini sappiano?
Accomodatevi.
Nessuno vi impedisce di costruirvi la vostra piccola civiltà antitecnologica da qualche parte, e mietere i risultati delle vostre decisioni.
Semplicemente, non imponete la vostra ignoranza agli altri.
A noi.
Ai vostri figli – ammesso che sopravvivano fino all’età adulta senza cure mediche specialistiche e vaccinazioni.

normalNe Gli Idioti in Marcia, un racconto che ogni giorno diventa più profetico, Cyril Kornbluth descrisse un mondo in cui pochi scienziati e tecnici sovraffaticati e disperati cercano di tenere in piedi un mondo nel quale la maggioranza dei cittadini sono completamente stupidi.
Ci stiamo arrivando.

Il grosso problema non consiste nel convincersi che l’analfabetismo scientifico sia stato sconfitto – magari abbassando gli standard per fare più punti negli studi statistici – né nel fatto che ci siano idioti che affermano che i leoni sono animali vegetariani.
Il grosso problema è che la maggioranza, costituita da persone che non sono scientificamente analfabete, sono scientificamente indifferenti, scientificamente disinteressate… questa maggioranza che è sempre meno silenziosa sta influenzando la vita e le scelte di tutti con la propria ignoranza.
Se non ci sono fondi per la ricerca è perché la maggioranza delle persone è fermamente convinta che la ricerca sia… no, non inutile, semplicemente qualcosa che non riguarda loro.

La scienza è diventata un simpatico blablabla fra fenomeni da baraccone, e fa ridere da morire – ci sono le risate in sottofondo, quindi per forza deve far ridere davvero… ha ha ha ha.

Ora, chiunque è liberissimo di suicidarsi come ritiene opportuno – ma non dovrebbe coinvolgere nella propria auto-immolazione dei passanti ignari.
Ma è ciò che sta succedendo in questo momento.
Ed è preoccupante.
Darsi delle pacche sulel spalle e illudersi che sia tutto meglio, non cambia le cose.
Gli idioti sono in marcia – e son convinti che i leoni siano vegetariani.

————————————————-
* Sì, vi prego, venite a spiegarmi che il voto del singolo non conta nulla “tanto fanno quello che vogliono” – è bello vivere senza responsabilità, vero?

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

33 thoughts on “Gli Idioti in Marcia

  1. Esistono soluzioni, ma tutte quelle che mi vengono in testa non sono democratiche. La prima, e lo dico da vegetariano ultraventennale, é abbandonare nella savana per un po’ il tipo che ha detto la seconda frase.

  2. il tipo che ha detto la seconda frase, se (come probabile) è vegetariano, nel momento in cui viene sbranato dalle bestie inferocite potrebbe anche convincersi che la sua affermazione fosse esatta: lo stanno sbranando per mangiare il contenuto del suo stomaco.
    io comunque mi chiedevo se le due frasi le avesse dette lo stesso tipo. sarebbe atroce.

  3. Benvenuto nell’ italia (minuscolo) del medioevo prossimo venturo.

  4. per quanto mi riguarda sostengo da tempo che l’unico motivo per cui la democrazia ha un senso è che le forme di governo monarchiche (assolute) sono per ovvi motivi troppo aleatorie: con il potere concentrato nelle mani di una persona si potrebbero ottenere risultati strabilianti così come catastrofici (dipende chi è il tizio al comando)
    con una democrazia al contrario siamo condannati a una mediocrità pressochè assicurata: è infatti una forma di governo dove la bontà del risultato dipende dal grado di intelligenza e di correttezza dei votanti (oltre a saper riconoscere le scelta oggettivamente migliore è necessario avere la volontà i mettere in primo piano il benessere comune a discapito egli interessi personali)

    un’altro fatto oggettivamente allarmante è il rapporto tra i figli fatti da gente con diverso Q.I.
    oggettivamente si tratta di due parametri in genere inversamente proporzionali… a tal proposito è molto interessante il film “Idiocracy”

    ps: fino ad ora le migliori “perle” le ho sentite nei gruppi antivivisezione e in quelli a favore dell’omeopatia…

    • Io trovo sempre abbastanza curioso – e vagamente preoccupante – che alla frase “l’Italia è una nazione di ignoranti” la risposta sia sempre “è colpa della democrazia”.
      Ora, io credo che questa storia che è colpa della democrazia sia una socchezza – è come mettere un bambino di sei anni alla guida di un aereo e poi incolpare l’avionica dello schianto.
      La democrazia non è un sistema perfetto ma è il migliore che abbiamo, ed è tanto meglio quanto migliore è il livello culturale della popolazione coinvolta nei processi democratici.
      La democrazia vuole dei cittadini informati.
      Ed è sull’informazione dei cittadini che noi abbiamo fallito.
      Tocca quindi ai cittadini fare il possibile per migliorare il processo – ad esempio accorgendosi che chi è stato eletto in buona fede ha poi proceduto a lavorare per cortocircuitare il sistema a proprio vantaggio.
      La democrazia richiede cittadini svegli.
      Ma forse abbiamo dormito troppo a lungo.

  5. La democrazia richiede anche strumenti validi ed onesti a disposizione del cittadino. Non puoi chiedere continuamente ai cittadini di rimediare con strumenti spuntati alle magagne del sistema, perchè in tal caso o li spingerai ad una rivoluzione (non è il nostro caso), oppure li stancherai abbastanza rapidamente e ne farai un popolo di gente prostrata e rassegnata.
    In Italia abbiamo una democrazia che utilizza sistemi non violenti (almeno in parte) per raggiungere lo stesso scopo di una dittatura: plasmare un cittadino medio nell’inconsapevolezza, nel pressapochismo, nel qualunquismo e nell’incapacità di ragionare libero da schemi o da luoghi comuni.
    Questa la mia umile opinione.

  6. L’intera situazione è spaventosa e negli ultimi anni mi è capitato di vedere i risultati di queste pratiche aberranti (come il rifiuto dei vaccini che in America in alcune zone ha portato al riaffiorare di malattie).Concordo in pieno con te,se questo persone vogliono suicidarsi lo facciano ma senza imporre la loro stupidità a chi è più giovane.

  7. Allora non ho capito. Pazienza. sarò uno degli idioti di cui si parla.

    • Ilproblema non è insito nel sistema – il problema è dato da come il sistema viene utilizzato.
      Non puoi incolpare il sistema se questo non funziona nel momento in cui tu ne sovverti le regole.
      È come la ricetta della torta al cioccolato – se tu provi a farla senza cioccolato, e non ti piace, non puoi dirmi che la colpa è della ricetta.
      Qui è la stessa cosa – il sistema richiede cittadini informati.
      Se i cittadini decidono di non informarsi, e si lasciano cullare nella convinzione che informarsi non serve, il problema non è il sistema, è che il sistema viene abusato.
      E tutti i sistemi possono essere abusati – il bello della democrazia è che garantisce un maggior controllo pubblico rispetto agli abusi… ma i controllori devono fare il loro lavoro, e non aspettare che qualcun’altro faccia il loro lavoro al posto loro.

  8. A me non pare che nel nostro paese il “sistema” incoraggi” il cittadino all’informazione e alla consapevolezza. E parimenti mi sembra che anzi chi si prenda la briga di approfondire i temi della società in cui vive molto spesso rischi di essere osteggiato dal sistema stesso. Una democrazia funziona (con tutti i suoi limiti) se governo e cittadini lavorano onestamente e consapevolmente in sinergia, nel rispetto reciproco. E non mi pare il nostro caso. Tra l’altro se c’è una cosa che abbiamo imparato è che di solito non vi sono conseguenze agli scandali variegati del potere. Un cittadino comune non ha in mano i mezzi di cui dispone chi governa. E d’altro canto una democrazia che funziona dovrebbe in teoria aiutare i cittadini più in difficoltà a capire l’importanza dell’informarsi, dell’aggiornarsi e del ragionare a mente aperta. A me pare che succeda il contrario, scoraggiando – come dicevo – anche i più dotati e i più volenterosi.
    Mi sembra difficile pensare che i soli cittadini di una democrazia possano correggere le storture di chi li governa. Abbiamo il voto, ma se mi permetti di scegliere solo tra un cretino, un delinquente e un bugiardo si va poco lontano.
    E qui ringrazio e chiudo e torno a marciare con i miei compagni idioti.

  9. io non ho detto che il problema è causato dalla democrazia, solo che le soluzioni che mi vengono in mente non sarebbero democratiche.

    tanto per farmi dare del fascista e dell’ableista dai fautori della correttezza politica, inizierei con una restrizione del diritto di voto basata su una patente elettorale a punti. Sui criteri si può discutere, ma un QI di almeno 100 mi pare una soglia d’ingresso condivisibile. Altrimenti, il voto di un idiota cancellerà sempre il voto di una persona informata, e i partiti mireranno sempre al minimo comune denominatore (la cosiddetta pancia) per attrarre i voti delle persone più facilmente influenzabili, e visto che il sistema è questo, chi governa sarà sempre interessato a mantenere lo status di ignoranza che è la sua base elettorale.

    Il principio che tutti i voti valgano uno, poi, mi sembra illogico. A una persona che contribuisce di più al bene comune, che ne so, un tizio che inventa una cura per una malattia, o che spende tutto il tempo libero per fare volontariato, visto che dargli soldi non è possibile, diamogli più punti sulla patente di voto. Se è una persona migliore, dovrebbe valere di più nelle decisioni prese a riguardo della società.

    Poi per carità, so che quello che dico può essere visto al massimo come una ingenua provocazione e non si farà mai… ma non mi risulta che qualche paese abbia mai provato un sistema simile.

    • @Andrea
      Sì, esistono modelli che collaudati su piccola scala funzionano – come quello di assegnare un peso ai voti in funzione del coinvolgimento sociale, o il sistema della cittadinanza multipla.
      Perché no, ci si può provare.
      Anche questi naturalmente sono sistemi che possono essere abusati – ma è poi quello il punto.
      Tutti i sistemi nei quali l’amministrazione del potere è diffusa si prestano ad abusi, esattamente come quelli incui il potere è acentrato su una o poche figure.
      La differenza è che nei sistemi diffusi sono i partecipanti al sistema che devono avere cura di rilevare e segnalare gli abusi.

  10. Povero medioevo! Un sacco di gente si è fatta il culo a capanna per ricercare e mantenere quel poco che delle scienze era sopravvissuto e alcuni sono pure morti male, hanno fatto quel che si poteva coi pochi mezzi che avevano. C’era molto interesse da parte di pochi nel fatto che queste branche rimanessero il più indietro possibile, ma la cosa grave è che adesso non c’è questo interesse, peggio. C’è un totale disinteresse da parte del comune, che ti considera a sua volta un povero idiota se fai qualcosa di questo genere. Posso googlare tutto, quindi io pincopanco qualunque posso fare il dottore fisico quantistico storico vattelapesca. Vorrei che almeno avessero la decenza di vivere seguendo le loro capraggini, senza tutte le volte cercare di evangelizzare la gente contro vaccini, diete, cure, cultura…

  11. Quando sento qualcuno parlare di “scienza ufficiale” mi si accappona la pelle. Se applichi il metodo scientifico è scienza, se non lo applichi sono elucubrazioni, più semplice di così.
    E va anche peggio per le discipline umanistiche, dove mancando il supporto dei numeri il rischio di cadere nell’opinionismo è ancora più grande.

    Ne approfitto per spezzare una lancia a favore del “mio” medioevo: ci sono stati sì i secoli bui, quelli dell’alto medioevo direttamente conseguenti al collasso di Roma, che oggettivamente non sono stati il periodo più brillante della nostra storia, con la scomparsa delle istituzioni romane, con l’Europa saccheggiata a turno da vichinghi, saraceni e magiari, e la conseguente nascita del feudalesimo.
    Ma ha anche dato vita a numerosi rinascimenti, quello quattrocentesco che conoscono tutti non è il solo. C’è stata l’epoca carolingia, c’è stata la rinascita del XII secolo; il Medioevo ci ha lasciato le università, ci ha tramandato il diritto romano; è stato un periodo dove se non si può parlare di avanzamento scientifico propriamente detto bisogna però riconoscere che la tecnica ha continuato ad evolversi in mille maniere.
    Fra l’altro la connotazione negativa data a tutto quel millennio (che più correttamente dovrebbe chiamarsi Medi Evi) nasce dalla constatazione, fatta dai letterati rinascimentali, che in abito letterario era possibile individuare un lungo periodo di declino intercorrente fra, appunto, la produzione letteraria dell’epoca greco-romana e quella rinascimentale. La connotazione negativa generalizzata a praticamente tutti gli aspetti della cultura e della società del tempo è arrivata in un secondo momento ed è molto meno aderente alla realtà rispetto alle considerazioni di cui sopra.

    Perdona l’off topic, ma sono cose a cui tengo🙂

  12. Davide se hai libri o siti da segnalarmi sull’argomento, lo apprezzerei molto. Mi servono per il mio setting fantasy collettivista. Sì ovviamente l’estremo del mio ragionamento è Fanteria dello Spazio e non credo nessuno voglia arrivare a quello.

    • @Andrea
      Una delle prime cose che mi viene inmente è The Transparent Society, di David Brin, che è più sulla questione della responsabilità personale che non sul sistema democratico tout-court… poi ci sono soprattutto articoli…
      Prova a fare un giro sul sito di Brin, che dei link li trovi.
      Se trovo un po’ di roba te la comunico in qualche modo.

  13. E’ il segno dei tempi Davide ed è un gran brutto segno dei tempi.

  14. La borghesia più ignorante e il popolo più analfabeti d’Europa. Ignoranza e paranoia, che fanno spesso comunella, portano dritte dritte ai deliri di cui sopra: la scienza ufficiale ci tiene nascosto che il leone è vegetariano perché è sul libro paga delle multinazionali.

  15. Come tutti i post più generalisti, anche questo contiene dei possibili eccessi. Per esempio, gli idioti sono dappertutto, ma ci sono molte ragioni nel vegetarianesimo/veganesimo e nella contestazione (intelligente e preparata) all’attuale ipersanitarizzazioni delle nostre società (leggi: il problema dei vaccini e non solo ovviamente: ho il malditesta? prendo una pillola). Inoculare appositamente malattie terrificanti in dei neonati, 3 per volta, 4 volte prima che compiano un anno, conservati con metalli pesanti e, spesso, di ceppi virali che presumibilmente non prenderanno mai, a molte persone sane di mente pare una minchiata, che per di più mette a rischio la salute del bambino.

  16. @ Claudio

    La democrazia non e’ un sistema che “incoraggia”, quello (se ti va bene) puo’ essere un governo illuminato. La democrazia come sistema politico e’ principalmente una guerra tra interessi contrapposti.
    Democrazia e’ scontro, libera informazione, continue incazzature quando senti qualcuno dire cose che ti fanno ribollire il sangue e la liberta’ di dire che e’ un coglione ogni volta che ne hai l’occasione. La democrazia e’ partecipazione, dare il proprio contributo e andare via.
    Democrazia sono i Rotary Club contro i centri sociali, le riunioni della confindustria contro le manifastezioni sindacali con partecipanti portati in piazza coi pullmans.
    Democrazia e’ poter fare qualcosa di scandaloso per vedere di nascosto l’effetto che fa. Democrazia e’ non tollerare gli abusi di piccoli arroganti funzionari, segnarsi i nomi, ricordarsi le promesse, fare liste dei buoni e dei cattivi. Democrazia e’ dare il voto ai grillini e poi cambiare idea e non darglielo piu’. Democrazia e’ vivere immersi nella realta’, cercare di cambiare una realta’ che non ci piace o anche fuggirla.
    Incoraggiare la democrazia non e’ responsabilita’ del sistema, e’ responsabilta’ dei cittadini, perche’ sono loro che devono controllare i controllori.

  17. @Andrea. Per quanto sia un sogno che credo abbiamo accarezzato in molti il suffragio universale è un traguardo dal quale non è possibile distaccarsi per tornare indietro per un semplice e banale motivo: che le persone che oggi votano con la pancia e lamentandosi che tanto son tutti uguali e non cambia niente (e magari non votano affatto) domani si rivolteranno, in armi, chiedendo agli altri che diritto hanno di prendere decisioni che li riguardano senza coinvolgerli.
    E tu che puoi rispondergli? La verità è che avrebbero ragione, a meno che di non abbracciare la risposta del “perché noi siamo migliori e abbiamo il diritto di scegliere anche per voi” il che, però, è una scelta di campo enorme che porta su chine ampiamente battute e poco piacevoli.

    @Michele. Ho colto l’occasione di essere passato davanti a un banchetto animalista per prendere un pamphlet contro la vivisezione e comprendere meglio le tesi antivivisezioniste. La frase di apertura era “Per vivisezione si intende ogni esperimento che coinvolge un animale”. O dietro la lotta antivivisezionista c’è una malafede incredibile o siamo di fronte a gente che son stati capaci di ridursi da soli al livello di cittadini della Londra di 1984.

    @Claudio. La diatriba cittadini pigri/politica che alimenta cittadini pigri è un circolo vizioso. La classe dirigente non cala da Marte ma cresce nella società. Se la società è fatta di persone che preferiscono il gossip sulle barche di D’Alema e le fantasie sui chinotti della Carfagna a delle serie analisi politiche crescerà giornalisti che preferiscono scrivere di gossip e fare analisi che parlano alla pancia della gente invece che tentare di informarla e politici che preferiranno parlare ai bassi istinti degli elettori piuttosto che convincerli tramite buone politiche.

  18. Il fatto che in Italia -per riferirsi ai givernanti- si parli di “casta” ci dice che il nostro problema non é un eccesso di democrazia, bensì una mancanza di questa.
    Chi é al potere é progressivamente riuscito a svincolarsi dal controllo dei cittadini. L”ignoranza dei cittadini é strumentale al raggiungimento di questo obiettivo

    Claudio M.

  19. PS: onde evitare fraintendimenti, mi firmo “Claudio M” per distinguermi dal mio omonimo che compare prima di me nei commenti.
    Ribadisco: non siamo la stessa persona :p

    Claudio M.

  20. Oppure ci dice che il nostro problema è un’eccessiva autoassoluzione dei cittadini😀 mai fare una statistica dai casi di vita vissuta, vero, ma la pacifica diffusione del sistema clientelare nel nostro Paese (tanto per le grandi che per le piccole cose), dei gruppi chiusi di interesse (dai tassisti alla confindustria) e il fatto che la maggior parte di quelli con cui approfondisco il discorso (quella è una casta!) alla fine lamentano che “quelli possono, noi no” mi fa pensare che, sì, quella politica è una casta, espressione di una società che ragiona per caste😀

  21. I miei due cent sull’argomento; il rapporto tra scienza e percezione della medesima da parte dell’opinione pubblica non è mai stato dei più corretti nel nostro paese. Si potrebbe affermare che fino agli anni del boom economico c’era la contrapposizione rispettosa tra chi era al di qua della barriera culturale rispetto a chi ne era rimasto escluso (il famoso “tizio ha ragione perché ha studiato”) e a sostegno dell’argomento si potrebbe anche far notare come i “camici bianchi” avessero una reputazione nella società, così come figure fondamentali come gli insegnanti.
    Il declino non esattamente da quando parta, mi verrebbe da suggerire tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80. Non a caso un periodo di grande inquietudine sociale dopo il picco massimo dell’espressione delle libertà civili (i referendum sull’aborto e sul divorzio) e non a caso il periodo degli ultimi grandi misteri italiani (fino all’attentato della stazione di Bologna?). Dopo c’è stato un riflusso culturale mostruoso, sia sul piano politico che su quello istituzionale. Nel 1984 muore Berlinguer, a mio parere l’ultimo degli statisti italiani del dopoguerra.
    (sorry, i miei due cent sono lunghi)
    Il modello culturale-edonistico degli anni ’80 secondo me ha fatto molti più danni della deriva del ’68 che tanto viene indicata come modello negativo. Ne derivano la finanza “facile”, un sistema di valori fortemente deviato, la rovina del mondo scolastico (zero investimenti da quegli anni in avanti), fino al crollo del sistema-architrave dell’economia italiana (la Mediobanca di Cuccia) dopo i vari crash finanziari che hanno portato all’inizio dei ’90 a Mani Pulite. Che c’entra la scienza? È la conseguenza del declino del sistema scolastico e del progressivo spostamento di valori nel campo lavorativo. Se dai più spazio alla finanza e meno alla produzione, diventa più importante chi genera soldi che non chi fa brevetti.

  22. @Hendyoke
    Sono d’accordo. Non stavo assolvendo nessuno: sono purtroppo sicuro che conosciamo tutti qualcuno che dice “lo voto anche se so che é disonesto”😦
    Quello che mi preme ribadire é che il problema non sta nella democrazia come sistema in sé, ma nei modi in cui può essere distorta o svuotata.

    Claudio M

  23. Eh, signora mia, non ci sono più le mezze stagioni…😉

  24. Questo è un mondo/universo darwiniano, così possono passare anni o decenni, ma alla fine ogni scelta ha il suo “compenso”, per i singoli come per le nazioni.
    Comunque noto che il meme del decennio cattivo degli 80s continua, da parte mia non lo condivido per niente, se si vuole stabilire l’inizio del declino, per quel che vale e importa adesso, consiglierei di annotarsi il decennio dei 90s.
    Perché?
    E’ stato il momento in cui ci siamo schierati, chi col “nuovo sogno italiano” e chi, come me, tra i puri e duri crociati contro il grande satana B. No non rinnego la scelta, la rifarei sempre, solo che adesso forse perché più vecchio vedo che il grande nemico era solo un uomo, e che sarebbe bastato fare politica per prevalere, invece nel momento in cui questo paese era libero non più stretto tra est ed ovest, ci siamo messi a “giocare” alla politica, e pur di far vincere il nostro schieramento ci siamo turati il naso, abbiamo ingoiato di tutto, siamo diventati acritici verso tutte le parole dei “nostri”, ci siamo disinteressati dal chiedere conto dei risultati e ci siamo illusi che per avere il paradiso in terra, bastava far vincere le “nostre bandiere”.
    E’ colpa nostra, ignavi disinteressati o schierati che si fosse, e ora abbiamo il nostro “compenso”.

    Beh certo, questa la mia visione, liberi di non condividerla.

  25. @hendioke, la mia proposta é dinamica. Se hai perso punti nella patente di voto puoi riconquistarli, e dare l’esame tutte le volte che vuoi, oppure impegnarti nel sociale per accumularne di nuovi. Almeno avremmo un meccanismo bastone carota per cui gli strati meno “svegli” che però vogliono contare si buttano nel volontariato. Mi rendo conto che é utopico.

  26. Sarò ignorante io o avrò degli stereotipi in testa ma… le buffonate scientifiche le sento per lo più da veganoidi estremisti.

    Detto questo… io non posso farci nulla, se non piangere.

    Sapete, sono un normale ragazzo di diciassette anni, non ho vissuto nessuno dei decenni precedenti al 2000, non ricordo le lire in uso e tanto meno la politica e la società dell’epoca.

    So solo che quella attuale mi fa schifo, e sta influendo sul MIO futuro.
    Su quello della MIA generazione.
    Perché saremmo noi a dover vivere nelle macerie di una nazione (o forse di un mondo) colpito dal flagello dell’umanità di questi ultimi 30 anni.
    La cosa mi deprime perché effettivamente noi “gggggggggiovani” non abbiamo colpe.

    Chissà come saremmo tra 10 anni.

  27. Non avrei saputo articolare meglio il pensiero espresso esaustivamente in questo post.
    Ha dato voce a ciò che mi girava in mente da mesi e al quale non riuscivo a dare voce per lo choc.
    Choc che può provare una persona, cresciuta a pane e Piero Angela, per il ritrovarsi in un tale mondo di puntini puntini.
    Mandiamoli tutti a colonizzare Venere!

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