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They Let Me Live_Jul-Aug 1947They Let Me Live venne pubblicato nel numero di Luglio/Agosto 1947 della rivista Doc Savage, uno dei due romanzi che i lettori delle avventure del più popolare eroe dei pulp di tutti i tempi potevano leggere per un quarto di dollaro (insieme a un po’ di racconti, alla pagina della posta, ed ai consigli di Doc per diventare dei bravi cittadini e degli eroi dei pulp come lui).

È una delle prime cose scritte da John D. MacDonald, ed è una strana faccenda.
Molto strana.

Comincia fra le vette del Himalaya e pare una storia d’avventura esotica, poi vira repentinamente per diventare un noir ambientato nell’America del secondo dopoguerra, e in un colpo di coda finale si trasferisce a Ceylon e si trasforma in una spy-story.
Davvero una strana faccenda.

Howard Garry è un ingegnere civile che ha servito nel genio durante la Seconda Guerra mondiale.
Precipitato durante un trasferimento sulle montagne del Tibet, Garry torna al mondo con un vuoto di memoria di un intero anno, ed una quantità di traumi fisici.
Rientrato in patria, Garry scopre che un suo collega ed amico, Dan Christoff, è morto in circostanze misteriose mentre serviva a Ceylon; l’inchiesta ufficiale lascia intendere una condotta disonorevole, ma Garry non ci crede.
E comincia ad indagare in privato per scoprire cosa sia successo davvero.
Dopo aver rintracciato i commilitoni del defunto Christoff, Garry ritiene di avere dei sospetti ancora abbastanza fondati da decidere di partire e visitare il luogo del delitto, in modo da incontrare due personaggi centrali nell’intera vicenda.
E così facendo si caccia in un autentico intrigo internazionale.

John D. MacDonald

John D. MacDonald (Photo credit: Wikipedia)

They Let Me Live è una storia scritta per pagare l’affitto, da uno scrittore esordiente che è riuscito – meritatamente – a fare il colpaccio e a vendere per una delle riviste pulp di maggior profilo sul mercato.
È facile immaginare il giovane MacDonald che, nel mettere insieme questo romanzo breve (30.000 parole), compila una lista di elementi indispensabili per piacere ai lettori di Doc Savage.
Mistero himalayana – c’è.
Strana morte di un brav’uomo – c’è.
Località esotiche – ci sono.
Complotto internazionale – ok.
Spie – una mezza dozzina.

A tenere insieme il tutto – ed è un tutto abbastanza disomogeneo – c’è il classico stile narrativo di MacDonald.
Si allineano i testimoni e i sospetti, e si interrogano, ricostruendo il mosaico, e piazzando il lettore nella testa del protagonista.

C’è molto, nella parte centrale di questa storia, che ritroveremo in Travis McGee – l’indagine come viaggio, come incontro con personaggi tratteggiati con economia, spesso individui meno che raccomandabili.
Garry indaga a corpo morto, arrivando addosso alle persone e facendo domande – una tecnica che McGee raffinerà infinitamente, ma che rimane la base: si infastidisce il prossimo finché i cattivi non si trovano nella necessità di reagire.
E a questo punto si colpisce.
Duro.

In linea di massima, la trama di They Let Me Live non è esattamente a tenuta stagna – ci sono parecchi buchi, un paio di personaggi sospettissimi che scompaiono nel nulla, almeno due personaggi buttati via in maniera quasi criminale –  ma l’energia e le invenzioni trascinano il lettore fino alla fine, e per questo merita di essere incluso in The Good Old Stuff.
Aiuta, ed aiuta tanto, l’ambientazione esotica della seconda parte – basata sulle esperienze personali di MacDonald, che davvero servì nei servizi segreti nel settore Birmano-Indocinese durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il panorama di imprenditori coloniali pallidi e viziati, ufficiali britannici pomposi e servitori indigeni sorridenti e spaventosamente indifferenti al destino dei loro datori di lavoro occidentali, ha il sapore amarissimo della verità.

Ci si può imparare qualcosa?
Sì – in un solo paragrafo, MacDonald ci segnala la vera natura ed il vero carattere di uno dei protagonisti -e lo fa usando solo un pettine, una spazzola ed uno specchio.
Elegante – maledettamente elegante.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

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