strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Nella giungla in yacht col comandante Gatti

3 commenti

La prima cosa che mi colpisce, nel cercare informazioni sul Comandante Attilio Gatti, è che stando a Wikipedia, l’avventuriero ed esploratore italiano nacque nel 1896… e non risulta essere morto.

0305002737-l

E io non posso che domandarmi se, durante le sue spedizioni in Africa, Gatti non abbia scoperto qualche misterioso rituale, qualche segreto intruglio o qualche antica tecnologia, e non abbia così ottenuto l’eterna giovinezza, e se ne stia in questo momento su qualche spiaggia esotica, alla veneranda età di 118 anni.

Molto attivo fra gli anni ’30 e gli anni ’40, Attilio Gatti pubblicò una quantità di libri sulle sue esplorazioni africane – libri che uscirono anche da noi fra gli anni ’50 e gli anni ’70, testi che risultano fuori stampa da anni, e che si trovano usati a prezzi quantomai stravaganti su Amazon, di solito in copia unica.
Non sorprenderà i lettori di strategie evolutive scoprire che Attilio gatti è stato completamente rimosso dalla storia del nostro paese – non si trovano i suoi libri, non si vedono in giro i suoi documentari.

Non aiuta, naturalmente, il fatto che Gatti pubblicasse quasi esclusivamente in inglese – e molti dei suoi lavori dovessero tornare inpatria in traduzione.

Non male, per un uomo che era arrivato in America nel 1930 conoscendo solo 19 parole di inglese (ci domandiamo quali), e coi postumi di una grave forma malarica autoimmune nota come “blackwater fever” (che comporta la fratturazione dei globuli rossi e il rilascio diretto di emoglobina nel sistema circolatorio).
Gatti era reduce da una disastrosa spedizione africana – la sua settima – e non aveva una lira.
Per sopravvivere, si mise a scrivere libri sulle sue imprese africane – un catalogo incompleto delle sue pubblicazioni in inglese elenca sedici titoli, più uno a nome di sua moglie Ellen – ed una infinità di articoli.

Ciò che maggiormene colpì l’immaginazione dei suoi contemporanei – al di là delle sue descrizioni di culture esotiche come i pigmei o i watusi – fu il fatto che nel 1937, il comandante gatti decise di affrontare la giungla… in yacht.

IH-jungle-yacht-700x433

La International Trucks produsse – su specifiche dell’esploratore – due veicoli articolati che avrebbero dovuto unire la praticità di mezzi adatti ad esplorare la giungla, con il confort e il lusso “dell’attico di Park Avenue dell’esploratore”.
Il servizio dell’Istituto Luce del 1938 si scorda in effetti di menzionare che i mezzi e il grosso del finanziamento erano americani (Gatti era sponsorizzato fra gli altri da una nota casa produttrice di trattori).

Il risultato – un veicolo dal look opportunamente retrò e dotato di cinque stanze – pare uscito da un film, ma Gatti usò questi mezzi, e con successo, in due spedizione, nel 1937-40, e nel 1947.

E credo sarà il caso di cercare qualcosa da leggere, del Comandante Gatti, perché mi pare si tratti davvero del mio genere di personaggio.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Nella giungla in yacht col comandante Gatti

  1. Mi sembra di averlo sentito citare in un programma di RaiStoria proprio sugli esploratori italiani in Africa, negli anni 30 ci furono diversi pionieri che mapparono i territori inesplorati dell’ Abissinia e dell’Etiopia e da noi praticamente vengono ignorati. E con questo intendo dire ignorati anche dalla storiografia.

    • Sì, sono stati completamente rimossi – e non è che questi andassero ad accoppare la gente coi gas nervini, erano semplicemente esploratori, documentaristi, avventurieri.
      Ma da noi l’avventura hanno deciso che non è una cosa bella.

  2. Non lo conoscevo e mi hai incuriosito,devo vedere se riesco a trovare qualcuno dei suoi libri in alcune librerie dell’usato che frequento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...