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Kindle Unlimited e gli ebook in streaming

8 commenti

E così Amazon mi ha scritto.
Mi informa, il signor Bezos, che sta per partire una cosa che si chiama Kindle Unlimited, e che funzionerà più o meno così – io pago dieci dollari al mese, e posso scaricare e tenermi per un mese tutti gli ebook in catalogo.

Insomma, invece di venderli, ora Amazon gli ebook li affitta.

Immagino che la notizia sia arrivata anche a voi.
E a seconda di ciò che avrete letto in giro per il web, questa è l’ultima manovra del Grande Diavolo Americano che vuole trasformare la cultura in bene di consumo, o è la cosa migliore che sia mai accaduta da quando abbiamo smesso di usare il papiro, e renderà la lettura facile libera e bella.

Io per il momento preferisco sospendere il giudizio.

Di fatto già adesso è possibile scaricare qualunque ebook in catalogo a costo zero, previo abbonamento, su Amazon.com, Amazon.co.uk e Amazon.jp.
E foprse anche su Amazon.de, ma non ne sono sicuro.
È un servizio incluso nel programma di affiliazione Amazon Prime.
Kindle Unlimited si limiterebbe a estendere il permesso a chiunque paghi non un abbonamento annuale, ma unabbonamento mensile.

Come lettore, non so se la cosa mi piaccia.
Certo, mi permetterebbe di provare un sacco di autori sui quali magari non mi sento al momento di puntare i miei pochi soldi.
Ma di fatto esistono le anteprime – è già un modo per provare, abbastanza simile all’andare in libreria e leggersi le prime dieci pagine di uno dei libri sullo scaffale.
Dieci euro, se li devo spendere in un mese, li distribuisco ad autori che apprezzo, acquistando il loro materiale.

Come autore, vedo due elementi che mi sembrano interessanti.
Badate, non buoni o cattivi, solo interessanti.

Il primo è che i miei ebook potrebbero avere una maggiore circolazione – si ipotizza che le persone prendano in prestito ebook brevi di autori sconosciuti, e questa descrizione mi si adatta abbastanza bene.
Potrei allargare il mio giro di lettori – e non ricorrendo a promozioni gratuite, ma venendo pagato per questo.

Poiché Amazon pagherà le royalties, in funzione del prezzo medio dell’ebook – per tutte le copie delle quali risulterà letto almeno il 10%.
Che è poi l’equivalente dell’anteprima gratuita.
Perciò a questo punto, se i miei potenziali lettori scaricassero l’intero ebook anziché l’anteprima, io ci guadagnerei una percentuale.

La questione del prezzo medio e del 10% è il secondo fattore interessante.
Perché a questo punto naturalmente è mio interessa mantenere il prezzo alto – in modo che la media del prezzo di quella categoria di ebook sia alta, e la mia percentuale pagata sia alta.
Questo significherebbe l’estinzione degli ebook a 99 centesimi – o per lo meno la drastica riduzione di quella fascia di prezzo a quei libri che hanno un buon motivo per avere un prezzo basso.
Perché – e badate che a questo punto le percentuali pagate non le conosciamo, e quindi la domanda è assolutamente senza risposta – la domanda è, meglio vendere un ebook a 99 centesimi, o affittarne uno che è in una categoria la cui media di prezzo è 9.99 euro?

La risposta ovvia è che nessuno mi impedisce dicoprire entrambi i mercati – ma a questo punto a meno che il mio lavoro non valga davvero 99 centesimi, perché non metterlo più caro e alzare la media, tanto per non correre rischi?

E poi c’è l’effetto sulla scrittura – perché a questo punto io voglio che il mio ebook trascini il letore per lo meno fino all’11% della storia, per ovvi motivi.
E mi domando che effetto avrà questo sulla scrittura.
Già ora la formattazione e l’impaginazione degli ebook, quando è fatta bene, è fatta per mettere nel 10% dell’anteprima quanta più polpa possibile.
Ora la strategia non sarebbe più una questione editoriale (mettere in mano al lettore un bel campione del libro) ma narrativa (scrivere in modo che il lettore arrivi almeno all’11% di testo letto, in modo che io possa incassare).

Quest’ultima considerazione scatenerà forse l’indignazione da parte degli amanti dell’arte, ma di fatto già adesso si scrive in questo modo.
La mia storia deve avere un avvio tale da agganciare il lettore – o, prima ancora del lettore, l’editor o il lettore che pesca il mio manoscritto dalla pila delle proposte.
Cambia poco, quindi.

Ma staremo a vedere.
Per ora, credo che festeggiare o prevedere la catastrofe sia comunque prematuro.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “Kindle Unlimited e gli ebook in streaming

  1. Belle riflessioni,davvero interessanti. Proprio ieri mi sono imbattuta in un libro che era in kindle unlimited e leggendo la descrizione dell abbonamento mi sono chiesta se avesse senso. In Italia il prime non offre sugli ebook lo stesso servizio del prime in America pero costa di meno. La mia impressione almeno per l Italia è stata che si volesse frazionare la spesa in due anziché in un solo abbonamento e quindi farlo costare di più. Però anche io sono piuttosto “fredda” a riguardo. Vedremo. (Mi scuso per la mancanza di accenti, maiusvole, virgole e apostrofi,scrivere questo commento dal mio telefono è stata una vera prova di pazienza)

    • Sì, in Italia prime è rivolto principalmente al cartaceo.
      E mancano un sacco di altri servizi che per Amazon sono normali all’estreo.
      Staremo a vedere.
      E non preoccuparti per gli accenti – tanta costanza per commentare dal cellulare ha tutta la mia ammirazione!

  2. L’iniziativa di Amazon, ovviamente! Non mi permetterei mai di insultarti!😉

  3. Non sembra molto brutta l’iniziativa, anche perché già ci sono altri competitor anche italiani che offrivano questa sorta di “noleggio/prestito” degli ebook, e se poi andiamo a vedere nella realtà noi non compriamo veramente i libri elettronici ma semplicemente una licenza, neanche perpetua per poterli leggere. Certo bisognerà vedere come funzionerà, non crediamo che possa aprire chissà quali scenari, in quanto potrà interessare solo ai lettori forti, e in Italia non sono poi così tanti, ma speriamo che possa incoraggiare a leggere, che può essere solo che positivo. Gli introiti per gli autori corrispondono agli stessi per i KOLL, ovvero l’Amazon Prime sopra indicato, con una parte del famoso fondo globale che Amazon mette a disposizione ogni mese. Quindi sarà avulso dal prezzo di copertina, tanto che ora nei paesi dove è disponibile si guadagna più con il noleggio (o prestito) che con le vendite, soprattutto gli autori autopubblicati. Ultime precisazioni con Amazon Prime c’è il limite di un ebook al mese, con il nuovo non ci sono limiti, o meglio si possono scaricare contemporaneamente massimo dieci ebook alla volta (fortunato chi ha tutto questo tempo per poter leggere effettivamente tutti questi libri). Inoltre gli autori autopubblicati per potervi partecipare deve aderire a KDP Select, concedendo l’esclusiva ad Amazon.

  4. Ne parlavo ieri sera col moroso e mi è venuta in mente un’ulteriore cosa: nel caso in cui io acquisti un ebook, dica a Amazon di mandarlo alla mia applicazione di lettura sul pc, dal pc lo converta con Calibre (o simile) e poi me lo legga con il mio e-reader non-Amazon… Amazon non potrà mai dare la sua legittima quota all’autore.:/
    A meno che Amazon non vada a imporre sugli ebook di Kindle Unlimited dei DRM tossici che impediscano le conversioni…
    In entrambi i casi, non un bello scenario😦

    • Togliere il DRM è vietato, si potranno anche odiare simili strumenti ma non sono eliminabili, chi lo fa è quasi come se leggesse un ebook pirata, è vero è stato pagato l’ebook, ma purtroppo è così, altrimenti potresti trasferire il file a chiunque e, in teoria, quante volte vuoi.

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