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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Dopo (e durante) il blackout

2 commenti

6a00d8357f3f2969e20192ab30ed93970dRieccoci online dopo una giornata di blackout a singhiozzo dovuta a maltempo.

Non avere la rete è stata una buona occasione per leggere, scrivere e far di conto.

E per valutare un po’ di cose colte prima che le luci si spegnessero e il modem diventasse un fermacarte.

Sto lavorando a due storie per il mercato americano, sto rivedendo un sacco di cose scritte e (ipoteticamente) da pubblicare, e intanto ho messo mano a una nuova storia sbucata dal nulla e della quale ho parlato su Karavansara – per cui il racconto, se mai uscirà, uscirà in italiano, ma riflessioni, annotazioni e making-of stanno venendo fuori in inglese.

L’idea di pubblicare qualcosa di completamente nuovo in italiano mi causa non poca inquietudine.
E non solo perché avevo detto che non l’avrei più fatto, ed ora qualche imbecille dirà “visto?” e poi correrà a cercare un modo per scaricarselo gratis.
No, anche per un sacco di altri motivi.

E d’altra parte, nonostante tutto, se c’è chi legge, perché non scrivere?
Come diceva Harlan Ellison, il fatto che un medico presti la propria opera in un bordello non significa che stia andando a puttane*.

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* In passato alcuni lettori di questo blog hanno dimostrato l’inquietante incapacità di cogliere il significato di questa frase – che è poi uno dei motivi di cui si diceva…

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Dopo (e durante) il blackout

  1. questa cosa che torni a pubblicare in italiano a me fa molto piacere.
    ho provato a leggere aculeo e amunet,ma faccio una fatica a capire tutto!
    prometto che mi impegno a studiare l’inglese.
    ho comprato e letto (nella sala d’aspetto del dentista)una gita a palmyra e mi è piaciuto molto.
    cosi’ come ho trovato molto poetico e toccante buran.
    blooper lo trovo al di sotto dei tuoi standard,anche le idee sprizzano fuori ad ogni riga.
    sto leggendo,con l’app. kindle per android,gli anni del tuono,anche se lo steampunk non m’appassiona più di tanto, lo trovo coinvolgente.
    ciao e buon lavoro.

  2. hey, “qualche”? pensavo di essere io l’imbecille ufficiale da queste parti!
    a propostio:

    Scherzi a parte, ieri dopo aver letto questo post sono incappato in uno vecchio in cui parlavi della “diaspora” dal mercato italiano a quello anglofono, migrazione assolutamente comprensibile sotto tanti punti di vista, ma proprio per questo è doppiamente bello vedere che qualcuno, nonostante i propositi contrari, torna a presidiare il forte.

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