strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Prigionieri sull’Isola degli Inganni

Lascia un commento

61YPu-27ggL._SL500_Mi è tornata in mente L’Isola degli Inganni, alcuni giorni addietro.
Per chi se lo fosse perso, L’Isola degli Inganni (Isle of Lies) , di M.P. Shiel, è uno strano romanzo del 1909 che narra della creazione in laboratorio – per così dire – di un superuomo.
L’idea è che il piccolo Hannibal Lepsius, concepoito al solo scopo di diventare abbastanza geniale da riuscire a tradurre certe antiche iscrizioni egizie, venga allevato nell’illusione che tutti gli uomini siano capaci di imprese straordinarie.
Il semplice desiderio di imitare ed eguagliare quelli che considera gli esseri umani “normali” spinge il ragazzo a crescere sviluppando proprio quele capacità che si suppone tutti posseggano.
Evoluzione forzata attraverso la “peer pressure“, se volete.

Nel momento in cui il giovane scopre l’inganno, ha già acquisito capacità straordinarie – e quindi si rivela al mondo come una sorta di benevolo conquistatore, un tiranno illuminato dotato di super-intelligenza e capacità fisiche straordinarie.
Ma le donne e le distrazioni della vita parigina saranno la sua rovina.

Doug Wildey's cover for Millennium's Doc Savag...

Doug Wildey’s cover for Millennium’s Doc Savage: The Man of Bronze. (Photo credit: Wikipedia)

Mi sono spesso domandato se Hannibal Lepsius fosse un antenato di Doc Savage – l’Uomo di Bronzo è in fondo un personaggio allevato per esprimere il meglio delle potenzialità umane, una sorta di Lepsius senza la piega vagamente totalitaria tipica dei lavori di Shiel, e senza la piega scollacciata che prende il romanzo nella seconda parte (certo, scollacciata per il 1909).

Personalmente non considero Isle of Lies un grandissimo romanzo – è una lettura molto interessante, un curioso e inaspettato esempio di scientific romance, ma Shiel viene giustamente ricordato per altre cose.

Ma in realtà ciò che mi ha fatto venire in mente il romanzo di Shiel, qualche giorno addietro, è stata una serie di osservazioni colte durante l’ora d’aria, qui nel Blocco C della blogsfera.
Molti autori/editori si lamentano del fatto che è molto difficile, nel momento in cui la presenza in classifica su Amazon è un elemento fondamentale per accrescere le vendite, competere con chi manipola la classifica.
Ad esempio cambiando periodicamente la data di pubblicazione – ricevendo in questo modo un boost alla posizione in Top 100 grazie all’algoritmo con cui i server di Amazon calcolano le classifiche.
O con altri trucchetti piuttosto noti, e sostanzialmente sleali.

È estremamente spiacevole immaginare che quello che dovrebbe essere un sistema eminentemente meritocratico – la storia migliore vende di più – possa venire “drogato” da personaggi dotati della moralità di un ghiottone in calore.
E tuttavia – che dire di chi nonostante questo resta in classifica?

Ecco, questo mi ha fatto pensare all’Isola degli Inganni di Shiel – competere contro avversari che barano ci rende stranamente più forti.
E la consapevolezza che, nonostante i loro trucchi, noi si riesca ad ottenere gli stessi risultati con sistemi puliti, è certamente una grande spinta a continuare.

Noi non abbiamo bisogno di barare.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...