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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Maciste e i suoi fratelli

2 commenti

locandina-toto-contro-maciste-189729L’inverno scorso, mentre guardavamo il sole a strisce e nutrivamo i passeri con briciole di pane raffermo, io ed il mio vicino di cella Alessandro Girola ci trovammo a discutere dei vecchi film peplum – quello che viene definito un guilty pleasure che entrambi condividiamo.

Io i vecchi film di Maciste e di Ercole li vedevo nel cinemino della parrocchia.
Sì, ci passavano Tarzan, Zorro, occasionalmente qualche Godzilla e un po’ di peplum.
Ci vidi Matango l’attacco degli uomini fungo, io, al cinemino della parrocchia.
Era una parrocchia maledettamente progressista e anche vagamente pulp.

Il frutto di quella discussione fu la decisione che avremmo provato, tanto per ridere, a scrivere delle storie riciclando il personaggio di Maciste.
Buttammo giù titoli e idee, coinvolgemmo altri complici durante le successive ore d’aria.

maciste-contro-freud-copertina-2-0Io scrissi un racconto e ne delineai altri due, ma poi mi misi a fare altro. Per quanto il personaggio avesse potenziale, mi dissi, non faceva per me.
Quell’unico racconto non era nulla di memorabile.
Alex invece portò avanti il progetto – e la sua serie su Le Imprese di Maciste ha avuto finora un tale successo che ha persino già generato degli emuli.
Dopotutto, dicono che l’imitazione sia la più sincera forma di adulazione – e una testimonianza ulteriore di successo.

L’esistenza di questi ipotetici cloni di Maciste diede vita ad un’altra conversazione nel Blocco C della Blogsfera.
Battute su Patroclo contro Zorro e Menelao contro gli Zombie Vampiro, e naturalmente le solite battute goliardiche che potete immaginare sulle ragazzine che si sarebero messe a scrivere fan-fiction yaoi su Maciste, scritte malissimo però ricche di sensibilità.

Perché l’imitazione sarà anche la più sincera forma di adulazione, ma è anche certamente uno spasso per i colleghi che possono sfottere ferocemente l’autore che in quel momento ha infilato una serie fortunata ed ha un maggior successo.

Fa parte del gioco – non comporta mancanza di rispetto o astio, o invidia professionale.
Quelli che rosicano di solito non reagiscono ai successi altrui con eleganti battute su Ursus nella Valle dei Bradipi Cannibali.

asteria 1Però tutte queste chiacchiere e queste battute, a me diedero un’idea.
E se avessi riciclato quelle vecchie outline, usando un personaggio che mi piacesse di più?
Perché non sarebbe stato male usare quelle storie, con un personaggio che per me potesse essere più divertente da scrivere.
Che mi interessasse di più.
Che mi permettesse di esplorare delle idee che Maciste – con tutta la simpatia – non mi permetteva di esplorare.
E che mi garantisse di potermi arricchire in maniera incommensurabile cavalcando il successo e la popolarità della serie di Alex.

Storie a sfondo vagamente mitologico ma con un twist diverso.
Con per protagonista non un energumeno dotato di forza sovrumana…
Quello, dopotutto, c’è già.
Perché non una bella donna, dotata di tenacia e intelligenza, al contempo passionale e pragmatica?

E così scommisi che avrei scritto una storia peplum al femminile in un finesettimana.
Era fine luglio.

Ora la potete preordinare da qui.
L’uscita ufficiale, come sapete, è il primo di settembre.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Maciste e i suoi fratelli

  1. Ci imitano, ed è ok (beh, quasi). Ci sfottono, ma bonariamente (beh, quasi). Intanto abbiamo rispolverato un genere che qui da noi nessuno si calcola da tempo immemore.
    Il bello delle nostre opere, se posso fare una considerazione immodesta, è che sfuggono alla facile strategia dell’operazione macchiettistica, cercando un taglio epico, o comunque serio.
    Vedremo che porterà tutto ciò…

    Forse a un tag team tra Asteria e Maciste?😀

    • Un team-up dei due personaggi potrebbe essere divertente.
      Poi, certo, si tratta di intrattenimento da quattro soldi – ma pare che piaccia.
      E dire che non facciamo nulla per compiacere il pubblico o strizzare l’occhio ai lettori.
      Unbel mistero…

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