strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Orione, il Cacciatore

3 commenti

9780812532470Quando uno sconosciuto cerca di ucciderlo con una bomba a mano, causando una strage in un locale di New York, John O’Ryan comincia a porsi delle domande su se stesso.
Anonimo impiegato in un’azienda hi-tech, O’ryan scopre di non avere memoria che vada oltre i tre anni, di non avere, a tutti gli effetti una vita – ed al contempo di possedere capacità fisiche e mentali inaspettate.
Poi, la donna che lui ha salvato nell’esplosione al locale muore, divorata dai topi nella metropolitana di Manhattan…
La verità è che nella colossale partita a scacchi fra i Creatori, John O’Ryan è Orion, il Cacciatore – destinato a vagare per il tempo e lo spazio, a caccia del Male, per garantire la sopravvivenza dell’umanità.
Ma il confine fra il Bene e il male è molto discutibile.

Ben Bova, pluripremiato autore di fantascienza, creò Orion nel 1984.
Era interessato a scrivere un romanzo sull’estinzione dei Neanderthal, e trovò l’espediente dell’eroe sballottato attraverso il tempo come strumento narrativo utile per sviluppare le proprie idee in chiave avventurosa.
Il personaggio sarebbe tornato in azione in altri cinque volumi.

1432002378_2d79c68f17In realtà, l’Orion/O’Ryan di Bova ha dei grossi debiti con il Robert Wollf di P.J. Farmer (Makers of Universes) che con il Corwyn di Roger Zelazny (Amber) – tanto che l’avvio dei tre cicli, con l’eroe amnesiaco che scopre la proprisa vera natura, pare una serie di variazioni sul tema.
La principale differenza è che Orion, a differenza di Wolff e di Corwyn, non ha il controllo – è una pedina, non uno dei giocatori principali.
Nel suo lottare per la propria indipendenza, e per sganciarsi dai giochi di potere nei quali viene strumentalizzato, Orion assomiglia a Elric – ma a differenza dell’eroe di Michael Moorcock, Orion è infinitamente più tutto d’un pezzo, infinitamente più “americano”.

E la guerra temporale nella quale Orion è coinvolto – e che ricalca le mitologie classiche – ha un certo sentore di scontro fra i Ragni e i Serpenti, e Orion pare quasi uno spin-off molto pulp delle storie del Changewar di Fritz Leiber.

Ma Bova non è né Farmer né Zelazny né Moorcock né Leiber – la sua prosa è diretta e funzionale, senza particolari guizzi letterari, e se Orion funziona è soprattutto per le idee che l’autore accumula nello sviluppo della narrazione – e che non staremo ad elencare per evitare spoiler.
Orion in questo è forse vagamente più antiquato dei suoi ispiratori, meno interessato all’esplorazione del mito e più focalizzato sulla speculazione scientifica.

Certo, i cinici gridano “Mary Sue” nel momento in cui aprono il romanzo a pagina uno – O’Ryan è ultracompetente, ha capacità affini a quelle di un supereroe, ha un controllo assoluto sulla propria mente e sul proprio corpo.
Chiaramente una fantasia di potere mirata a un pubblico di adolescenti.

Eppure il gioco è forse più sottile, se facciamo credito a Ben Bova di essersi meritato la sua fama ed i suoi premi.
Orion è un eroe che richiama i colossi del pulp, primo fra tutti Doc Savage, sempre perfetto, competente in ogni campo al quale si applichi, combattente letale, mente analitica suprema, incapace di sbagliare.
Ma, per quanto abbia il controllo assoluto sul proprio corpo (e ce ne informi a pagina uno), Orion è anche privo del controllo dove conta di più – le sue scelte personali non sono tali, esistono poteri superiori che lo comandano.
E per tutta la sua meravigliosa competenza, Orion non ricorda il proprio passato, non ha una identità, scompare nella folla.

Il romanzo – ed i suoi seguiti – vennero anche tradotti in Italia, in Urania.
Vale la pena di battere le bancarelle.
Orion è un prodotto degli anni ’80 e si vede, ma non è invecchiato malissimo, e costituisce uno dei capisaldi di un sotto-sotto-genere – quello dell’eroe perduto nel tempo, soldato in una guerra che non può comprendere.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Orione, il Cacciatore

  1. *e io segno*
    Grazie per i sempiterni consigli. Ribadirlo ogni volta è superfluo, ma scriverlo una volta ogni tanto è doveroso.

  2. Mi ha sempre stuzzicato Bova, ma non l’ho mai letto. In particolare mi attirano i suoi romanzi ambientati nel sistema solare. Prima o poi…

  3. Ho amato molto la saga di Orion, anche se Bova ha scritto anche se ritengo il ciclo dei Condannati di Messina il suo capolavoro.
    Purtroppo non tutti i suoi cicli sono stati tradotti completamente, se ben ricordo ho letto un Orion in lingua originale perché Mondadori non lo ha tradotto.
    Comunque un autore che merita, uno di quegli onesti artigiani che danno lustro alla fantascienza.

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