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Le regole sono per i deboli

13 commenti

Questo è un post ironico.
Mi pare il caso di dirlo subito, per motivi che diverranno chiari più avanti.

Ieri è successa una cosa curiosa, come strascico del mio post sulle recensioni online.
Il caso ha voluto che, poche ore dopo che il mio post era andato online, su facebook partisse una discussione sullo stesso argomento1.

Nel corso della discussione, un autore ha candidamente ammesso di aver recensito un proprio ebook, dandosi anche una valutazione di cinque stelline.

101_StorieZenOra, alcuni hanno trasecolato alla notizia, ma in prima battuta, la cosa mi ha ricordato quell’aneddoto, credo attribuito a Dogen, e che mi pare si trovi nelle 101 Storie Zen pubblicato da Adelphi.
L’aneddoto fa più o meno così…

Un giorno un tizio entra in una macelleria, e chiede al macellaio quale sia il taglio migliore fra quelli che sono esposti in vendita.
E il macellaio risponde, “Signor mio, nel mio negozio tutti i tagli sono il migliore.”
E sentendo questo, il tizio raggiunge l’illuminazione.

Questo è per dire che è ovvio che un autore dia cinque stelline al proprio lavoro recensendoselo.
Se non fossimo convinti che ciò che scriviamo è eccellente, non lo pubblicheremmo.
O lo pubblicheremmo, ma allora saremmo disonesti.

Quello che invece è molto meno ovvio, naturalmente, è che un autore si recensisca da sé su Amazon.
E non solo non è ovvio.
Non solo è un gesto privo di classe.
È proprio contro le regole, per cui su Amazon.com, a chi fa certe cose, cancellano la recensione e bloccano l’account. Persino se la recensione parte dall’account di un congiunto, o di un collega di lavoro.

Qui invece no.
E quindi un autore può recensire il proprio lavoro, e darsi cinque stelline2.
Certo, ci sono le regole, ma nessuno evidentemente si preocupa di farle rispettare.

E la cosa veramente grave, in questa faccenda è proprio questa – che le regole esistono, ma non vengono fatte rispettare.
A questo punto è ovvio che qualcuno si ritenga in diritto di infischiarsene, e approfittarne.
Perché se le regole ci sono, e nessuno le fa rispettare, è come se non ci fossero, e chi le rispetta è un fesso.

Nella discussione di ieri, d’altra parte, l’autore in questione ha avuto cura di assicurare gli interessati che si è trattato di un gesto ironico, fatto a titolo di esperimento, e che non ha avuto alcun effetto.
Quindi è ok.

Questo dell’ironia è un dettaglio importante.
L’ironia è sempre importante.


  1. sono coincidenze che possono capitare. 
  2. anche perché, ribadiamolo, sarebbe idiota a darsi di meno. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

13 thoughts on “Le regole sono per i deboli

  1. Buono a sapersi. Ora, con la dovuta ironia, vado a recensirmi. Prevedo 5 stelle e standing ovation.

  2. Penso di fare una rapina in banca come performance d’artista ironica. Sai che pubblicità! Finirei su tutti i giornali.

  3. Ci sarebbe da scrivere un saggio sul rapporto tra le regole e gli italiani e digressioni a parte continuo a vederci quella specie di disonesto bullismo che ci sta portando al collasso

  4. Holly Lisle una volta a proposito delle recensioni diceva di non recensire il proprio libro o di non pagare per le recensioni perchè le recensioni finte “si sentono” e sarei proprio curiosa di leggere la recensione in questione.
    Tutto sommato non mi stupisce che l’ “esperimento ” non abbia portato frutti.

    Però no, non è ok per niente e questo tuo post mi indigna moltissimo, perchè quando recensisco qualcosa mi piace pensare che la mia recensione possa servire agli altri e certi giochetti gettano un’ombra su tutto il meccanismo delle recensioni togliendo a me il piacere di poter consigliare un buon libro/prodotto.

  5. @Claudio
    Mi raccomando l’ironia. Quella è fondamentale quasi quanto le cinque stelline.

    @Andrea
    Anch’io pensavo ad una serie di rapine, come ironico happening situazionista.
    Certo mi risolverebbero molti più problemi di un paio di recensioni fasulle.

    @Fabrizio
    Sì, è la solita questione, applicabile purtroppo a qualunque ambito.
    Le regole sono per i fessi.

    @Cily
    L’esperimento non ha portato frutti perché gli algoritmi di Amazon, nel posizionare i libri in funzione delle ricerche, è vero che tengono conto delle recensioni e delle stelline, ma immagino scartino automaticamente quelle ironiche.
    E sì, se non è così, l’intero meccanismo va a gambe all’aria, e come al solito non vince nessuno – semplicemente, qualcuno s’illude di aver vinto in barba a tutti quei fessi che seguono le regole.

  6. @Davide: sarò più che ironico, sarò pregno di humor (ma cinque stelle devo mettermele, per compensare la solita stroncatura di PincoPallone).
    @Fabrizio: vero.

  7. Avanzo una proposta, sperando che non sia già stata verificata come non fattibile molto tempo fa…
    ,,,,rivolgersi allo staff di Amazon.it? In generale, Amazon fa del servizio al cliente il proprio vanto, e credo che se venisse inviata una mail dove si richiede di rendere impossibili casi del genere, forse la cosa non andrebbe a vuoto.

    So che difficilmente UNA mail costitusce la massa critica sufficiente a smuovere la politica di un colosso del genere, ma ripeto: il colosso in questione fa della rapidità con cui risponde alle esigenze della clientela una sua punta di diamante.

  8. Amazon penserà: “A Roma come i romani”. Per cui, in Italia, l’autorecensione la fa passare come ordinaria amministrazione.

  9. In diritto esistono due tipi di termini:

    Termini perentori, che prevedono che se non presenti un atto entro tot giorni decadi dal diritto di presentare quell’atto. Per esempio, se non appellin una sentenza entro x qiorni dalla sua pubblicazione perdi il diritto di appellarla.

    Poi ci sono i termini ordinatori, che riguardano prevalentemente i giudici, che prevedono che un giudice debba compiere un atto entro tot giorni, ma e’ solo un suggerimento, e se il giudice non lo fa non c’e’ sanzione, e quindi sono termini che non vengono rispettati.

    Che ironia.

  10. L’ironia della sorte fa anche sì che se additi al pubblico ludibrio una persona così bellamente ironica, questo signore o questa signora fa una cosa ironicissima, ti querela e ti chiede i danni. Ma sempre per essere spiritosi, sia chiaro.
    Quanto ad Amazon, ho la forte impressione che abbia capito benissimo il mercato italiano. Fin dal primo momento. E se le cifre che ho visto sono attendibili, il mercato italiano non durerà.

    • Il mercato italiano arranca, questo è indubbio.
      Quanto alle querele, non ne vedo gli estremi, considerandoche mi pare di aver detto abbastanza chiaramente che se esiste unproblema, questo risiede in casa del signor Amazon, non certo di chi di tale problema vuole ironicamente approfittare.

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