strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Libri bruciati, con delicatezza

21 commenti

clean_reader_logoOK, facciamoci due risate.
Anzi no, non c’è niente da ridere: hanno inventato una cosa che si chiama Clean Reader.
Si tratta di un’App che gira su tablet, sia iOS che Android, un reader che ripulisce il testo che state leggendo dalle parolacce.

Clean Reader impedisce che le parolacce (swear words, NdT) nei libri vengano mostrate sul vostro schermo. Siete voi a decidere quanto deve apparire pulito il vostro libro, e Clean Reader fa il resto.

Apparentemente ha quattro settaggi possibili
. Spento
. Pulito
. Molto pulito
. Senza macchia

Ho scoperto la cosa attraverso il blog di Chuck Wendig, e credo di condividere in pieno il suo giudizio, che fa più o meno così

vaffanculo!

E ora scendiamo nei dettagli.

Cominciamo con la questione del controllo autorale.
Il controllo autorale sarebbe quella cosa per cui io, che scrivo, decido quali parole vadano sulla pagina, e in quale ordine.
Esattamente quali parole, ed esattamente in quale ordine, e nessuno ha il diritto di farmele cambiare. Il nome sulla copertina è il mio, e io mi prendo la responsabilità per i risultati1.

IMG_0065È stato ampiamente dibattuto – dal solito Samuel R. Delany, ad esempio – che cambiare anche una singola parola in un testo modifica radicalmente ciò che il testo è.

La sola idea che esista un sistema automatico che decide arbitrariamente di cambiare un mio testo è, in buona sostanza, uno strumento che mi priva del mio controllo autorale.
Distorce e modifica la mia voce.
Trasforma la mia storia in qualcos’altro.
E a me non va.
Perché non siete voi a decidere quanto pulito deve apparire il vostro libro perché non è il vostro fottuto libro2.
È il mio fottuto libro.

Quindi no, non mi va.
E in linea di massima non dovrebbe andare neanche a voi.
Perché ammettiamolo, Clean Reader non è proprio un software che lusinghi la vostra intelligenza, vero?

Non vi piace ciò che scrivo?
Non leggetelo.
Ma non potete permettervi di riscriverlo o – peggio – di affidarvi ad un sistema automatico perché lo riscriva per adattarlo ai vostri pregiudizi del c*zzo.

Ma c’è un secondo aspetto che mi fa infuriare almeno quanto la questione che Clean Reader si permetta di riscrivere arbitrariamente i miei racconti.
Ed è un aspetto legato al perché Clean Reader è stato sviluppato.
Cito dalla FAQ del software.
Preparate i fazzoletti, perché è una storia da spezzare il cuore…

Clean-Reader-Maughan-600x343Un giorno la nostra figlia più grande tornò a casa da scuola ed era un po’ triste. Le chiedemmo cosa ci fosse che non andava e lei ci disse che aveva letto un libro mentre stava in biblioteca e quel libroconteneva alcune parolacce. Il libro le piaceva proprio, ma le parolacce no. Noi le rispondemmo che c’era probabilmente un’App per questo tipo di cosa, capace di rimpiazzare le volgarità con parole meno offensive, e che forse avremmo dovuto comprarle un tablet col quale lei potesse leggere i libri. Con nostra sorpresa, non c’era un’App del genere. E più noi pensavamo a questa idea, più volevamo che diventasse una realtà. Alla fine, decidemmo che avremmo fatto tutto ciò che era in mnostro potere per dare al mondo Clean Reader. Abbiamo messo tutto il tempo e il denaro che potevamo in questo progetto nel corso degli ultimi anni, e siamo eccitati all’idea che il lancio sia avvenuto così presto!

OK, vi siete asciugati le lacrime?
Bene.
Permettetemi di divagare per un attimo.

Nel lontano 1973, dopo circa sei settimane di prima elementare, un giorno io tornai a casa, e non ero esattamente triste, diciamo che ero abbastanza perplesso.
Chiesi così alla mia mamma cosa volesse dire bastardo, la parola che la mia maestra usava normalmente per riferirsi a me ed ai miei compagni.
La mia mamma non mi disse che c’era un’app capace di spiegarmelo, né mi disse di cercarmelo sul dizionario – che è ciò che immagino si usasse prima che venissero sviluppate le app.
No, la mia mamma prima mi spiegò cosa significava quella parola, e poi il mattino successivo mi accompagnò a scuola, e andò a parlare col preside.
E il preside decise che era il caso di parlare con la mia maestra.

Questo per dire che mia madre, quaranta e rotti anni or sono, si comportò da genitore, non da amministratore di sistema.

La storia strappalacrime della bambina triste qui sopra è davvero una storia strappalacrime perché ci descrive una società (ed una famiglia che di quella società è espressione) che è certamente iperprotettiva al limite del ridicolo, ma solo dopo aver abbandonato i ragazzi a se stessi infischiandosene di accompagnarli nel mondo.
Non so che libro fosse quello che aveva rattristato la povera ragazzina della storia.
Magari era Mark Twain, magari era Ray Chandler, o Ernest Hemingway, o Edgar Rice Burroughs3.
Di sicuro, era arrivato nelle sue mani senza alcuna intermediazione, senza alcuna forma di introduzione o spiegazione. Niente insegnanti, niente bibliotecari, ma soprattutto niente famiglia.
La storia qui sopra non è la storia di una ragazzina sconvolta dalle parolacce – è la storia di una ragazzina lasciata da sola, e poiché questa solitudine le causa un certo disagio… creiamo un’app e le compriamo un tablet.

Clean Reader è, al momento, un problema solo per chi scrive in lingua inglese.
Ma, che diamine, io scivo in inglese.
E se è vero che non ci sono poi troppi termini osceni nei miei ebook, e certamente nessuna bestemmia4, resta il problema che io non so sulla base di quale criterio venga operata questa censura – e quindi un giorno o l’altro qualcuno potrebbe decidere di fare un upgrade ail filtro di Clean Reader e rimuovere qualche altra parola, sostituendola con qualcosa di più… user firendly.
E magari non solo sotituire damn con darn o bitch con witch.
Potremmo ad esempio sostituire bibita e tutti i suoi sinonimi con un marchio specifico, in cambio di una bella sponsorizzazione.
Non sarebbe male, vero?text_quotes_books_fahrenheit_451_m37163

E chiudo con una nota preventiva – so che a qualcuno là fuori stanno prudendo le dita per poter scrivere nei commenti che è colpa degli ebook, perché col cartaceo non potrebbe succedere.
Certo, il cartaceo bisogna bruciarlo.
Clean Reader è poi solo uno strumento per bruciare i libri con delicatezza.


  1. che è poi il motivo per cui sono liberissimo di rifiutare le proposte dei miei editor, e nessun editor professionista si aspetta qualcosa di diverso. 
  2. come diceva John W. Campbell, questi idioti credono di pagare venti centesimi e comprarsi le storie, mentre invece le stanno solo affittando 
  3. incidentalmente, tutti autori rimossi da molte biblioteche scolastiche americane perché usano nei loro testi termini politicamente scorretti
  4. ok, Amunet dice un sacco di parolacce, ma sono in greco antico, e spero che “Mother of Seth!” non conti come bestemmia. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

21 thoughts on “Libri bruciati, con delicatezza

  1. Allucinante. Diventi il censore di tre stesso. Siamo alla privatizzazione della dittatura. Con in mano un testo di Miller o Bukowsky che cosa leggerebbero?… Certo chi si scarica questa merda (si, merda ed è voluto) dubito fortemente che abbiano i due autori citati in biblioteca…
    Ma la famiglia della app è la famiglia Flanders, vero?

  2. Non sai quanto mi fa piacere rivedere attivo il tuo blog!
    E ti faccio qui i complimenti per articoli come quello di ieri…

    Ora, per non andare troppo OT, leggendo il tuo post mi si è accesa improvvisamente una grossa lampadina nel cervello…

    Fahrenheit 451!
    Ci stiamo arrivando…

    Pace profonda nell’onda che corre

  3. Sì, è la storia di due idioti che si sono accorti tardi di avere una figlia e l’unica soluzione ovvia è parcheggiarla davanti ad uno schermo che loro hanno pulito e censurato piuttosto che parlarci e passarci del tempo. Mi fa un po’ ansia l’idea che a questo punto un altro genitore isterico potrebbe smanettarci per rimuovere contenuti considerati ‘disturbanti’, partendo dalla semplice parolaccia arrivando a togliere interi capitoli di Storia, magari.

    • Esattamente – il problema è proprio che, nel momento in cui cominciamo a modificare arbitrariamente i testi “filtrandoli” per togliere ciò che non ci piace, possiamo tagliare ben più delle volgarità.
      Come osserva Fabrizio, è diventare censori di se stessi – ed affidare la censura ad una macchina.

  4. Come dicevo ieri condividendo l’articolo di Wendig, si tratta di una cosa vergognosa.
    Tra l’altro, sebbene io sia perfettamente d’accordo con la reazione “a caldo”, cioè, in sostanza, “fanculo”, in realtà trovo la tua analisi precisa, approfondita e corretta in modo inquietante.
    Io ho una figlia, che ancora non legge per “limiti di età”, ma quando leggerà spero proprio di saperla guidare, ma di sicuro so di VOLERLA guidare nella scoperta delle sue letture. E se incontrerà parolacce sul suo cammino… Oh, pazienza, da qualcuno dovrà pur sentirle. Il problema è che spesso vogliamo poter parcheggiare figli (o fratelli e sorelle piccole eh) davanti alla tv, a scuola, davanti a un libro, senza avere rotture di palle. E ‘sticazzi di ciò di cui ha bisogno l’altra persona.
    Che poi… Perché le parolacce su un libro sì e i nudi artistici in fotografia no? E se a mia figlia piacesse tanto la Primavera del Botticelli però per carità! Tutte quelle tette al vento… Un bel catalogo di opere d’arte censurate? O con delle faccine di putti al posto dei genitali, perché no.
    TU dici che il problema è solo degli anglofoni… Beh, per ora! Diamo tempo a Giovanardi di scoprire che internet non serve solo per i porno…
    Su una sola cosa non sono del tutto d’accordo, ma si tratta di una parte presente nello sfogo di Wendig: ritengo che tutta questa storia NON SIA in alcun modo da collegare alle credenze religiose di questi mentecatti: si tratta di mentecatti a prescindere dalla religione. Io sono un credente, ma questo non mi impedisce di mantenere la mente più aperta di quella di tanti bacchettoni laici. Non è che tutti i cristiani siano una moltiplicazione della famiglia Flanders!😀

    • È anche vero, d’altra parte, che se butti un occhio alla rassegna stampa sul sito dell’app, noterai che l’aspetto religioso dell’intera faccenda è stato utilizzato a fini di marketing.
      Insomma, anch’io sono convinto che la religione non faccia poi questa grande differenza, in questo caso; è però innegabile che i creatori di Clean Reader si sentono espressione di una realtà che è caratterizzata in termini religiosi. E non abbiano esitato ad usare questa identità per ramazzare fondi e diffondere il loro aggeggio.

    • Non ricordo quale papa aveva fatto aggiungere le mutande a quadri e statue, corsi e ricorsi

  5. Ricordo una puntata di Saranno Famosi in cui un professore scopriva che parte dei pessimi voti di un’allieva erano dovuti al fatto che papà aveva cancellato con un pennarello nero tutte le parti del libro di testo su cui aveva da ridire. E la cosa la ricordo ancora chiaramente perché era un’idea agghiacciante, per la ragazzina che ero, che qualcuno cancellasse tratti di realtà o singole parole che non gli andavano, cambiando il senso di un testo.
    Se il politicamente corretto portato alle su estreme e idiote conseguenze sembrava il peggio possibile, ‘sta porcheria di app e chi ci sta dietro confermano che, come sempre, al peggio non c’è limite, mai. Anche e soprattutto quando si tratta di censurare la realtà.

  6. allucinante. Come vedere un film in cui ci sono dei beeeep ogni parolaccia…nei momenti di litigio sarebbe un continuo beeeep…. ma dove siamo arrivati?😦

  7. Davvero allucinante. Non ho parole. E, come sai, sono credente e praticante anch’io. Peggio delle crociate, temo.

    • Ah, am qui non si tratta di credere e di praticare, temo, quanto piuttosto di aver fiutato un buon affare e di far leva su un pubblico che è ben felice di lavarsi le mani dei figli, ed affidarli ad un’app.

  8. “Clean Reader è poi solo uno strumento per bruciare i libri con delicatezza.”

    Sì, sì, bravo!

    Grazie per un grande blog. Anch’io ho avuto molti dubbi su questa applicazione. In particolare un cambiamento considerato “insipido” potrebbe portare alla cancellazione del contenuto previsto. Ad esempio, la modifica “lesbica” a “donna” – sembra piuttosto mite. Solo che i lettori che scrivo per sono state fatte invisibile.

    Mi scuso se questo è mal costruito. Sto utilizzando Google Translate come io non parlo la vostra bella lingua.

  9. Pingback: Ma… e i soldi? | strategie evolutive

  10. Suvvia, quante lamentele: questo gioioso programma è solo la risposta alla domanda posta dalla moglie del reverendo Lovejoy, nei Simpson. Ovvero “Perché nessuno pensa ai bambini?”😛
    Da bambino, ho sentito migliaia di “profanità” tra tv e conoscenti sboccati e non mi sono mai scandalizzato. D’accordo, ogni bambino può avere una sensibilità differente, ma se l’aneddoto dei creatori non è puro marketing ed è vero, quella bambina, alle superiori, se la mangeranno viva.

    Quei presunti teneroni dovrebbero insegnarle che il vocabolario di una lingua può essere un po’ ruvido, esattamente come la vita che aiuta a descrivere, ma che lei non è tenuta a usare certi termini, di sicuro non alla sua età. E magari non lasciarla a “pascolare” da sola dove potrebbe entrare in contatto con opere d’ingegno presumibilmente non adatte a lei.

    PS: cosa successe, poi, all’insegnante dal linguaggio “frizzante”?

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