strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Weekend col Kraken

14 commenti

E così il mio secondo romanzo è uscito dal limbo della prima stesura ed è entrato nell’inferno della stesura definitiva.
E tutto considerato temevo peggio.
Ci sono falle da tappare, dialoghi da raffinare (o aggiungere, o riscrivere) e parti che andranno tagliate senza pietà.
E poi polpi.
Più polpi.

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Il fatto è che la mia nuova storia si svolge prevalentemente sott’acqua1, a bordo di un sottomarino chiamato Tethys.
Gli uomini e le donne del Tethys sono i protagonisti centrali del romanzo, ma nella loro avventura sono coadiuvati da “I Ragazzi” – un complemento di cinque polpi bioingegnerati (potremmo dire upliftati) per essere un po’ più intelligenti e versatili delle loro già molto intelligenti e versatili controparti non modificate (baseline sarebbe il termine tecnico).

I Ragazzi sono Chris, Dave, Matt, John e Peter.
Ed è arrivato il momento di ampliare la loro parte2.

Mi piacciono i polpi.
Più dei delfini, come spalla per i miei protagonisti umani: i polpi sono meno furbetti, e decisamente più alieni. Ed hanno dalla loro il fatto di essere sopravvissuti alle ultime cinque estinzioni di massa.
Meglio dei pescecani.
E molto più adatti ad usare utensili e maneggiare apparecchiature.

KrakenbookAllo scopo di espandere i personaggi in direzioni inaspettate e divertenti, ma scientificamente coerenti3, ho recuperato dal suo vecchio scaffale Kraken: the curious, exciting and slightly disturbing science of squid, di Wendy Williams, autrice americana di divulgazione scientifica specializzata in testi a tema biologico ed ecologico.

Pubblicato nel 2010 da Abrams Image, Kraken ha l’aspetto di un libro d’altri tempi, le pagine ruvide e il margine irregolare dove i fascicoli non sono stati pareggiati dopo la cucitura.
Sembra un trattato ottocentesco, e font ed impaginazione rinforzano quest’impressione.
Così come il disegno in copertina, preso da Haekel, 1904.

Il testo alterna aneddoti storici su uomini e polpi (e piovre, calamari ed altri molluschi) e lo stato dell’arte nello studio di queste curiose forme di vita.
Che sono intelligenti, versatili, e terribilmente aliene.
Esattamente ciò che serve per portare un po’ di vita e di alienità in un romanzo in cui di alieni propriamente detti non ce ne sono.
Probabilmente.

Kraken è un concentrato di biologia, ecologia ed etologia in 200 pagine scritte benissimo. Si legge in fretta, anche prendendo appunti, ed è esattamente ciò che mi serve per approfondire il background.
Lavorare in questo modo – prima la storia, poi la ricerca a supporto della storia – sveltisce notevolmente il processo di stesura, senza per questo impoverire la storia.

Cosa abbiamo in serbo, per i cinque ragazzi del tethys?
Immagino dovrete aspettare che il romanzo sia finito.
Di sicuro, si tratterà di faccende non proprio semplici – i polpi e i calamari sono bestie complicate.

Quanto complicate, dite?
Considerate questo – il loro cervelo è un anello attorno al loro condotto respiratorio.

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  1. sì, un po’ come Blooper 
  2. i ragazzi hanno sempre avuto una parte importante, fin dall’outline – ma nella prima stesua li ho tenuti un po’ in disparte, per concentrarmi sugli umani. Ora tocca a loro. 
  3. la nuova storia è, dopotutto, hard science fiction

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

14 thoughts on “Weekend col Kraken

  1. Sono sono sicuro che sarà una storia avvolgente…😉

  2. un arto su otto tra l’altro è l’ectocotile, per cui non si sa mai da che parte ci fotteranno
    polpi, hard sf, uplift, storie subbaqque. c’è il forte rischio di scavalcare qualsiasi lista di lettura e impegno pregresso.
    e non so se mi ha incuriosito di più l’anticipazione della storia o il testo di divulgazione, ma su una cosa non posso che gioire: più polpi

  3. Di certo mi hai incuriosito!🙂 Dopo l’inferno della seconda stesura c’è il purgatorio della terza!

  4. Anche a me piacciono i polpi. In tutti i modi. Me l’hai già venduto…. Buon proseguimento!

  5. Pingback: Una telefonata dal fondo dell’oceano | strategie evolutive

  6. ho aperto il blog per rileggere “rosso desolato e meraviglioso”, per arginare i commenti della giornata in cui tutti si ricordano di Laika, e svolazzando da uan pagina all’altra ho ritrovato questo

    ho un bisogno irrefrenabile di più polpi

    è sempre in ballo? me lo sono perso io? è finito nel limbo?

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