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Tin Whistle & Ukulele

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Quello che vedete fotografato qui sotto è un Tin Whistle della Clarke.ClarkeOrigWhistleSi tratta di uno zufolo di latta a sei fori, “inventato” nel 1843 da Robert Clarke – una evoluzione di strumenti precedenti di solito legati alla musica popolare Scozzese, Inglese e Irlandese, o più genericamente “celtica”1.
Clarke, che all’origine faceva il bracciante e suonava per diletto,ebbe l’idea di creare uno zufolo di latta con un’imboccatura di legno (secondo la leggenda ricavata da uno dei fermagli del corsetto di sua moglie) quando si ritrovò disoccupato. Quella di fabricante di pifferi divenne la sua professione, praticata dal vivo nei mercati, in compagnia del figlio. Poi aprì una fabbrica a Manchester e fece un sacco di soldi, vendendo i suoi flauti metallici a mezzo penny l’uno2.

I tin whistle della Clarke sono tutt’ora in produzione, rappresentano il medio livello di questo genere di strumento, e costano relativamente poco (ma cari, rispetto alla concorrenza)3.

La forma conica è quella che conferisce al tin whistle della Clarke il suo caratteristico chiff – che sarebbe un timbro particolare e caratteristico di questo tipo di strumento.
Esistono anche tin whistle cilindrici, di solito chiamati flageolet (uno dei tanti nomi di questo tipo di zufolo). Sono di solito fatti di ottone, e con un becco in plastica (il fipple – ma in effetti si chiama fipple anche l’imboccatura di quello di latta4). Ne ho un paio in giro per casa, di flageolet, acquistati anche quelli quando andavo all’università. Ma è il Clarke, quello che mi interessa. È la variante intonata in Do, ce l’ho da almeno vent’anni, ed è finalmente ora di dargli una spolverata.

UKULELE

Ho rimesso mano al mio tin whistle, nel weekend, dopo una chiacchierata col mio amico Marco, giù nel Blocco C, durante l’ora d’aria.
Marco sta rimettendo mano all’ukulele.
E no, non stiamo pensando di mettere su una band – anche se, coi tempi che corrono, potrebbe essere un’idea.

No, il motivo per cui ho rimesso mano al tin whistle è che è uno strumento relativamente facile da suonare, ancora più portatile del mio traverso (diamine, sta in tasca), è molto molto meno costoso del mio flauto abituale e al contempo infinitamente più robusto – per cui nessuno mai si sognerebbe di cercare di rubarmelo, se mi cascasse a terra non patirebbe, o se dovesse patire col prezzo di una pizza me ne ordino un altro da Amazon o su eBay.
Insomma, è un pezzo di latta arrotolato, con dei fori e un cuneo di legno in cima.

tin-whistle-finger-chart-c

Nonostante la sua semplicità, la respirazione richiesta per suonare quest’affare è la stessa che si usa per il flauto traverso (ciò che cambia è il modo in cui si soffia), e la diteggiatura è affine a quella di un sacco di altri strumenti a fiato. È l’ideale per fare esercizio e distrarmi, serve a mettere in movimento le dita anchilosate dalle troppe ore alla tastiera.
È persino oggetto di un certo collezionismo.

E, esattamente come l’ukulele del mio amico Marco, il mio vecchio Clarke è un eccellente hobby.
E così, quando qualcuno mi chiederà cosa faccio nel tempo libero, invece di dirgli che scrivo – e sentirmi dire dal mio interlocutore che anche lui scrive, e scrive davvero bene, ed è anche molto molto popolare e apprezzato, ha anche vinto dei premi, e l’hanno in effetti paragonato a Stephen King

Beh, quando qualcuno mi chiederà cosa faccio nel tempo libero gli risponderò che suono il tin whistle.
Loro risponderanno “Ah…” e poi cambieremo discorso.
Un fastidio in meno.
Bello liscio.

 


  1. e in tempi recenti resi tristemente popolari dalle colonne sonore di Titanic e dei film tolkieniani di Peter Jackson. 
  2. il tin whistle è anche detto penny whistle, per il prezzo al quale veniva venduto al pubblico in epoca vittoriana (segno che dal 1843 ci fu una certa inflazione) 
  3. l’unica seria concorrenza, in questa fascia di prezzo, sono i pifferi della Shaw, e credo che entro l’estate me ne procurerò uno. E sì, esistono anche tin whistle molto più cari, e anche molto più a buon mercato. Ma ne esistono pure di plastica, e di PVC
  4. esiste anche un sito web, chiamato Chiff & Fipple, dedicato agli appassionati di tin whistle. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “Tin Whistle & Ukulele

  1. Premesso che ho uno schifo di orecchio per la musica (questione di “driver”, dato che sento cadere gli spilli sui tappeti, se sono in forma) che tipo di suono fa? È simile a qualche altro strumento a fiato o ha qualcosa che lo differenzi?

  2. Dunque, anche la storia dell’industria musicale può nascondere aneddoti interessanti..

  3. portatile, poco costoso, supera brillantemente i crash test ma soprattutto è un pezzo di latta arrotolato, con dei fori e un cuneo di legno in cima.
    Mi piace! Mi piace molto!
    E ok mi piacerebbe sentirtelo suonare…lo sai che sono curiosa, sempre!
    E comunque ottima idea rispolverare uno strumento musicale per annientare la classica domanda “cosa fai nel tempo libero”.
    Che poi, siamo proprio sicuri che tu ne abbia di tempo libero?😛

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