strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Abbiamo affondato un camion!

9 commenti

operationpetticoatUn sottomarino con un carico extra di infermiere.
Un sottomarino rosa.
Un sottomarino che con un siluro “affonda” un camion.

La storia ha sempre avuto questa strana caratteristica – non fai in tempo a dire che un film è sciocco ed implausibile, ed ecco che scopri che la parte implausibile è assolutamente corretta dal punto di vista storico.

Considerate, se volete, Operation Pettycoat, un film del 1959 diretto da Blake Edwards che il demenziale terrestre ci ha passato un paio di sere addietro.

Nel 1959, Blake Edwards aveva trentasette anni e quindici film alle spalle come autore o regista, ma la sua fama era fondata prevalentemente sulle sue uscite televisive. La sua serie sulle indagini del detective Richard Diamond aveva avuto un buon successo, offrendo al pubblico una inedita miscela di umorismo e atmosfere hard boiled.
Dopo Diamond era venuto Peter Gunn, e poi Mr Lucky.
Edwards era un uomo della TV che, sì, ok, aveva anche fatto dei film, ma nessuno riusciva esattamente a ricordarsi quali.
Operation-Petticoat-011Poi, nel 1959 la Universal gli affidò lo script di quello che in capo a pochi mesi sarebbe diventato il film di maggiore incasso prodotto dalla Universal in quella decade, e uno dei dieci maggiori incassi dell’anno.
Non male, eh?

Secondo la leggenda, Tony Curtis aveva cercato di entrare nel servizio sommergibilisti, durante la seconda guerra mondiale, per emulare il suo idolo Cary Grant, che aveva recitato in Destination Tokyo – e Operation Pettycoat fu il suo modo per realizzare il suo sogno.
Cary Grant da parte sua era dubbioso sulla parte – era troppo vecchio, diceva, per interpretare la parte di un comandante di sottomarino. Ma non ebbe a pentirsi dell’aver accettato, alla fine – il film gli fruttò il cachet più alto che avesse mai ricevuto.

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Operazione Sottoveste è una service comedy, vale a dire una commedia di ambientazione militare. Il genere ha una lunga tradizione, e se possiamo dibattere a lungo sull’opportunità di buttare in commedia una cosa seria come la guerra, resta il fatto che l’assurdità è uno degli elementi centrali di ogni conflitto, e il tentativo da parte delle gerarchie militari di imporre un ordine a qualcosa di sostanzialmente caotico come la guerra non può che far sorgere situazioni comiche.
Tragicamente comiche forse, ma comiche.

Tony-Curtis-in-Operation-Petticoat-1959

La trama di Operazione Sottoveste è nota.
Il sottomarino Sea Tiger viene colato a picco in porto nel dicembre del 1941. Con l’avanzata dei giapponesi nel Pacifico, al non più giovane tenente Sherman (Cary Grant) viene affidato il compito di rappezzare il relitto.
L’operazione di recupero ha una specie di successo, anche grazie al contributo del tenente Holden (Tony Curtis), un intrallazzone disonesto e un gaudente – è stato trasferito a bordo per allontanarlo dalla moglie di un ammiraglio – che riesce a procurare con mezzi poco leciti il materiale necessario per le riparazioni (e un sacco di altre cose, inclusi un maiale e della carta igienica).
Costretto a salpare prima che sia possibile stendere la copertura di vernice grigia, il Sea Tiger prende il mare con lo scafo di un bel rosa acceso, dovuto ad una prima mano di vernice rossa antiruggine diluita (per necessità) con della biacca. Il sottomarino rosa ha un motore in pessime condizioni e un equipaggio ridotto, al quale si aggiungerà una squadra di infermiere smobilitate, ma Sherman è ben deciso a fare la sua parte nello sforzo bellico.

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Implausibile, recitato sopra le righe da attori che gigioneggiano senza ritegno, e fondamentalmente sessista.
Queste sono le accuse di solito rivolte al film di Edwards.
Eppure, lo stile di recitazione scelto per gli interpreti è in linea con la tradizione della service comedy – tanto da restare tale e quale anche in film successivi che sovvertiranno il genere, come ad esempio MASH di Altman.
La quantità di battute e scenette giocate sulla presenza delle infermiere a bordo, a cinquant’anni di distanza, è forse meno facile da digerire – ma resta, nel bene e nel male, un tratto caratteristico dell’epoca.
E già nel ’59 un recensore criticò pesantemente il fatto che gran parte delle situazioni comiche derivassero da una ovvia implausibilità – la forzatura di piazzare delle donne a bordo di un sottomarino.

Operation Petticoat 1959 4

Chissà cosa ne avrebbero detto gli ufficiali, i marinai e le infermiere a bordo dell’USS Spearfish, che in effetti fu incaricato di evacuare il personale femminile stazionato a Corregidor durante le prime fasi della guerra nel Pacifico.

Perché la guerra, ricordiamolo, è una faccenda che tragicamente scivola nell’assurdo.

petticoat5Ad esempio, la Marina Americana schierò davvero un sottomarino rosa durante la guerra nel Pacifico – l’USS Seadragon perse la copertura durante un attacco con bombe incendiarie, e rimase con la vernice antiruggine esposta. Prima che fosse possibile riverniciarlo, il Seadragon prese il mare e affondò tre navi giapponesi, meritandosi l’appellativo di “nave pirata rosa”.
Non era stato il Seadragon, tuttavia ad essere affondato in porto – ma il Sealion. Anche quel dettaglio è corretto – ma il Sealion non venne mai recuperato.

E che dire della lettera di Sherman al comando, in risposta alla comunicazione per cui non sarebbe possibile rifornire il sottomarino di carta igienica, trattandosi a detta del comando di materiale sconosciuto?
Beh, il comandante della USS Skipjack inviò al comando esattamente la lettera che Sherman invia nel film – materiale sconosciuto e campione del materiale inclusi – e l’originale storico viene citato verbatim nel film di Edwards.

post-34986-0-11884300-1353524798Ma è forse la scena più famosa del film – il siluramento di un furgone – che rappresenta il dettaglio più gustoso di questa galleria di implausibilità ben reali.
Fu durante la sua sesta missione di pattuglia nel pacifico che l’USS Bowfin riuscì a inserirsi in scia a quattro navi giapponesi e a penetrare nella rada di Minami Daito. Giunto a portata, il Bowfin lanciò sei siluri, affondando tre vascelli nemici. Uno dei siluri tuttavia perse la rotta, colpì un molo ed affondò un furgone (o, secondo altre fonti, un autobus).

Ma attenzione, non sarebbe corretto dire che Operazione Sottoveste è un buon film perché è basato su una – o quattro, o sette – storie reali.
Operazione Sottoveste è un buon film perché è un esempio di buona – ottima, effettivamente – qualità di un genere che oggi forse potrebbe sembrarci superato, vagamente imbarazzante, forse anche offensivo.
Però fa ridere.
È recitato in maniera piuttosto rilassata da un ottimo cast.
È girato con perizia.
operation-petticoat-cary-grant-joan-o-brien-1959La colonna sonora vede all’opera David Rose e – non citato nei credits – Henry Mancini.
E sì, il seno di Joan O’Brien è particolarmente in evidenza, e tutto questo è terribilmente sessista.
Viene fatta anche una terribile battuta sui giapponesi.
Ma noi possediamo ancora una certa prospettiva storica, e possiamo quindi inquadrare la pellicola nel suo contesto, ridere del maiale cammuffato da marinaio ubriaco, e porci (ah!) l’unica vera domanda che valga la pena porsi su questo film: come fece a superare la censura?

Ah, sì – e poi ci fecero anche una serie TV.
Ma quella ce la teniamo per un’altra volta.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

9 thoughts on “Abbiamo affondato un camion!

  1. Un piccolo adorabile viaggio nel passato e una valanga di ricordi. Ricordi d’infanzia e di sere passate in famiglia davanti alla tv. Oggi è proprio un genere sorpassato ma il solido mestiere di Edwards e la cose del cast ancora oggi paiono un lusso lontano dagli standard attuali. Mi hai fatto venire in mente anche quel gioiellino de Gli eroi di Hogan. Ricordi?

  2. Un gioiellino, e uno dei pochi di quest’epoca a venire passato ancora in televisione con una certa frequenza. Sono tanti altri i film della vecchia Hollywood che andrebbero recuperati. Di Blake Edwards spero di poter recuperare un giorno The Great Race, che sembra proprio essere un film adatto ai temi di questo blog.

    • La Grande Corsa è un film assolutamente straordinario – frutto da una parte della passione di Edwards per la farsa e la comicità degli anni d’oro del cinema e dall’altra da quella strana ossessione per la belle epoque che travolse gli anni ’60.
      Decisamente da recuperare.
      Potrei addirittura farci un post, prima o poi.

  3. Grazie delle informazioni! Spesso la realtà supera la fantasia….

  4. allora cercherò di recuperarlo ad ogni costo!

    ps: continuerò a sognare un post con la top five dei migliori film d’avventura😉

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