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Cinque film d’avventura

3 commenti

Questo è un post del piano bar del fantastico che era in lista da qualche tempo, e che non è proprio facilissimo.
nel senso che no, ok, è facile… mi hanno chiesto la mia lista dei cinuqe migliori film d’avventura.
Ecchessarà mai.MPW-78987

  • I Predatori dell’Arca Perduta
  • All’Inseguimento della Pietra Verde

  • Avventurieri ai Confini del Mondo

  • La Mummia (quello degli anni ’90)

  • L’Uomo che Volle Farsi Re

Ecco fatto.
Ma le cose facili non mi sono mai piaciute granché, e considerando che credo che tutti i titoli qui sopra siano perfettamente noti ai miei colti lettori, vediamo se è possibile fare qualcosa di diverso.
Diciamo cinque film d’avventura che non vengono necessariamente citati di continuo.
E no, non “film di serie zeta*, film così brutti che sono belli. certe cose lasciamoli ai poveri di spirito: cin tutta la simpatia per Tawny Kitaen, niente The Perils of Gwendoline in the land of the Yik-Yak.
Parliamo di cinque o sei bei film.
Non sarà affatto facile, trovarne solo cinque o sei.
Ma in fondo è per questo che siamo qui, giusto?

Il manoscritto trovato a Saragozza
Cominciamo con un peso massimo. tre ore e rotti di film in bianco e nero, girato nel 1965 da Wojciech Has e basato, ovviamente, sul romanzo di Jan Potocki. Il film è stato variamente martoriato dalla distribuzione, per cui ne esistono versioni che mancano anche di più di un’ora. La versione restaurata e completa, The Saragossa Manuscript è stata finanziata da Jerry Garcia (sì, quello dei Grateful Dead), Scorsese e Coppola.
Il film è complicato, scollacciato e sorprendente, comincia durante le guerre napoleoniche, poi zigzaga avanti e indietro nel tempo.
Avventuroso e surrealista, vagamente gotico, con un sacco di personaggi.
Lo trovate su Youtube, in vario stato di conservazione.
Oppure potete procurarvi il DVD.

Peking Opera Blues
Di Tsui Hark, che potrebbe entrare in classifica anche per Seven Swords, ma questo è meglio perché ci sono Brigitte Lin e Sally Yeh, ed è così straordinariamente finto che è incredibile.
Ne ho parlato estesamente in passato, è uno dei miei film preferiti, e non posso che consigliarlo.
Dentro c’è tutto – la storia, la politica, l’avventura per il gusto dell’avventura, e una delle sequenze meglio coreografate di tutti i tempi.

Le Montagne della Luna
Di Bob Rafleson, basato su una storia vera (ma in realtà basato su un romanzo basato su una storia vera), ed una delle grandi pellicole sull’Africa, il film segue Richard F. Burton e John H. Speke alla ricerca delle sorgenti del Nilo. Il film è uscito nel 1990, e giustifica l’affermazione che film così non ne fanno più. Se possibile, i fatti reali sono più spettacolari e incredibili di quanto mostrato nel film, che resta un’ottima avventura storica. E ha dei panorami che da soli valgono il biglietto d’ingresso.

Il Prigioniero di Zenda
Già, ma quale – quello degli anni ’30 con Ronald Colman e Douglas Fairbanks Jr., o quello degli anni ’50 con Stewart Granger e James Mason?
La sceneggiatura è la stessa, quindi c’è poco da dire – il romanzo ovviamente è lo stesso. Il film del 1937 ha un peso colossale nello sviluppo del cinema d’azione, del genere steampunk e dell’animazione (Miyazaki se lo guardò per bene per girare Lupin III e il Castello di Cagliostro – che meritava una citazione in questa lista). Il film del ’52 ha un cast più debole, ma c’è Deborah Kerr. E ha una colonna sonora migliore.
In un mondo perfetto, il film perfetto avrebbe Stewart Granger nella parte di Rudolf Russendyl1 e Douglas Fairbanks Jr. nella parte di Rupert di Hentzau.
Poiché non viviamo in un mondo perfetto, tocca vederseli entrambi.

… che poi a vederlo tirare di scherma, anche Ronal Colman non è poi male.

Il cavaliere di Lagardere
Che sarebbe poi Le Bossu, dal romanzo di Paul Féval, colosso dell’avventura stroica2 che da noi gode di una minor fama rispetto a Dumas o a Balzac, dei quali viene solitamente considerato un eguale. Il romanzo del 1858 è stato girato in tutte le salse, ma io ho sempre gradito alquanto la versione del 1997 diretta da Philippe de Broca, con Daniel Ateuil.
Storia di intrigo, tradimento e vendetta, con teatranti, nobili e un sacco di duelli.
Cosa si potrebbe desiderare di più?

E per chiudere, un outsider di lusso

Narciso Nero
Non li fanno più così – anche perché non ci sono più Powell & Pressburger, i colossi del technicolor britannico, qui all’opera su una storia inquietante ed esotica, che usa i luoghi e i temi dell’avventura con un taglio morboso e sensuale.
Film enorme, da vedere e rivedere, come l’intera opera del duo regista & produttore.

E con questo il mio piccolo festival personale è completo.


  1. sì, preferisco Stewart Granger a Ronald Colman, fatemi causa. 
  2. sì, ho un debole per l’avventura storica e i duelli alla spada. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Cinque film d’avventura

  1. Personalmente ci aggiungerei anche Fitzcarraldo ma a questo punto però scriverci su un post, che ne dici? 😉

  2. @Davide Grazie mille per questo pork chop express! Tanta riconoscenza, anche perchè dei cinque film “buoni” che hai nominato non ne ho visto neanche uno. The Saragossa Manuscript, poi, credevo nemmeno esistesse. Non pensavo fosse possibile trarre un film da uno dei libri più complessi e deliranti di sempre. Di Tsui Hark ho visto The Blade, che mi scioccò non poco. Cercherò di recuperare anche altre sue opere. Il cavaliere di Lagardere mi suscita dubbi- come ha fatto un film del 1997, con protagonista Auteil e (immagino) un discreto budget, a passare totalmente inosservato? O forse sono io e basta ad esserne all’oscuro. Fra i migliori devo recuperare anche All’inseguimento della pietra verde, che una volta mi fu descritto come “il clone di Indy con Michael Douglas nei suoi panni”. Da quel che so ne esisteva anche un sequel, Il gioiello del Nilo: vale la pena recuperarlo?
    Mi permetto di suggerire qualche altro film, anche per avere pareri e confronti. Mentre pensavo a quali nominare, fra l’altro, mi sono reso conto che “avventura” è un termine che racchiude un numero sterminato di sottogeneri. Per dire:
    – La leggenda di Robin Hood con Errol Flynn, che di fatto appartiene al sottogenere “allegri compari della foresta di Sherwood” (a proposito, qualcuno sa se il film con Fairbanks valga la pena?)
    – I film sui moschettieri realizzati da Richard Lester, ascrivibili al cappa e spada o al sotto-sottogenere “film su D’Artagnan e soci”
    – Ventimila leghe sotto i mari (che oggi sarebbe steampunk, probabilmente, anche se all’epoca in cui Verne scrisse il libro si trattava di un techno-thriller alla Crichton, o comunque del suo equivalente ottocentesco)
    -Il vento e il leone con Sean Connery, che probabilmente fa storia a sè in quanto film di Milius.

    Infine, Davide una cosa che mi frulla in testa da tempo e vorrei chiederti…io ero un bambino allora, ma sbaglio o a inizio anni ’90 Hollywood cercò di trasformare il pulp in un genere cinematografico consolidato, come i cinecomics di oggi? Perchè tra i miei film preferiti (almeno per simpatia) ci sono anche The Shadow con Alec Baldwin, The Rocketeer e ThE Phantom…che mi pare siano tutti della stessa epoca.

    Ah, e nella Top Five metterei anche Le avventure del Barone di Munchausen di Gilliam. Un film divertente, ironico, surreale, a tratti spaventoso (per un bambino), con un bellissimo monologo del Barone sulla scomparsa del senso del meraviglioso, scenografie ed effetti speciali “old school” molto piacevoli, e poi… Robin Williams che fa il lunatico erotomane, Oliver Reed come Vulcano, una Uma Thurman che forse non è mai stata così bella…e Sting!
    @Fabri non so se per Herzog si possa parlare di “avventura”….l’avventura c’è, ma credo che un film di Herzog faccia sempre storia a sè. Il buon Werner in persona, comunque, è l’incarnazione vivente dell’Avventura, data la vita che ha avuto! A questo punto, però suggerirei anche Aguirre Furore di Dio.

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