strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il miglior manuale di scrittura del mondo

6 commenti

PenguinBookPlagueStackFramedSi chiacchierava, qualche giorno addietro, di manuali di scrittura, con un paio di amici.
È ben noto che io ormai li colleziono, ne ho letti a dozzine, e non ce n’è uno che non sia in qualche modo utile, e non ce n’è uno che da solo risolva tutti i problemi.
Ne ho parlato spesso in passato.
Ma c’è una cosa che ho sentito alcune settimane addietro – e non riesco assolutamente a trovare il link per recuperarla – che faceva più o meno così

Il miglior manuale di scrittura?
Un vecchio paperback della collana Penguin Classics.

Che non è poi una cosa così scema.
I risultati delle attività delle decine di “scrittori” che non leggono sono sotto gli occhi di tutti.

Non ci sono manuali che tengano, il miglior libro dal quale imparare a scrivere è un vecchio classico.
Ed io aggiungerei un vecchio classico nella lingua in cui scriviamo – perché leggere un autore in traduzione ci allontana di un passo dal suo linguaggio.

E noi nel leggere vogliamo essere il più vicini al testo, e poi guardare
a . come l’autore costruisce la trama
b , come l’autore sviluppa i personaggi
c . come l’autore gestisce i dialoghi

… e poi più in generale come scrive.
La costruzione delle frasi, la sintassi come stile, per citare Virginia Tufte, l’equilibrio dei paragrafi, dei capitoli.

Vogliamo magari fare un paio di mappe mentali, o fare uno schizzo della struttura – ed è qui che il libro cartaceo ci aiuta, perchè possiamo scarabocchiare le pagine, molto più di quanto non si possa fare con un ebook1.

E ammettiamolo, Penguin fa delle edizioni dei classici che sono proprio belle a vedersi, e robustissime.

E ammettiamolo, Penguin oggidì fa delle edizioni dei classici che sono proprio belle a vedersi, e robustissime.

Per cui si discuteva di questo e naturalmente è venuta fuori la solita domanda – ok, un vecchio classico di seconda mano.
Quale?

E la risposta è ovviamente chissenefrega – il classico che pare a noi.
Hemingway? Perchè no…
Fitzgerald? Anche.
Steinbeck? Raymond Chandler? Kipling? Henry James? Virginia Woolf? Mark Twain? Rafael Sabatini?
Fate voi.

Non vi và l’inglese?
Leggete Dumas.

E fra gli italiani… ah!
No, non ho voglia di cacciarmi in quel genere di discussione.

Semplicemente girate al largo dalla narrativa fantastica, se è quella che volete scrivere.
Perché i risultati delle attività di “scrittori” di genere che leggono solo il genere sono sotto gli occhi di tutti.

Quindi, io cosa prenderei?
Beh, tanto per cominciare, non credo prenderei un Penguin.
Beh, ok, magari a trovarlo di seconda mano.
Perché ormai scrivo prevalentemente in inglese, ed è quella la lingua su cui voglio affinare l’orecchio, e quindi sì, dovrebbe essere un testo in inglese.
ma non un penguin.

1853260525.1.zoomÈ agli atti il mio feticismo per i libri della Wordsworth Classics.
Robusti, spartani classici della letteratura mondiale, che costano meno di una pizza margherita. Ideali libri da avere in borsa, il classico esempio di grosso paperback.

Perciò io andrei su The Pickwick Papers, di Charles Dickens.
(ma ci si potrebbe anche buttare su qualcosa di poco battuto, come Bleak House oppure Dombey and Son).

Ma è poi solo una mia idea, naturalmente.
E no, non si tratterebbe certo dell’inglese più moderno ed agile – per quanto nonsia mai bene sottovalutare Carletto Dickens.
L’idea è comunque quella di prendere un classico, e leggerselo da vicino.
Studiarlo.
Non per imitarne la tecnica – ma per vedere una tecnica all’opera.

E voi là fuori?
Che libro usereste, o che libro avete usato?


  1. per contro, uno dei vantaggi del formato elettronico è che gran parte dei classici li trovate gratuitamente sul Project Gutenberg. Bello liscio. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “Il miglior manuale di scrittura del mondo

  1. Parlando di paperback i primi libri che ho studiato “da scrittore” sono stati degli Urania. Proposti da un professore delle medie, appassionato di Sf e col quale ho mantenuto rapporti cordiali fino ad ora. Gli Urania perché “sacrificabili”. Poi Fenoglio. Molto più agile di Pavese.

  2. Io negli ultimi anni ho avuto il problema quasi contrario, leggendo molto in inglese ho notato una certa fatica nello scrivere in italiano, e dovendo scrivere in italiano per lavoro la cosa poteva diventare parecchio problematica. Così mi sono messo a rileggere classici italiani.
    Il cavaliere dimezzato
    Se questo è un uomo
    La coscienza di Zeno
    Achille Campanile (lo leggo così spesso che non saprei che consigliare. Battista al giro d’Italia, dai, che forse è meno conosciuta rispetto ad altre sue opere).

  3. Dunque, un classico, nella lingua in cui scrivo, non di genere fantastico.
    Me ne vengono in mente un paio che ogni tanto riprendo in mano, giusto per imparare qualcosa:
    I Malavoglia, che non è affatto una noia mortale come molti dicono e che ha un orecchio per i dialoghi spaventoso, oltre a raccontare il rapporto uomo-mare da un punto di vista esclusivamente lavorativo, e quindi molto duro e senza alcun romanticismo, e ci mancherebbe, visto di chi parliamo.
    I Quaderni di Serafino Gubbio Operatore, che è un’opera di Pirandello considerata, non capisco come e perché, “minore”.
    ED è un romanzo che parla di cinema, con un ritmo della Madonna.

  4. Personalmente? Verga o uno dei veristi. Magari non il classico libro “scolastico” ma un’antologia di racconti (in cui ci sia necessariamente “La Roba”, fra l’altro). Un bell’italiano terso, senza imbellettamenti inutili, e soprattutto (IMHO) grandi storie.

    O magari, perché no, anche il bistrattato Manzoni.

    Questo per l’Italiano. Per l’inglese, la scelta è molto più ardua, e lascio volentieri la scena ad altri😛

  5. Io ci metterei anche le Operette Morali di Leopardi, ottimo esempio di come si costruisce un dialogo

  6. Pingback: Per far contento chi? | strategie evolutive

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...