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La signora e il gibbone

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Emily_HahnAd un certo punto, nella prima parte di The Ministry of Thunder (non so, credo attorno a pagina 751), c’è un ricevimento al consolato italiano al quale partecipa anche una scimmia col pannolone.
La cosa ha turbato alcuni lettori, mi si dice – sapete, il fantasy, la sciocchezza, le implausibilità, mio dio come si fanno a scrivere certe cose…

E tuttavia la scena corrisponde in effetti a verità.
La scimmia in questione si chiamava Mr Mills, ed apparteneva ad una cittadina americana, Emily (talvolta Emilie) Hahn.

Nel 1937 Emiy Hahn si trovava a Shanghai per noia, ed era felicemente coinvolta in una quantità di relazioni sentimentali piuttosto complicate, oltre ad essere un’oppiomane entusiasta.

“Anche se ho sempre desiderato essere un’oppiomane, non è questo il motivo per cui sono venuta in Cina.”

E aveva una scimmia. Col pannolone per le occasioni mondane.
Donna interessante, Emily Hahn.
Possiamo esimerci dal dedicarle un post?

monstre_10Emily Hahn, nata a Saint Louis, Missouri, classe 1905, fu la prima donna a laurearsi in Ingegneria Mineraria. A quindici anni le avevano proibito di seguire un corso di chimica, e quindi lei per ripicca, smise di studiare letteratura e passò a ingegneria.
Era un tipo così.

Lavorò per un anno come ingegnere, in un ambiente che si chiuse a riccio2 e fece tutto il possibile per escuderla, dopo di che insieme con un’amica si travestirono da uomini e attraversarono l’America con una Ford T.
Lei durante il viaggio – che durò un anno – scrisse regolarmente delle lettere a casa, e suo cognato le vendette al New Yorker.
La carriera letteraria di Emily Hahn cominciò così in contumacia.
Nel corso della sua vita, avrebbe pubblicato cinquantadue volumi e un paio di centinaia di articoli.

Poi nel 1930…

“Ero giovane e impulsiva e ne avevo sempre avuta voglia.”

… si trasferì in Congo, dove lavorò con la Croce Rossa e cominciò ad interessarsi di primati – nel senso di scimmie.
pg43757.cover.mediumNello stesso anno, venne anche pubblicato il suo primo libro, Seductio ad Absurdum: The Principles and Practices of Seduction — A Beginner’s Handbook.
E sì, tratta esattamente di ciò che pensate tratti – e lo trovate gratis sul progetto Gutenberg.

Nel 1935, per noia, si spostò a Shanghai, affittò un appartamento nel distretto a luci rosse della città, in Kiangze Road, ebbe relazioni con Victor Sassoon e col poeta Sinmay Zau, e cominciò a fumare oppio.
E a farsi vedere in giro, come si diceva, in compagnia di Mr Mills.
È da notarsi che le critiche alla sua condotta vennero sollevate quasi esclusivamente per il fatto che si portasse a letto un cinese – senza alcuna remora o pudore – e non per oppiacei, scimmie in pannolone o altre attività sessuali con occidentali.

Nel 1941 i giapponesi invasero Shanghai, e Emily si trasferì a Hong Kong.
Qui si liberò del vizio dell’oppio (pur restando una convinta fumatrice di sigari), ma cominciò a provare un intenso desiderio di maternità…

“Decisi che sentivo il bisogno dell’influenza stabilizzatrice di un bambino, ma dubitavo di poterne avere uno.”

charles-boxerMa a quanto pare Charles Boxer, capo dei servizi segreti britannici a Hong Kong (e un’altra persona della quale dovremo parlare, prima o poi) la pensava diversamente.

“Sciocchezze, te ne farò fare uno io!”

E così fece3, e nell’ottobre del ’41 Emily diede alla luce la piccola Carola Militia Boxer.
Sì, di secondo nome la chiamarono Militia.
Prendiamo atto en passant che all’epoca Charles Boxer era sposato.
Poi i giapponesi invasero anche Hong Kong.

Boxer venne internato in campo di prigionia e successivamente decapitato.
Emily venne interrogata dalle autorità giapponesi.

“Perché avete avuto una figlia dal Maggiore Boxer?”
“Perché sono una ragazza cattiva.”

Internarono pure lei, e per tre anni Emily sopravvisse dando lezioni d’inglese agli ufficiali giapponesi in cambio di cibo.
Venne rimpatriata nel 1943.

Nel 1945 si scoprì che la notizia della decapitazione di Charles Boxer era stata ampiamente esagerata. Il maggiore tornò dal campo di prigionia, e convolò in seconde nozze con Emily.
Ebbero una seconda figlia (Amanda Boxer, l’attrice).

Nel 1950, Emily decise che sì, bella la vita familiare, splendida l’Inghilterra, ma lei stava meglio a New york – si prese un appartamentoa Manhattan dove trascorreva nove mesi all’anno, riservando i tre restanti alla famiglia in Gran Bretagna.
Bello liscio.

Proseguì nella sua carriera letteraria come giornalista e scrittrice, dedicandosi anche a temi quali l’ecologia e lo studio della comunicazione fra umani e animali, e continuò a presentarsi in ufficio al New Yorker puntualmente ogni mattina fino a pochi mesi prima della sua morte, avvenuta nel 1997, all’et di 92 anni.
Era anche solita assistere – fumando il sigaro – alle partite di giochi di ruolo della nipote.

“Ho deliberatamente scelto il percorso incerto ogni qual volta ne ho avuta la possibilità.”

Molti dei titoli di Emily Hahn sono stati ripubblicati di recente anche in formato elettronico.
Sono una lettura… interessante.


  1. e sì, è davvero di pessimo gusto che io faccia pubblicità in maniera tanto spudorata al mio romanzo, davvero, non dovreste frequentare questo blog, è di una ineleganza inammissibile. 
  2. considerando il modo in cui alcuni miei docenti trattavano le studentesse di geologia negli anni ’90, posso immaginare cosa dovette passare Emilie negli anni ’20. 
  3. non devo stare a spiegarvi come. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

15 thoughts on “La signora e il gibbone

  1. quando escono questi tasselli dell’infinita collezione di cialtroni non hai idea di quanto sia immensamente felice che questo blog abbia ripreso le pubblicazioni

    comunque se qualcuno di tutte le cose che ci sono s’è lamentato di una scimmia col pannolone nel romanzo mi sa che ha un problema. o ha saltato qualche pagina.

  2. Che personaggio! Ti ringrazio Davide per tutte le volte che mi sorprendi con queste chicche. E succede abbastanza spesso!

  3. Certo che con buona pace dei “trasgressivi” e liberali d’oggi. Gli avventurieri di quasi un secolo fa ne hanno da insegnare… Terribilmente affascinanti.

    • Diciamo che vanno decisamente contro l’immagine paludata e repressa che noi tendiamo ad avere – artificialmente – del passato.
      Esisteva un grande conformismo, certo – ma anche un sacco di gente che del conformismo non sapeva cosa farsene.

  4. E’ per articoli come questo che cerco di non perdmi nulla che passi da questo preziosissimo blog.
    Saluti

  5. Fantastico, come sempre…. Grazie Davide

  6. La signora Hahn era certamente una che sapeva come non annoiarsi! Tiè, alla faccia dei gggiovani spregiudicati della mtv generation😄

    Leggendo il tuo articolo, mi son saltate in testa tre domande:
    1- davvero qualcuno si lamenta della presenza di una scimmia col pannolone nel tuo romanzo? Non è troppo più strano del tenere un cagnetto nella borsetta, dal mio punto di vista😛
    2 – la piccola Militia, che fine ha fatto?
    3 – quali gdr giocava, la nipote?
    4 (domanda bonus) – ma non si annoiava, a vedere altri giocare? Al posto suo (e col suo vissuto) avrei preteso un pg pure io, per poi dire, alla prima obiezione del master:- Fidati, questo si può fare. Io l’ho fatto…

    Bell’articolo davvero, su una persona assai particolare🙂 (che, ovviamente, non conoscevo)

    • Credo che Militia abbia goduto di una vita lunga e prospera, anche se gravata da un nome un po’… mah.
      Non ho idea di cosa giocasse la nipote, ma viste le date, penso fosse il vecchio D&D, o qualcosa di home-grown.

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