strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

La pistolera della Persia

6 commenti

C’è una donna sola sulla riva di un fiume, da qualche parte in Persia.
Sola, con alcune casse di equipaggiamento e di reperti archeologici.
Oggetti di valore.
Arrivano otto predoni ben decisi ad approfittare della sitazione.
Al che la donna estrae due pistole, le spiana in faccia agli otto disgraziati, e dice loro

“ho quattordici pallottole da usare contro di voi. Andate a chiamare altri sei vostri compari.”

Gli otto predoni decidono che forse non è il caso di procedere colloro piano.
Siamo alla fine del diciannovesimo secolo.
La signora con le sue quattordici pallottole è Jane Dieulafoy.

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E voi sapete che è il genere di donna che su strategie evolutive uno spazio lo trova sempre.

Jane-Dieulafoy-biographya-com-2Jeanne Henriette Magre era nata a Tolosa nel 1851, e studiò dalle suore dell’Assunzione, dimostrando un talento per le lingue e per la pittura.
Nel 1870, all’età di diciannove anni, conobbe e sposò Marcel Auguste Dieulafoy, un ingegnere ferroviario, in una cerimonia che fece a meno dei voti di obbedienza della moglie verso il marito.
Jeanne e Marcel sarebbero stati una coppia alla pari.
Nel 1870, scoppiò la Guerra Franco-Prussiana, e Marcel si arruolò volontario. Jane lo seguì al fronte, vestendosi da uomo e combattendo al suo fianco.

Quello di vestire in abiti maschili sarebbe rimasto uno dei suoi vezzi.

Alla fine della guerra, i coniugi Dieulafoy decisero di seguire la propria passione per l’archeologia, e si trasferirono in Persia.

Ma come si può intuire dalla mappa della spedizione, il progetto dei Dieulafoy era molto più ambizioso.

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La spedizione del 1881 non andò proprio come previsto – tempo orribile, febbri e predoni – ma i Dieulafoy visitarono per la prima volta Susa, e raccolsero una quantità di schizzi, fotografie e reperti assortiti.
Jane tenne anche un diario, che pubblicò durante la propria convalescenza, intitolato Le Tour du Monde.
Il successo del volume la rese immediatamente molto popolare.
Nel corso degli anni successivi jane avrebbe pubblicato una quantità di altri volumi.

Una seconda spedizione prese il via nel 1885, questa volta meglio organizzata e meglio finanziata, con un complemento di oltre 300 scavatori.
Alla spedizione parteciparono anche un naturalista ed un ingegnere civile.
Jane si prese cura di comandare le squadre di scavatori, e mantenere l’ordine fra i vari gruppi etnici. Veniva sovente fotografata con una doppietta in spalla, e la sua fama di tiratrice scelta si diffuse presto oltre i confini del campo base della spedizione.

La spedizione dei Dieulafoy portò alla luce il Fregio delLeone che segnalava l’ingresso al palazzo di Artaserse II.
Specdizioni successive portarono allo scavo del palazzo di Artaserse, e portarono alla scoperta dei resti del palazzo di Dario il Grande, incluso il Fregio degli Immortali.

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Tornati a Parigi – dopo quel breve incidente dei predoni di cui si diceva – i Dieulafoy si misero all’opera per allestire un’ala del Louvre che ospitasse i loro reperti. Era stata Jane a numerare, catalogare e cartografare ciascun mattone smaltato, in modo da permettere il trasferimento e la ricostruzione dei mosaici a Parigi.
Spedizioni successive si svolsero in Spagna, in Portogallo e in Marocco.
Contemporaneamente, Jane decise di abbandonare del tutto gli abiti femminili, suscitando una certa costernazione popolare.

“Lo faccio solo per risparmiare tempo. Compro completi maschili di magazzino e posso usare il tempo risparmiato per lavorare di più.”

Con l’addensarsi delle nubi di guerra, Jane divenne una portavoce del maggior coinvolgimento delle donne nella gestione del paese – in modo da lasciare liberi gli uomini dalle responsabilità amministrative, permettendo loro di andare a combattere al fronte.

Lo scoppio della prima guerra mondiale diede ai Dieulafoy la scusa per una nuova campagna di scavo in Marocco – dove Marcel si trovava nominalmente per costruire ospedali militari, e dove quindi fu Jane a occuparsi quasi completamente della gestione delle ricerche.
Si occupò di scavare e restaurare la moscheda di Hassam.

Ma ancora una volta la cattiva salute era in agguato, complici le pessime cndizioni igieniche delle installazioni militari francesi in Marocco – Jane morì di infezione amebica nel 1916, e Marcel la seguì appena otto mesi dopo.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “La pistolera della Persia

  1. Una suffragette da battaglia la signora.

  2. L’uscita sulle pallottole è una delle frasi più badass di sempre, roba da farci una maglietta!
    Dando più spazio a persone del genere sui libri, nessuno prenderebbe brutti voti in storia🙂

  3. Adoro questa storia!

  4. Se qualcuno ti invita a chiamare rinforzi o è pazzo oppure è uno spaccaculi d’eccellenza. In ogni caso avrei fatto come i predoni e me ne sarei andato via con tanti saluti😀

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