strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Kwaidan, e gli spettri di Lafcadio Hearn

3 commenti

Secondo piamo bar del fantastico sulle richieste della mia amica e lettrice Paola – che voleva un post su Lafcadio Hearn.
Ed è certamente una buona idea.
Hearn ha questa strana abitudine, di comparire e scomparire dai nostri scaffali, e a seconda della decade è popolarissimo, o dimenticato.

51egL02mSPL._SY344_BO1,204,203,200_Comincio con una nota personale – ricordo la fatica fatta, da ragazzo, a procurarmi una copia di Kwaidan, di Hearn, che era uscito in italiano ma risultava quasi introvabile.
Alla fine, scovai una copia dell’edizione Dover Thrift in una libreria torinese, e mi presi quella.

Oggi i lavori di Hearn sono variamente ristampati anche nella nostra lingua, si trovano sul progetto Gutenberg e la solita Wordsworth Publications ne ha fatto un bel volumone dal titolo di Oriental Ghost Stories, parte della indispensabile collana Tales of Mystery and the Supernatural.

HearnPortraitLifeLettVol11870Patrick Lafcadio Hearn aveva quello strano secondo nome perché era nato sull’isola di Lefkada, in Grecia, figlio di un medico militare irlandese e di una nobildonna greca. Era il 1850.
L’esistenza di patrick fu funestata da una quantità di tragedie – suo fratello maggiore morì quando lui aveva solo due mesi. Successivamente i suoi genitori divorziarono, e lui venne prima sballottato fra le nuove famiglie dei genitori, e poi fu abbandonato tanto dalla madre che dal padre, e infine venne affidato ad una zia del padre, residente a Dublino.
La zia si impegnò perché il ragazzo ricevesse una buona istruzione cattolica. Fu proprio a scuola che Hearn ebbe un incidente e si ferì ad un occhio – la ferita venne trascurata, e il ragazzo, all’età di sedici anni, perse l’uso dell’occhio sinistro1.
L’anno successivo, la zia andò in bancarotta a causa degli intrallazzi del suo amministratore, e il povero Patrick Lafcadio Hearn si ritrovò povero in canna, nuovamente abbandonato a se stesso e spedito a vivere a casa della ex cameriera della zia.
Non appena compiuti i diciannove anni, il giovane venne spedito con un biglietto di sola andata a new York. da lì, avrebbe dovuto arrivare a Cincinnati, per andare a stare con dei parenti acquisiti.
Ma arrivato a Cincinnati, i parenti acquisiti gli diedero 5 dollari e gli dissero di arrangiarsi.

Lafcadio Hearn fece una quantità di lavori strani, e poi finalmente riuscì a trovare un posto da editorialista al Cincinnati Daily Enquirer, specializzandosi in cronaca nera. All’età di 24 anni, hearn era considerato il più audace fra i giornalisti di Cincinnati, e guadagnava la discreta cifretta di 25 dollari alla settimana. Non male, nel 1874.

Poi, proprio nel 1874, Hearn sposò Althea Foley, una donna di colore – in aperta violazione delle leggi segregazioniste dello stato dell’Ohio. E perciò venne licenziato.
Il matrimonio andò a monte tre anni dopo.

Hearn si trasferì a New Orleans, scrivendo per giornali locali, e contribuendo a creare l’immagine di New Orleans come città culturalmente variopinta e affascinante.
Pubblicò anche alcuni volumi – inclusa una collezione di ricette.
Poi si spostò nelle Indie Occidentali, dove rimase per due annidal 1887 al 1889, come corrispondente di Harper’s.

Lafcadio_HearnPoi, nel 1890, Hearn venne inviato in Giappone come corrispondente, con la previsione di fermarsi da sei settimane a tre mesi.
Ci rimase per quattordici anni.

In Giappone Hearn trovò finalmente il luogo ideale.
Sposò una giapponese, ottenne diversiincarichi come insegnante e infine venne naturalizzato come giapponese, col nme di Koizumi Yakumo (assumendo il cognome della moglie).

E intanto, continuò a scrivere -e in particolare a colelzionare, e riorganizzare e riscrivere storie strane, leggende e vicende spettrali, costruendo un corpus di racconti che, fondati sul folklore giapponese tradizionale, e ambientati nel giappone antico e preindustriale, costituiscono uno dei capisaldi della narrativa spettrale e orrifica del ventesimo secolo.

41cAjgka-hL._BO1,204,203,200_Hearn fu anche un acuto osservatore della quotidianità giapponese, e questo gli permise di raccogliere un vasto campionario di vignette e scene di vita qualunque, che rimangono come una importante testimonianza del giappone di epoca Meiji.

Lafcadio hearn morì nel 1904, all’età di 54 anni, dopo una vita che lo aveva logorato a lungo, e che tuttavia gli aveva dato una capacità straordinaria di cogliere il dettaglio e di descriverlo nella maniera più efficace – una capacità non da poco per un autore che oggi viene ricordato soprattutto per i suoi lavori di genere horror, in particolare In Ghostly Japan e Kwaidan: Stories and Studies of Strange Things. Hearn dedicò anche un volumetto alle storie di spettri cinesi. Ed è curioso come un autore che – da giornalista – non aveva esitato ad indagare il vudù di New Orleans con piglio scettico, sia stato tanto abile nel creare delle piccole agghiaccianti storie di spettri fondate su una tradizione che era per lui lontana ed aliena.

La versione cinematografica di Kwaidan, girata nel 1964 da Masaki Kobayashi, resta ancora oggi una pellicola fondamentale. E nel caso lo trovate tutto su Youtube.

Una nota a latere per gli appassionati di anime e manga – il 90% degli spettri che avete visto nei fumetti o nei cartoni animati, o vengono da Shigeru Mizuki2, o vengono da Lafcadio Hearn.


  1. non esistono foto di Hearn che non siano del suo profilo destro 
  2.   si, lo so, dovrò farci un post. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Kwaidan, e gli spettri di Lafcadio Hearn

  1. Fantastico. Conoscevo l’autore grazie a qualche racconto trovato su varie antologie (il nome rimane impresso) ma mi mancavano i retroscena biografici. Come sempre affascinanti

  2. Interessantissimo, non conoscevo affatto l’autore… Temo che anche stavolta la Wordsworth avrà i miei sporchi soldi! Del resto The Voodoo Tales mi sta piacendo molto, l’inglese di Whitehead è bello e scorrevole, lo stile divertente… Quindi anche questo bel mattonazzo di horror orientale presto arricchirà la mia collezione virtuale!😀

  3. Un autore che avrei sempre voluto approfondire, ma la cui assenza dalle librerie mi ha sempre ostacolato (ho visto un suo libro, in libreria, solo una volta, e non avevo soldi XP ).
    Ho sempre trovato curioso che un esponente della tradizione letteraria giapponese sia, in realtà, uno straniero naturalizzato – alla faccia di chi vuole che il background culturale di una persona sia fissato nella pietra dalla sola nazione di nascita!
    È stato interessante leggere questo articolo. Merci!🙂

    Shigeru Mizuki, invece, è già (stato) più presente nei tempi recenti, sia come autore di fumetti (Kitaro dei cimiteri è stato pubblicato anni fa da D-Visual, non so se compleamente) che come “compilatore” di dizionari sui mostri e sugli spiriti (Kappa edizioni).

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...