strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Shakerato, Non Mescolato

5 commenti

Ve la ricordate la faccenda degli stupri in Game of Thrones?
Orribile vero, tutto quel baccano?

Che poi chessaràmai – la violenza e la brutalità in GoT sono storicamente accurate – a meno che non lo siano affatto, nel qual caso è ugualmente ok perché tanto è fantasy.
Però realistico.
O qualcosa del genere.

Discutendo con un collega sulla faccenda, un paio di settimane addietro, mi è venuto in mente di paragonare la gratuità della violenza in Game of Thrones alla gratuità del consumo alcoolico di James Bond nei film – shakerato, non mescolato1.

foodsofengland bond

Anche in questo caso si tratta di una normale attività umana, che può spesso avere delle conseguenze piuttosto spiacevoli, e che nell’economia della storia non ha (quasi mai) alcuno scopo se non quello di far fare a Bond la figura del figo (se mi si passa il termine tecnico).

Vogliamo dare un’occhiata ai dati?

a7d7134e93f4654ced1903ac6052ddc4Il grafico qui di fianco (ingrandibile cliccandoci sopra) è costruito sulla base dei film, e indica solo le quantità effettivamente consumate sullos chermo (non quelle implicite – che quindi sono di più).

Ora, qualora foste curiosi, una unità alcoolica (unit of alcohol) equivale a 10ml di alcool puro. I medici raccomandano come dose giornaliera massima consigliata 2-3 unità per le donne e 3-4 unità per gli uomini2.

A livello puramente statistico è interessante notare come il Bond più etilico sia quello degli ultimi film – mi domando se sia un fattore culturale.
Così come mi incuriosiscono le fluttuazioni nel consumo, e la evidente variazione nei gusti di Bond attraverso gli anni.

Ora, naturalmente, il consumo alcoolico da parte di Bond è storicamente accurato, e nessuno si sognerebbe mai di lamentarsene, o di sostenere che sia un invito all’alcoolismo3, neanche fosse poi l’alcoolismo un problema serio ed attuale.
Ecchessaràmai.
E il fatto che Bond regga così bene l’alcool certamente ci rivela un sacco di dettagli su di lui come personaggio – dettagli che certamente sarebbe stato impossibile rivelarci in altro modo.

E immagino che la rappresentazione del duro mondo dell’etilismo nei film di Bond li renda più grimdark e quindi più significativi.

È però un espediente narrativo abbastanza trito e inutile – io nella lista qui di fianco (che è neutra e un po’ troppo generica, ma ok) vedo una sola istanza in cui il consumo alcoolico può avere una funzione narrativa coerente4.

Tutto questo per dire che è possibilissimo che esistano espedienti narrativi abusati e sciocchi, spesso connessi a attività umanamente spiacevoli.
È un dato di fatto.

Poi certo, come mi è stato fatto notare nella discussione su Game of Thrones, i telefilm sono una cosa diversa dai romanzi.
Anche nel caso di James Bond vale lo stesso discorso – nei film si fa raramente riferimento all’abbondante uso di anfetamine da parte dell’agente 007…


  1. a detta di un amico barman, shakerare il vodka martini causa una distorsione meccanica nelle molecole dell’alcool, che incide sulle qualità organolettiche del martini. Insomma, mescolato è più buono. 
  2. non è sessismo, è una questione di massa corporea e ritmi metabolici. 
  3. andiamo, imputare il vostro alcoolismo a James Bond è come dire che avete cominciato a fumare per sentirvi fighi come Bogart… 
  4. riuscite a individuarlo, quell’unico caso? È facile… 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Shakerato, Non Mescolato

  1. In effetti, nel romanzo Thunderball JB viene inviato d’autorità da M a disintossicarsi in una sorta di clinica naturistica perché le sue condizioni di salute – in seguito a una visita da parte del medico del Servizio Segreto – vengono ritenute inadeguate rispetto ai suoi compiti.
    Fleming dedica un buon terzo del romanzo alla descrizione delle cure all’interno della clinica e allo stato d’animo depresso di JB. Il quale ne esce riducendo al minimo il consumo d’alcol e “convertendosi” a una specie di alimentazione macrobiotica (che però nel seguito del romanzo abbandonerà di colpo)

    • Ma come si diceva, i film e i libri sono cose diverse😀

      • Sì, infatti partivo da questo assunto. Sia nel film omonimo che in Mai dire mai – che è poi una sorta di remake di Thunderball – il fattore alcol rimane sempre a livello di “fasto”, insieme al viaggio, alla bella donna, al pasto e all’orologio di lusso. E in effetti non mi risulta che venga mai menzionata la benzedrina di cui Bond fa uso. C’è da dire che il Bond letterario è a suo modo un personaggio complesso là dove quello cinematografico, a mio parere, forse con qualche eccezione, è solo uno show.

        • la semplificazione del personaggio nel passaggio dal romanzo al film è comprensibile – e per molti versi preferisco decisamente il Bond “easy” dei film classici al Bond tormentato delle ultime pellicole, dove la semplificazione è stata corretta – guardacaso – con una nuova iniezione di brutalità.

          • ma sì, anche perché ne esce un personaggio comunque irrealistico e non più divertente, che strizza un occhio allo pseudo realismo di un Bourne e perde per strada ogni connotazione – letteraria e cinematografica – di Bond.

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