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Barbablù e la Bella Addormentata

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Possono gli ideali sopravvivere al confronto con la realtà?
È un tema interessante – e che pare fatto su misura per la letteratura fantasy, che dopotutto ci permette di maneggiare le astrazioni in maniera concreta.
James Branch Cabell, l’autore della colossale icosipentalogia1 Life of Manuel usò regolarmente il registro del fantastico per poter mostrare sulla pagina le astrazioni al lavoro – amore, avventura, verità, principi morali (o assenza dei medesimi), Cabell li utilizzò come mattoni per costruire il proprio castello narrativo.

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E il tema dell’ideale che si scontra col reale Cabell lo affrontò due volte.
La prima, nel suo fondamentale Jurgen, quando l’eroe (diciamo così) che dà il proprio nome al romanzo si introduce nottetempo nella stanza da letto di Elena, la più bella donna della storia – tentato dall’ideale della bellezza assoluta, Jurgen decide di non svegliare Elena: meglio conservare l’ideale intatto, anziché rischiare che la realtà lo faccia appassire.
Ma, ricordiamoci, Jurgen è un poeta che si è riciclato come usuraio – una certa disillusione, un certo cinismo, sono probabilmente inevitabili.

Mel 1723 le cose vanno diversamente.
E la storia del discendente di Dom Manuel ( e di Jurgen) Florian, duca di Puysange, costituisce l’ottavo volume della serie, The High Place – a Comedy of Disenchantment ed è forse il mio romanzo preferito nell’opus cabelliano.

La premessa del romanzo è semplice – cosa succederebbe se Barbablù svegliasse la Bella Addormentata?

16 James Branch Cabell The High Place Ballantine070Florian de Puysange è un tipico prodotto della nobiltà francese del ‘700 – è un libertino e un depravato, ha bazzicato l’alchimia e il satanismo, e ha seppellito quattro mogli e un certo numero di amanti di ambo i sessi.
Sull’eliminazione delle consorti non possiamo in fondo dargli torto – all’età di dieci anni, Florian ha avuto modo di visitare il castello di Brunbelois, nella foresta di Acaire, dove da 500 anni l’intera corte dormiva sotto un incantesimo della strega Melusine. Fra le vittime dell’incantesimo, il re di Brunbelois, l’uomo più saggio che mai fosse vissuto, il suo santo consiliere Oprig, l’uomo più virtuoso che la storia potesse ricordare, e la principessa Melior, la donna più bella che Florian avesse mai visto.
Difficile competere con questi ideali – e Florian non è certo il tipo da andare per il sottile, quando viene deluso…

Ma ecco che mentre è in procinto di portare all’altare la sua quinta moglie, a Florian viene offerta la possibilità di spezzare l’incantesimo (in cambio della vita del suo primogenito – un prezzo accettabilissimo), liberare la corte di Brumbelois dal sonno, e sposare Melior.

E a differenza di Jurgen, Florian accetta di confrontarsi coi suoi ideali.

5296814Scritto nel 1923 e pubblicato all’origine con le tavole del grandissimo Frank Papé, The High Place è un concentrato di cinismo, cattiveria e sofisticazione letteraria e intellettuale senza pari2.
Se la base concettuale è fiabesca, l’esecuzione è puro, inadulterato J.B. Cabell al 101%.
Florian ottiene ciò che desidera, e non tarda a pentirsene.
Alla prova dei fatti, il saggio re è un vecchio rimbambito con abitudini igieniche inammissibili e una certa propensione per la bottiglia.
Oprig non è un santo – proprio nel senso che non lo è… è la persona sbagliata: il santo era Orrig, ma per via di una gamba spezzata di una R su una lapide, il titolo di santo venne appioppato a Oprig, che era di fatto un losco persecutore di cristiani (fu lui a martirizzare Orrig). Ora però coi suoi poteri di santo, inclusi due angeli al suo comando, Oprig ha certamente modo di godersela un mondo.
Quanto a Melior…
Oh, Melior è bellissima.
Però è anche stupida come una capra, parla a vanvera, ha la moralità di una gatta in calore e ha imparato molto in fretta ad apprezzare la moda e gli usi e costumi del diciottesimo secolo.

Davvero una commedia del disincanto, The High Place è la storia – narrata in maniera elegantissima in poco più di 300 pagine – dell’annientamento morale di un uomo davanti allo spettacolo del fallimento… di più, dell’assoluta falsità dei suoi ideali.
A questo punto, la scelta non può che essere una – tocca accoppare anche Melior, nonostante lei goda della protezione di Oprig (col quale sorge il dubbio che la bella non più addormentata sia più intima di quanto non sarebbe conveniente) e dei suoi due frustratissimi ed avviliti angeli.

Cabell è straordinariamente a proprio agio con l’ambientazione storica, non si cura affatto di sciocchezze come la decenza quando deve insinuare (ma mai e poi mai mostrare) le più turpi infrazioni alla morale, e costruisce una storia che, come osservò correttamente James Blish, è una valanga di risate, ma anche molto molto triste.
Il gioco si fa complicato, i dibattiti filosofici e le efferatezze si susseguono, Florian si trova intrappolato in un incubo.
Toccherà chiamare San Michele Arcangelo e il diavolo in persona, per rimettere a posto l’intera faccenda.

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The High Place uscì come dicevo nel 1923 (ed all’epoca oviamente venne considerato semplicemente un romanzo, non “fantasy”) e poi venne ristampato negli anni ’70 dalla DelRey nella collana Adult Fantasy diretta da Lin Carter.
È questa l’edizione che lessi ai tempi del liceo.
Oggi è disponibile una ristampa più che dignitosa della Wildside Press, e se ne trovano parecchie copie usate in giro anche della bella edizione Dover.

The High Place è fantasy, ma non il fantasy al quale siamo ormai condannati – per ambientazione, tema, svolgimento, contenuti, questo è qualcosa di completamente diverso.
Fa bene al cervello, fa bene all’anima – ma come tutta l’opera di J.B. cabell, non potrà mai essere ampiamente popolare.
Anche se novant’anni fa fu un discreto bestseller.


  1. che sarebbe una serie di venticinque romanzi (ma in effetti include anche un paio di opere teatrali, un ciclo poetico ed alcune novelle). 
  2. ma abbiate pietà e non schedate anche questo come grimdark, che Cabell non c’entra proprio nulla. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Barbablù e la Bella Addormentata

  1. Storia folle ed euforica, sembra anticipare di brutto i temi di certe storie recenti (come il fumetto Fables, dove si vedono personaggi classici delle fiabe che non sono tutti d’un pezzo come ci si aspetterebbe).
    Speriamo che non lo scopra la Disney, ne farebbe due ore di canzoncine e menate leziose😛

  2. Comincio a chiedermi perché diavolo non ne ho ancora comprato una copia. Sarà ora che lo sposti dalla wish list al carrello

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