strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Antifan

10 commenti

antifan070510Un paio di giorni addietro, chiacchierando con un amico in America, ho scoperto l’interessante concetto di anti-fan.

Di cosa si tratta?
Si tratta di persone che come i fan seguono assiduamente un personaggio pubblico o un prodotto, ma con il solo scopo di vederlo fallire.
E qualora il personaggio in questione non dovesse fallire, allora potrebbero anche – in casi estremi – impegnarsi personalmente per dargli una spinta verso il fallimento.

L’idea di antifan (si può scrivere col trattino o meno) portata al suo estremo è stata illustrata per la prima volta in occdente da un vecchio articolo della rivista Wired America, che potete trovare qui.

In May 2010 an antifan club formed and quickly attracted tens of thousands of members who accused him of stealing someone’s identity, dodging the draft, and faking passports, diplomas, and transcripts. The accusations were accompanied by supposed evidence supplied by the online masses, who also produced slick YouTube attack videos. It was a full-fledged backlash.

E se è vero che esistono anti-fandom molto agguerriti anche in occidente (pensiamo a Twilight)1, la storia del musicista coreano Dan Lee, in arte Tablo, è curiosa ed inquietante perché ci parla non di attacchi ad un prodotto (parodie di una serie di romanzi, ad esenmpio) ma di attacchi mirati a distrugere una persona.
Ed è particolarmente inquietante l’idea che gli stalker del musicista, gli antifan, si definiscano players e chiamino il proprio “gioco” “Tablo Online”, come se fosse un qualunque altro multiplayer – e che a tutti gli effetti usino l’esistenza dell’artista come un gioco online, il cui scopo finale consisteva nel distruggere l’oggetto delle loro attenzioni (magari facendo pressioni e attaccando la sua famiglia).

E la conclusione – per gli antifan – è che la responsabilità di tutto sia della vittima…

“I believe the controversy surrounding Dan is his own responsibility,[…] He made a lot of money in Korea by being famous and in large part by being a Stanford grad and marketing very effectively.”

Anche se, e in questo l’articolo è abbastanza chiaro, il gioco non è un gioco, ed esistono persone con motivi personali – per quanto futili – che gettano benzina sul fuoco.

Uno dei miei contatti in USA ha sbrigato la pratica dicendo che quando eravamo giovani gli antifan si chiamavano semlicemente invidiosi.
E c’è certamente una componente di invidia che anima molti di questi personaggi.
ma io credo esista anche un secondo fattore: esiste un segnale fortemente contraddittorio, nella nostra cultura.
Da una parte dobbiamo primeggiare ed essere vincenti – chi non vince, non conta nulla, e deve sentirsi in colpa.
Dall’altra, dobbiamo essere umili, evitare di attirare l’attenzione, possibilmente scomparire – chi non lo fa, chi si mostra, commette una sorta di peccato laico, e merita di essere distrutto.

Sommate la frustrazione per il proprio insuccesso e l’oltraggio all’altrui esibizionismo, ed otterrete degli antifan.

E non è che sia proprio una bella cosa.


  1. o pensiamo allo sport – quanti “fan” conoscete che “tifano contro”? 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

10 thoughts on “Antifan

  1. Credo ci sia anche una componente irrazionale di logica del branco e bullismo. Non lo faccio più, ma in passato mi sono trovato a fare battutacce su Justin Bieber semplicemente perché era un bersaglio facile e la cosa mi divertiva. Poi mi sono chiesto perché dovessi fare battute acide su un musicista di cui non avevo mai neanche ascoltato una canzone, solo per un’antipatia epidermica. Forse è la ricerca dell’approvazione del resto del branco. Alla fine, ha prevalso la mia natura di essere pensante, e non l’ho fatto più.

  2. Un fenomeno che andrebbe studiato a livello psichiatrico, davvero. Come ti dissi qualche giorno fa, nel prezzo della fama sono compresi i complimenti come gli insulti, ma qua siamo oltre alla soglia.

  3. Non so in America, ma ho visto anticraxiani diventare antiberlusconiani ed evolversi in antigrillini. Più che patologia sembra un Pokémon, e anche piuttosto stupido.

  4. Alquanto agghiacciante, direi che una vita vuota che produce noia e troppo tempo libero sono una combinazione pericolosa.

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