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Il giocatore di scacchi a orologeria

9 commenti

Kempelen-charcoalWolfgang von Kempelen percorse gran parte della propria esistenza in equilibrio sulla linea sottile che separa il genio dal cialtrone.
Ungherese, nato a Pressburg (Bratislava) nel 1734, von Kempelen aveva studiato legge e filosofia, e parlava una mezza dozzina di lingue.
Svolse principalmente incarichi diversi nell’amministrazione del regno d’Ungheria, ma questa attività gli lasciò evidentemente il tempo per scrivere poesie, eseguire disegni ed incisioni e soprattutto per dedicarsi al suo vero interesse – Wolfgang von Kempelen era un inventore.

E anche piuttosto bravo – nel corso della sua carriera da inventore creò una macchina parlante azionata da un mantice, brevettò un certo numero di motori a vapore, pompe e turbine, creò una macchina per scrivere per la pianista viennesa Maria Theresia von Paradis, e progettò un teatro e una serie di giochi d’acqua e fontane.
Un individuo geniale.
Ed è perciò ironico che questo inventore brillante sia passato alla storia per una sola delle sue invenzioni, che era una truffa.

Il Turco Giocatore di Scacchi di von Kempelen.

Nel 1769, von kempelen presentò a Maria Teresa d’Austria un grosso giocattolo: un uomo meccanico, vestito in costume turco, seduto ad un cofano/tavolo sul quale era sistemata una scacchiera.
Aprendo una serie di sportelli nel cofano, era possibile vedere in azione un intrico di ingranaggi.
Ricevuta la carica a molla, il turco era in grado di giocare a scacchi contro un avversario umano, e batterlo.
Anche nel caso in cui l’umano volesse provare a barare – come avrebbe scoeprto a proprie spese Napoleone Bonaparte. L’imperatore, battuto in un gioco tradizionale, spostò arbitrariamente i pedoni sulla scacchiera, affermando che la fanteria dell’Imperatore poteva uovere di più di un passo alla volta… e il turco rovesciò i pezzi, mettendo fine alla partita.
Oltre ad umiliare avversari titolati, il Turco era anche in grado di esibirsi in una serie di giochis olitari – come ad esempio l’enigma del Cavallo (un gioco che consiste nel muovere in sequenza un cavallo sulla scacchiera in modo che tocchi tutte le caselle una sola volta).

Tuerkischer_schachspieler_windisch4

Il Turco ebbe un successo straordinario, viaggiando in tourné nelle corti d’Europa – non manca nel folklore relativo a questa macchina un incontro col fantomatico Conte di Saint Germain.
E c’era chi si diceva pronto a giurare e spergiurare che l’aggeggio fosse stregato, posseduto o operato da un demone.
I più tuttavia lo considerarono un prodigio della meccanica, un primo straordinario esempio di intelligenza artificiale, il primo segnale della superiorità della meccanica sulla biologia, per lo meno davanti alla scacchiera.

Peccato che fosse tutta una truffa.
In realtà il tavolo nascondeva uno scomparto nel quale sedeva un esperto scacchista, che manovrava il turco attraverso un sistema a pantografo. Con un tipico trucco da palcoscenico, il seggiolino dell’operatore poteva scorrere su rotaio, in modo che fosse possibile aprire in sequenza gli sportelli e mostrare sempre l’interno vuoto del meccanismo.

Alla morte di von Kempelen, nel 1804l’aggeggio venne venduto a un musicista bavarese di nome Johann Nepomuk Mälzel, che collezionava automi e macchine musicali. Mälzel impiegò dieci anni a riparare il Turco e a scoprirne i segreti, e poi lo riportò in tourné. Il debutto della nuova gestione fu appunto la partita contro Napoleone.
Lo spettacolo arrivò fino in America – dove il Turco batté Benjamin Franklin e si esibì davanti ad Edgar Allan Poe.
Dopo una sosta a Cuba, Mälzel stava rientrando in Europa quando venne colto da un malore e morì durante il transito.
La colelzione di automi e macchine meravigliose del bavarese andò all’asta, e dopo vari passaggi e tentativi di acquisto e vendita, il Turco tornò in America, acquistato dal medico personale di Poe.
Restaurato una seconda volta, l’automa venne donato ad un museo di Philadelphia – e andò perduto in un incendio nell’estate del 1854.

O forse no.
Negli anni successivi all’incendio, il Turco venne avvistato in varie località – in Virginia durante la Guerra di Secessione, a Vienna negli anni ’70 del secolo, e in varie località fra la Francia e la germania.
L’ultimo avvistamento sarebbe stato in un magazzino abbandonato, in una località della renania, durante gli ultimi mesi della seconda guerra mondiale.
Leggende metropolitane?
Falsi o copie dell’automa di von Kempelen?

In quest’ultimo caso si sarebbe trattato di giocattoli piuttosto costosi – una ricostruzione messa insieme nel 1984 costò al committente 120.000 dollari… senza contare il compenso per lo scacchista nascosto nel tavolo.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

9 thoughts on “Il giocatore di scacchi a orologeria

  1. Questa storia è così bella che meriterebbe un film. O una miniserie🙂

  2. L’ha ribloggato su Iho's Chroniclese ha commentato:
    Un degno giocattolino per la città di Automata, pianurepianure esterneesterne… Me lo immagino già il Tieflig giocatore di scacchi

  3. Il Turco scacchista è stato omaggiato anche in un numero di Dampyr ambientato a Praga ( se non erro il n.23, “l’elisir del diavolo”). La Praga del fumetto Bonelli, poi, coglieva in pieno le bizzarrìe di un secolo in cui gli automi si alternavano alle più antiche superstizioni popolari. Mi chiedo se questo episodio non abbia ispirato Hoffman per scrivere ” Olympia “.

  4. Che flashback!
    Mi ricordo di aver letto la descrizione di questo automa nella mia infanzia,forse su una settimana enigmistica o forse addirittura su un fumetto stile Topolino. Mi rimase estremamente impresso, ricordo, in particolare il pensiero al povero operatore chiuso in una scatola cercando di giocare a scacchi.

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