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Il diamante perduto di L’Amour

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LouisSmiling-at-deskThe Diamond of Jeru ha una strana storia.
Per riuscire a mantenersi come scrittore a tempo pieno, Louis L’Amour, colosso del westerm1, fra la fine degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’50 pubblicava una storia alla settimana.
Questo significava scrivere per lo meno un’ottantina di storie l’anno.
Prima stesura e via – niente revisioni, non ce n’era il tempo.
Se la storia funzionava, L’Amour la spediva all’editor della rivista opportuna.
Se non andava, la infilava in una scatola e passava alla successiva.

When Lacklan brought his wife to Marudi, he was looking for diamonds, but when he learned he intended to take her up river with him, we decided he was a fool.

The Diamond of Jeru finì in una scatola, solo per riemergere negli anni ’90.

519D7VY2QGL._SY445_La storia venne rieditata dal figlio dell’autore e inserita in una raccolta di racconti postumi, e successivamente, nel 2001, la storia divenne la sceneggiatura per un film per la TV con Billy Zane e Keith Carradine.

E infine, sempre per volontà degli eredi di Louis L’Amour, la novella The Diamond of Jeru è stata trasformata in un audiobook drammatizzato – nel senso che non c’è un tizio che vi legge la storia, ma c’è un autentico cast di attori che la interpreta, con musica ed effetti sonori.
Un gran bel lavoro.

Come parte del materiale promozionale per il lancio dell’audiobook, è stata distribuita una copia anastatica del manoscritto originale di mezzo secolo fa – la prima stesura grezza e senza correzioni, direttamente dal carrelo di una macchina per scrivere meccanica.

Helen Lacklan was one of those lush and gorgeous blondes who take a tan so beautifully, and whose bodies are so magnificent that one never suspects them of brains. Moreover, she had the extraordinary faculty of seeming perfectly neat and perfectly cool. In the sultry heat of the equator that isn’t merely an achievement, it’s a miracle.

9781101914083Ora, la possibilità di leggereun manoscritto non corretto, una prima stesura, di un autore come L?Amour vale probabilmente di più – come corso di scrittura – di ore ed ore di deliri che ci vengono serviti con pompa e prosopopea da presunti esperti di letturacreativa.
È meglio che leggere un manuale.
È diverso dal leggere un racconto da vicino, come abbiamo discusso a suo tempo, perché questo è un raconto prima del passaggio dell’editor.
È una opportunità unica.

Cosa se ne ricava?
Primo – che Louis L’Amour commetteva errori di battitura come tutti.
È una sciocchezza, ma è anche una consolazione.

Secondo – quando si hanno venti pagine a disposizione, bisogna saper mostrare e saper raccontare, e chiunque vi dica che l’una modfalità esclude l’altra probabilmente non ha mai scritto un racconto in vita sua. Considerate il passaggio seguente…

“You’ve been up the Baram, above Long Sali?”
“Yes,” I saw no reason for explaining just how far I had gone. Marudi was a rough sixty miles from the mouth and Long Sali was a village a hundred and fifteen miles further up river.
Actually, I had crossed the island to Tarukan once, and had been down the backbone of mountains that divided Sarawak from Borneo proper for more than sixty miles.

Esisterebbe a questo mondo una maniera economica ed efficiente per mostrare tutto questo?
Esattamente…

Terzo – l’esotismo si costruisce con pochi dettagli.

My .45 slid into my hand. Lacklan was staring at the natives his jaw muscles working. “Jeru!” I yelled. “The rifle!” My gun was trained on his chest. “Return the rifle and call off your people or I shoot the orang batu!”

Quarto – pochissimi aggettivi.
È incredibile quanto tirchio di aggettivi sia Louis L?Amour nel raccontarci una storia avventurosa che ci si aspetterebbe, per sua natura, estremamente enfatica. Eppure lo stile asciutto aiuta, così come i dialoghi, sempre ridotti all’essenziale…

“Never under rate a man who has lived as I have, Helen. Just as a man who has
lived as I have would never under rate a woman as lovely as you.”

E sì, quinto, The Diamond of Jeru è una storia debole – succede troppa roba in troppo poco spazio.
Resta impressionante l’idea che una persona abbia messo giù un racconto così teso in un paio di sessioni di scrittura al massimo, senza tutti i vantaggi della scrittura al PC – L’Amour scriveva a macchina, e probabilmente facendo una seconda copia a carbone del manoscritto.

The Diamond of Jeru, nella sua versione originale, si legge in un’ora, un po’ di più se ci si sta attenti e ci si annotano i dettagli interessanti.
Ora sono davvero curioso di sentire l’adattamento audio.
Del film, casomai, parliamo fra qualche giorno.


  1. è probabile che abbiate visto un sacco di film tratti dai suoi romanzi e racconti. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

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