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Detective per davvero

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Un post per il piano bar del fantastico – il mio amico Marco mi ha chiesto di parlare un po’ di True Detective.
E come potrei tirarmi indietro?

Bernarr Macfadden, "The Boxer", 1905

Bernarr Macfadden, “The Boxer”, 1905 (Photo credit: Wikipedia)

True Detective venne lanciata sul mercato delle riviste pulp nel 1924.
L’idea di una rivista che pubblicasse articoli su crimini reali scritti col taglio agile di racconti polizieschi venne a un tale che si chiamava Bernarr Macfadden, che aveva fatto i soldi con la cultura, sì, ma la cultura fisica.
Un orfano che aveva scoperto il sollevamento pesi e il culturismo come forma di rivalsa e di riscatto sociale, Macfadden aveva cambiato nome da Bernard a Bernarr perché gli suonava più simile al ruggito di un leone, e il cognome da McFadden a Macfadden perché suonava più maschile.
Era un tipo del genere.

Nel corso della sua vita Macfadden pubblicò un centinaio di libri sul tema della cultura fisica, della salute e del benessere.
E se i soldi li aveva fatti con palestre e corsi per farsi i muscoli, e con la rivista Physical Culture fondata nel 1899, Macfadden era abbastanza sveglio ed abbastanza interessato alla cultura non-fisica da capire che, all’ombra della Grande Guerra, il pubblico voleva dell’intrattenimento – qualcosa di veloce, eccitante e che costasse poco.
L’elenco di riviste che macfadden creò o portò al successo è sorprendente, e include il proto-pulp Ghost Stories e il fondamentale Amazing Stories.

true@20detective@20(1961@20lt.@20grundish)E, appunto, True Detective, parte di una serie di riviste-verità che includeva True Story e True Romances.
L’elemento della verità, l’illusione (spesso proprio solo quella) che le storie fossero basate sulla realtà, che non si trattasse di “semplici racconti”, era certamente un elemento vincente della strategia delle riviste di Macfadden – True Story, ammiraglia dell’editore, raggiunse una circolazione di 2 milioni di copie al mese nel 1929.
Se le storie di True Story erano costruite sul modello “peccato-punizione-pentimento”, True Detective Mysteries si proponeva come raccolta di autentiche testimonianze di investigatori privati e detective della polizia sotto pseudonimo.
Dal 1939, il Mysteries venne eliminato e la rivista divenne semplicemente True Detective.

Le riviste di Macfadden non avevano fama di essere particolarmente sottili – gli editor conoscevano molto bene il pubblico, e sapevano quali situazioni e quali temi riuscivano ad acchiappare più facilmente il pubblico.
E d’altra parte, True Detective pubblicò lavori di Dashiell Hammett, di Jim Thompson e “Andy Stack”, che era in realtà Ann Rule – che sarebbe diventata famosa proprio come autrice di true crime, con all’attivo lavori su serial killer come Ted Bundy.

True Detective ebbe un successo colossale – al punto che negli anni ’50 vennero create testate-sorelle per il mercato europeo, in Gran Bretagna e Irlanda.

La rivista seppe adattarsi al mercato, e sopravvisse fino al 1995 con una miscela di pura fiction, di fiction basata su fatti reali, e resoconti più o meno realistici di fatti di cronaca nera.
Sulla scia di True Detective vennero naturalmente create una dozzina di riviste simili – da Real Detective a True Crime, da Star Detective a Front Page Detective, a Sensational Detective.
Un mercato che fu – anche – la palestra di autori per tre generazioni.

Oggi, il titolo un tempo familiare solo agli appassionati di hard boiled e di noir è diventato popolare grazie ad una serie televisiva – che pare abbia lo strano potere di risvegliare l’interesse del pubblico per autori e pubblicazioni dimenticate se non dagli specialisti.
In parte, alcune delle caratteristiche delle diverse stagioni della serie True Detective derivano dalla rivista di Macfadden, e dallo stile delle riviste true crime degli anni d’oro.
Il modello persiste a novant’anni dalla sua creazione.

E come piccolo extra, ecco una galleria di alcune delle copertine della rivista – tra gli anni ’20 e gli anni ’70 (cliccate sull’immagine per vederla ingrandita)

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

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