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Cento in una sola stagione

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Bob Crisp giocava a cricket.
Fra l’estate del 1935 e la primavera del 1939 si fece una solida fama come lanciatore veloce e battitore ambidestro, in campo per il Sud Africa.
I numeri che descrivono le sue prodezze suonano esoterici all’orecchio di chi non frequenti quel gioco tipicamente britannico…

Crisp took 276 first class wickets at under 20 runs each, twice took four wickets in four balls, and once took nine for 64 for Western Province against Natal

… qualunque cosa significhi.

Ma la statistica che lo rese straordinariamente popolare, fra i giocatori di cricket, fu il fatto di essersi portato a letto cento donne diverse durante una sola stagione di gioco.
Bob era molto popolare con le signore.

Bob Crisp in 1935 at Cardiff, where South Africa were playing a match against Glamorgan

Poi, sapete come succede, scoppiò la guerra.
E Bob Crisp prima di partire decise che gli sarebbe piaciuto fare una passeggiata.
E così scalò il monte Kilimanjaro.
Due volte1.

Le prime settimane del conflitto furono per Crisp una bella scampagnata – era necessario recuperarlo in questo o quel locale di Alessandria, dove quando era in licenza si esibiva come ballerino e cantante per pagarsi i debiti di gioco e la cena (di solito Escalope Viennoise e vino bianco).
Aveva anche sedotto una showgirl del posto, una certa Vera, che lasciò indietro quando venne trasferito in Grecia.

In Grecia agli inglesi restava poco da fare se non ritirarsi.
Gli diedero da comandare un carro armato.
I tedeschi lo cannoneggiarono, distruggendolo.
Gliene affidarono un altro.
Stesso risultato.
Quando anche il suo terzo tank venne distrutto mentre lui ci stava sopra, Crisp requisì un furgone di rifornimenti alimentari neozelandese e proseguì la ritirata, strada facendo prendendosi il tempo per abbattere un bombardiere a volo radente, mitragliandolo col suo Sten.

RAF-refuel-tank-595x590Lo trasferirono nuovamente in Nordafrica, dove partecipò all’assedio di Tobruk, combattendo ininterrottamente per quattordici giorni – con una pausa di 90 minuti al giorno per dormire.
Forse per il debito di sonno, forse perché era matto da legare, Crisp guidò la carica a Sidi Razegh, e prese il controllo del campo di volo. Allora si rese conto di essere rimasto da solo, con un unico carro.
I Panzer tedeschi continuavano ad avanzare – lui decise di tenere la posizione.
Tenne inchiodati sul post 70 carri tedeschi.
Gli diedero una medaglia, per questo.
Il pilota del suo carro rimase a tal punto traumatizzato dall’esperienza (era la sua prima azione di guerra) da risultare in stato confusionale per ore, finché Crisp non lo curò “con un ben assestato calcio nel sedere”.

Poi, un giorno, mentre era nel deserto della Libia, e stava ascoltando il radiogiornale della BBC, una bomba esplose proprio sotto al suo carro, e lui si beccò una nuvola di schegge alla testa.
Il medico gli disse che era sopravvissuto solo perché aveva il cranio molto spesso.

Avrebbero anche voluto dargli la Victoria Cross, ma il maresciallo Montgomery si oppose con tutte le sue forze – Crisp era probabilmente un eroe, ma era anche un indisciplinato, un donnaiolo e un ubriacone, che aveva distrutto sei carri che gli erano stati affidati, e che per tre volte era stato degradato per insubordinazione, solo per venire poi promosso nuovamente sul campo.

Re Giorgio Quarto gli conferì personalmente la Military Cross – e gli chiese se la ferita subita avrebbe causato dei problemi alla sua carriera come giocatore di cricket.
Crisp rispose “No, altezza, mi hanno solo colpito alla testa.”

Pochi giorni dopo, un’altra bomba quasi gli staccò un braccio.

Tornato a casa, dove aveva moglie e due figli, Crisp si ritrovò nella necessità di sbarcare il lunario.
Inaspettatamente, sua moglie vinse la lotteria.
Lui immediatamente investì tutto il danaro n una azienda che poi mandò a gambe all’aria.
Trovò tuttavia il modo di farsi assumere come giornalista per un quotidiano inglese, mentre la moglie si rimboccava le maniche per rimettere l’azienda in carreggiata.

Poi, il 30 dicembre del 1966 (era un venerdì), Bob Crisp uscì di casa con sessantacinque sterline in tasca – il massimo che all’epoca il governo britannico permettesse di esportare come valuta nei paesi al di fuori del commonwealth – e scomparve.

O quasi.
In realtà aveva pianificato con cura la propria fuga, al punto da aver trovato un accordo col suo giornale – avrebbe fornito loro una serie di articoli settimanali sulla vita di un cinquantacinquenne in fuga dalle responsabilità, e loro avrebbero versato un vitalizio a sua moglie. I suoi due figli, disse Crisp, erano abbastanza grandi e intelligenti da cavarsela da soli.
Lui intendeva vivere da quel momento in avanti con la sua pensione di guerra – dieci sterline al mese.

Si trasferì in Grecia, in una località costiera poco lontano da Sparta, si fece affidare una catapecchia da un vecchio amico, e trascorse lì gli anni successivi.
Ah, sì, in Grecia ci era arrivato facendo l’autostop.

Dopo un paio d’anni da eremita2 sulla costa della Grecia, Crisp si vide diagnosticare un cancro – i medici gli diedero una aspettativa di vita di sei mesi, forse un anno se avesse seguito una cura sperimentale.
E Bob Crisp, non avendo molta scelta, si bevve due volte al giorno le fiale disgustose che i medici gli avevano prescritto.
Solo dieci anni dopo avrebbe scoperto che avrebbe dovuto iniettarsele, non berle.
Poi si comprò un somarello, e fece il periplo di Creta a piedi.

Trovò anche il tempo di fondare Drum – un quotidiano radicale per le comunità urbane del Sud Africa.

9781448215225Morì nel suo letto, all’età di 83 anni, nel 1994.
Il suo ultimo gesto in vita fu quello di piazzare una scommessa da venti sterline sul cavallo dato per favorito al Grand National.

A settembre uscirà un volume che raccoglie – editandoli – gli articoli che Bob Crisp scrisse durante il suo esilio Greco.
Ne ho ricevuta una copia in preview, e si tratta di uno strano affare.
Perché per tutta la sua guasconeria, per tutta la sua indisciplina e il suo sprezzo del pericolo, Bob Crisp emerge come un personaggio superficiale e spiacevole, a tratti, un uomo così straordinariamente egocentrico da passare illeso attraverso le catastrofi più straordinarie col sorriso sulle labbra e resta il dubbio se si tratti di un sorriso di superiorità, o di inconsapevolezza.


  1. pare che scendendo dopo la prima scalata Crisp oncontrò un amico. “Lassù è fantastico!” gli disse, e poiché l’amico era dubbioso, tornarono assieme in vetta. 
  2. se escludiamo un ampio corteggio di… ammiratrici. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Cento in una sola stagione

  1. vado a letto felice, quando esce un altro pezzo del puzzle
    grazie

  2. Sembra uscito da un film: paragonato alla sua vita, “Una notte da leoni” sembra un torneo di boccette! Io non so se reggerei una vita così interessante😛

    • A me interessava molto il fatto che a cinquantacinque anni si sia ritirato in mezzo al nulla (relativo) per vivere con pochi soldi in tasca – è una situazione nella quale mi ricon osco, e che posso proiettare abbastanza facilmente nel mio futuro.
      Ma il background è sufficientemente folle da scoraggiarmi dall’emulare il buon Bob Crisp.

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