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Infusione fredda

5 commenti

Ho sentito parlare per la prima volta di cold brewing mentre girovagavo su siti dedicati al camminare.
Un’azienda americana offriva a circa tredici euro al pezzo delle bottiglie per farsi il tè a freddo mentre si è in cammino.
La cosa mi ha incuriosito.

Tè freddo, pronto in dieci minuti, a partire dal tè in foglia.
In dieci minuti, davvero?

E così ho fatto qualche indagine.

NCI_iced_teaEsistono tre metodi per preparare una buona tazza di tè
. il metodo tradizionale, teiera+acqua bollente+tè di nostra scelta
. il metodo “da campo” che sonsiste nel mettere le foglie (o i filtri di tè) in una caraffa d’acqua e poi lasciare il tutto al sole per qualche ora.
. il metodo a freddo – tè + acqua in frigo

L’infusione a freddo è particolarmente indicata per l’estate.
A differenza dell’infusione con esposizione alla luce solare, evita la generazione di batteri o fungosità nella nostra bibita, il che, lo ammetterete, non è male.

Come si procede?
1 . Si cerca un contenitore adatto – io ho riciclato un vecchi bricco di pyrex, ma anche un semplice barattolo di vetro potrebbe andar bene1. Mi rendo conto in questo momento cher le vecchie bottiglie a collo svasato da osteria sarebbero l’ideale.

2 . Si riempie il contenitore di acqua naturale.

3 . Si aggiungono le foglie di tè o i filtri, avendo l’accortezza di aumentare leggermente il dosaggio – usiamo circa una misura in più di quanto useremmo per preparare del tè a caldo (tre filtri dove ne useremmo due, cinque cucchiaini dove ne useremmo quattro).

4 . Mescolare (se si usano le foglie sciolte).

5 . Mettere in frigorifero e aspettare.

Quanto aspettare è la misura critica.
Fatte le debite proporzioni per il volume di tè che stiamo preparando, il minimo consigliato sono sei ore.
Dieci ore sembra essere il tempo standard secondo tutti coloro che ho consultato, ma mi è stato fatto notare che allungando i tempi si possono ottenere – ovviamente – infusi più carichi.
È qui che la promessa della bottiglia meravigliosa della pubblicità va a gambe all’aria – un tè lasciato in infusione a freddo per dieci minuti è, a tutti gli effetti, acqua sporca2.

Terminata l’infusione, basta filtrare il tè (se si sono usate foglie sciolte) o estrarre i filtri, e servire.
Se siete di quelli che il tè lo zuccherano, potete anche zuccherarlo.

137610000988Funziona?
Beh, io ho caricato la mia caraffa in pyrex con gli avanzi di un vecchio barattolo di tè marocchino alla menta, e l’ho lasciata in frigorifero per 24 ore.
Il risultato finale si è rivelato decisamente piacevole – molto più buono, in effetti, di come ricordassi quello specifico tè marocchino preparato a caldo.

Seguiranno altri esperimenti – perché è vero che non è sempre caviale, ma con questi caldi un tè è certo meflio di una tartina alle uova di pesce.

E scopro che a freddo c’è anche chi prepara il caffè.
Ma di quello parleremo casomai dopo ferragosto.


  1. non una bottiglia, perché è difficile farci entrare le foglie di tè o i filtri. 
  2. col mio amico Gianluca di Un Passo alla Volta ci siamo inventati un sistema per creare una bottiglia da viaggio per infusione fredda che funzioni davvero, a costo prossimo allo zero… ne riparleremo. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Infusione fredda

  1. Interessante. Quanto è importante la presenza del freddo? Capisco che la bollitura sfibri le foglie favorendo il rilascio delle sostanze contenute nelle foglie. Si tratta solo di macerazione in ambiente che non aiuta la proliferazione di batteri e altre bestioline indesiderate oppure il freddo ha lo stesso effetto del caldo?

    • È principalmente per evitare la formazione di strane creature, credo – e per garantire che il proceso avenga al buio (stesso motivo).
      Si potrebbe fare anche a temperatura ambiente – magari non proprioin questi giorni, ma in condizioni climatiche normali.

    • al di la di qualsiasi altra motivazione di carattere batteriologico…… l’infusione a freddo dona un sapore completamente diverso, effettivamente preferibile in estate rispetto all’infusione a caldo e successivo raffreddamento, ha aihmè la conroindicazione di durare meno, va lasciato in fusione fuori dal frigo per una notte, oppure in frigo per più ore ancora, ma va comunque bevuto entro la giornata una volta pronto, perchè poi diviene un po’… come diciamo noi “lepegoso”

  2. Un’ottima (e testata) variante per ottenere il tè freddo evitando la fastidiosa patina amara consiste nel preparare l’infuso bollente in metà del volume d’acqua desiderato con la dose di foglie corretta per un volume intero, aggiungere la seconda metà di acqua fredda e qualche cubetto di ghiaccio se si è frettolosi… provare per credere, il migliore tè freddo che abbia mai assaggiato.

  3. Ho provato l’infusione a freddo solo con il caffe’. caffettiera a pressa francese (quella che ha il filtro collegato al tappo che a fine infusione pressa la polvere sul fondo), con infusione a temperatura ambiente per mezza giornata oppure in frigo anche fino ad un paio di giorni.

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