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Dieselpunk

10 commenti

The-Mammoth-Book-of-DieselpunkLa collana Mammoth Books1 esiste più o meno dagli anni ’30 – massicce raccolte tematiche di narrativa o saggistica a prezzi popolari.
Da Jack lo Squartatore ai polizieschi ambientati in Egitto, dai cruciverba ai western, dai problemi di scacchi al fantasy umoristico, da un’ottantina d’anni i Mammoth Books sono uno dei capisaldi della letteratura popolare a basso costo in Gran Bretagna e – più recentemente – negli USA.

The Mammoth Book of Dieselpunk è uscito da pochi mesi, e una copia è arrivata anche sul mio comodino, come lettura estiva.
Il volume allinea un’ottima selezione di storie, tra racconti brevi e novelle, e tenta dirispondere all’annosa domanda

Cos’è il dieselpunk?

Ora, chi segue questo blog sa che per quel che mi riguarda dieselpunk è semplicemente pulp scritto a rovescio, e in generale la proliferazione delle etichette e dei -punk resta un bel giochino, sostanzialmente inutile.
Ma mi piace anche una definizione, trovata in giro di recente, secondo la quale sarebbero dieselpunk

storie d’immaginazione ambientate fra la fine della Prima Guerra Mondiale e il lancio dello Sputnik

Bello liscio.
Incompleto, forse, ma mi piace.

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Per vari motivi, il dieselpunk è un sottogenere meno praticato del più popolare steampunk, specie nel nostro paese – ma la (relativa) minore visibilità ci ha anche risparmiato finora i deliri dai tanti piccoli, inadeguati padroni del vapore2 che pare stiano facendo tutto il possibile per trasformare lo steampunk in un ghetto, sì, ma il loro ghetto.
Il dieselpunk, intanto, corre ancora libero per le praterie, ed offre spunti interessanti e idee divertenti.

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Il Mammoth book curato da Sean Wallace offre un ampio spettro di storie, dall’avventuroso al surreale, passando per la narrativa più “letteraria”…
Come è prevedibile, non tutti i ventuno racconti presenti nel volume piaceranno a tutti – ma la varietà è altissima, la qualità altrettanto. Le storie si dividono al 50% fra ristampe e materiale scritto ad hoc, e l’indice affianca autori famosi a nomi relativamente sconosciuti.
Il mio personale punteggio è di 19/21 – solo due storie mi hanno lasciato freddino.

Il volume è molto buono e relativamente a buon mercato – non cambierà la vita del lettore, ma getta una certa luce su un sottogenere trascurato e sottorappresentato.
Se siete lettori, vi farà venire voglia di leggere di più.
Se siete scrittori, vi farà venir voglia di scrivere.
Un’ottima lettura per questo inizio di autunno.
Ancora una volta, la fantascienza sta bene, e vi saluta tutti.


  1. da non confondere con la casa editrice omonima. 
  2. piccoli Hitler sarebbe una bella definizione dieselpunk, ma poi i loro accoliti si mettono a piangere. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

10 thoughts on “Dieselpunk

  1. In italiano si trova qualcosa?

  2. Sarebbe un post graditissimo😉

  3. Pingback: IDD, baby! | strategie evolutive

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