strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il lato in ombra dei quaranta (e oltre)

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lauren-bacallOggi sarebbe il compleanno di Lauren Bacall.
Che fu la Signora Bogart, certo, ma non fu soltanto la signora Bogart.

Per festeggiare una delle donne più influenti nella storia di Hollywood, è stata organizzata una blogathon – alla quale io partecipo con un pezzo su Karavansara.

Su Karavansara ho parlato (o parlerò, a seconda dell’ora in cui state leggendo questo post) di Lions, Tigers, Monkeys and Dogs, un doppio episodio della sesta (e ultima) stagione della serie The Rockford Files, che qui da noi si intitolava Agenzia Rockford.

Scrivere quel pezzo mi ha fatto riflettere su due cose.
La prima, è che la classificazione che viene discussa nel telefilm, e che suddivide l’umanità in Leoni, Tigri, Scimmie e Cani si adatta perfettamente anche ai blogger. Ma di questo parleremo magari un’altra volta.
La seconda cosa che mi ha colpito è che quando interpretarono LTM&D, i due attori principali erano over-50… 51 anni James Garner, e 55 Lauren Bacall.

A me è sempre piaciuto, Agenzia Rockford.
Ai tempi delle medie lo passava una TV locale, subito dopo pranzo.
Alcuni episodi li ricordo a memoria.

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La serie durò sei stagioni, fra il 1974 ed il 1980. James Garner ci rimise la salute – faceva gran parte dei propri stunt, e gli orari di lavoro erano massacranti. E oltretutto, da grande professionista, Garner era sul set anche quando non era in scena, a dare una mano ai colleghi a memorizzare la loro parte, o comunque dandosi da fare.

Il suo matrimonio andò in crisi proprio per gli impegni di Garner legati alla serie.
E, dicono i pettegoli, anche per colpa di Lauren Bacall.

Ecco, questa faccenda della relazione Garner/Bacall – che viene replicata sullo schermo nel doppio episodio LTM&D – è quello che ha innescato una serie di ragionamenti.

Perché al primo impatto “suona strano”?
Perché è così, ammettetelo – suona strano.
Due cinquantenni? Due ultra-cinquantenni?

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Non succede più nelle serie televisive, vero?
Sono tutti giovani – o per lo meno, se c’è un accoppiamento, almeno uno dei due (di solito la metà femminile) è under-30.

Perché?
Mi hanno detto che i giovani devono potersi identificare.
Mi hanno detto che due ultracinquantenni che amoreggiano sullo schermo sono grotteschi.
Davvero?
Ci sarebbe da discuterne, eccome.

Usciamo dalla mera questione sessuale.
James Garner era nato nel 1928 – ed aveva perciò 46 anni quando venne trasmesso il pilot della serie, Backlash of the Hunter.
Seguirono 123 episodi, e quando venne trasmesso Deadlock in Parma, l’ultimo episodio della sesta stagione, Garner aveva 52 anni.

Sarebbe possibile, oggi, una serie d’azione con un protagonista sul lato in ombra dei quaranta?

È abbastanza interessante notare che mentre The Rockford Files chiudeva, su un canale contiguo partiva un’altra serie che mi è sempre piaciuta, e della quale ricordo alcuni episodi a memoria – Magnum, P.I..
Una serie molto simile a The Rockford Files per struttura e impostazione generale.

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Magnum ebbe vita lunga – otto anni.
L’interprete era Tom Selleck, classe 1945, già comprimario (“recurring character”) in Rockford Files; Selleck aveva 35 anni quando venne trasmesso il pilot, Don’t Eat the Snow in Hawaii, e 43 quando la serie si chiuse nel 1988 con Resolutions.
Dieci anni in meno di Garner per giocare, sostanzialmente, lo stesso ruolo nella decade successiva.

E qui mi viene da domandarmi se ci fu un equivalente di Rockford/Magnum negli anni ’90, tanto per dare un’occhiata all’anagrafica dell’attore principale.
Ma non ne trovo.
Fred Dryer, che interpretò Hunter (sì, mi piaceva anche quello) dal 1984 al 1991 è del ’48 – un altro trentacinquenne al primo episodio della serie.

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Che ci sia una specie di tren generale?
Quarantenni negli anni ’70, trentenni negli anni ottanta, ventenni negli anni ’90?
Sarebbe bello poter verificare.

Si potrebbe fare uno studio ancora pià settoriale – come è cambiata l’età dell’attore che interpreta Sherlock Holmes nel corso dei decenni… ci facciamo magari un altro post?

Qualche giorno addietro mi hanno spiegato – non, devo dire, in maniera particolarmente convincente – che l’invasione di personaggi post-adolescenziali al cinema e in TV è una necessità – gli spettatori devono potersi identificare con i protagonisti.
Law & Order non conta perché lo guardano solo gli over-35.
La Signora in Giallo esiste per i pensionati.

Io ho sempre dei seri dubbi quando mi dicono che il pubblico deve identificarsi/non si riesce ad identificare.

Ho come l’impressione di aver colto qualcosa, che tuttavia mi sfugge.
Davvero siamo una civiltà così geriatrica che non riesce più a far meno di proiettare le proprie fantasie su corpi giovani?

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

7 thoughts on “Il lato in ombra dei quaranta (e oltre)

  1. Temo di si. C’è una senilità diffusa in Occidente,è più accentuata in Europa e ancora più evidente in Italia. Questo è un dato di fatto. L’altro dato di fatto è che la mentalità turbo liberista vede male la vecchiaia. La vecchiaia significa Welfare perciò spese sociali. Costi che la scuola economista egemone vede come fumo negli occhi. La vecchiaia diventa così un tabù. Una cosa brutta da combattere. Da negare. Ed ecco che inventano la panzana dell’ identificazione, come se gli under 30 fossero la maggioranza.

    • C’è anche da dire che il mito della gioventù è tipico di tutte le società conun crescente numero di anziani – spesso è proprio solo invidia. Per cui si resta sospesi fra strane nostalgie e l’idealizzazione dell’adolescenza.

  2. Mi sono venuti on mente altre due serie, Strade di San Francisco e L’ ispettore Derrik. Sarebbe interessante paragonare quest’ultimo con gli attuali telefilm tedeschi, che sembrano molto più americani di quelli girati in america. Mi viene in mente quel telefilm sulla polizia autostradale tedesca, dpve ogni puntata esplode una macchina, mentre non ricordo un splo episodio abbia tirato fuori una pistola.

  3. La cosa che trovo più strana è un’altra: entro certi limiti, oggi le persone invecchiano più lentamente, sembrando spesso più giovani di dieci anni (anche di più, nel caso di cinema e televisione, grazie a trucco e parrucco). Eppure l’uso di cinquantenni come trentenni e quarantenni è limitato, mentre si fa un abuso di venticinquenni usati come sedicenni – ok, in questo caso lo si fa per far girare le scene “pruriginose” a dei maggiorenni, ma comunque mi sembra un po’ strano.
    I criteri con cui si stabilisce cosa sia bello e cosa no mi lasciano perplesso, a volte: bellezza e giovinezza non sempre coincidono, per tacer del fatto che essere belli in modo convenzionale non rende adatti a qualsiasi ruolo.

  4. in realtà, un certo revival degli over 50 c’è…nel cinema action americano, spesso direct to video. Sembra assurdo, ma film che richiedono stunt pazzeschi e doti fisiche esagerate vengono tuttora realizzati da attori pronti per la pensione – Jean Claude Van Damme, Dolph Lundgren, Stallone, Steven Seagal. E hanno anche un notevole riscontro al botteghino, basti pensare alla saga degli Expendables di Stallone.

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