strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

In fondo è tutto qui

“Ci sono due strade che un samurai può percorrere: quella dell’uomo del clan, e quella del ronin, del guerriero solitario. La prima è altamente rispettata in Giappone, l’altra è ferocemente detestata.

Il disprezzato guerriero senza clan è visto dalla gente dei clan come un lupo famelico, che vaga per la campagna, senza legami o obblighi, senza doveri o appoggi, senza rispetto per il benessere materiale delle persone. Nonostante il suo virtuosismo con la spada, un guerriero solitario non può affrontare banditi o uomini dei clan desiderosi di combattere. La sua disposizione alla morte può essere messa alla prova in qualunque momento: non in una grande battaglia fra due potenti casate ma in una misera rissa per un pugno di riso o un sorso di sake. Se un ronin vuole sopravvivere, deve, ovunque vada, essere estremamente attento. Non ha nessuno status sociale di alcun genere e non è rispettato da nessuno. Le persone lo trattano con lo stesso livello di prudenza che riserverebbero a un animale selvaggio, capace di attaccare non appena sia spaventato.

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La maggior parte di questi ronin non sono felici del proprio destino. Passano la gran parte del proprio tempo lottando per ingraziarsi chiunque sia disposto ad accettarli, sperando che ci sia un clan che abbia bisogno di guerrieri. La loro maledizione sono abiti trasandati e cibo di scarsa qualità, e la brama per l’onore e la sicurezza che hanno gli uomini del clan.

Se solo questi samurai decaduti potessero vedere la propria situazione senza pregiudizi! Potrebbero rendersi conto che, al prezzo di una tollerabile povertà, hanno acquistato un tesoro prezioso: la libertà.

Sono liberi di esplorare il mondo, liberi di scoprire e compiere il vero scopo della vita di un uomo. Possono rafforzarsi nelle lande selvagge; possono studiare la via del guerriero ovunque si trovi un maestro; possono visitare i monasteri e praticare la meditazione.

Il prezzo che pagano per questa libertà è una pancia occasionalmente vuota, una certa povertà e un po’ di solitudine. Ma non è facile liberarsi dello schiacciante fardello dell’accolito.”

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[da: Thomas Preston, Samurai-Geist – Der Weg eines Kriegers in den japanischen Kampfkünsten, Leimen/Heidelberg 1991, Kristkeitz Verlag]

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

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