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L’Impero dell’Est

3 commenti

PicEofEAceIl satrapo Ekuman e le sue truppe provenienti dall’Est hanno conquistato le Terre Infrante, e sono in corso i preparativi per le nozze della figlia del sovrano con un alto ufficiale delle forze di occupazione. La resistenza all’Impero è futile, e i pochi uomini liberi vivono ai margini – nei deserti e nelle paludi, tentando di organizzare una qualche forma di ribellione.
Ed ora, sia i ribelli che Ekuman hanno messo gli occhi sull’Elefante – la mitica creatura di potere che si suppone renda invincibile colui che la cavalca.
Ma ci sono forze più grandi in gioco – il dio Ardneh (ammesso che sia poi un dio) ha tutte le intenzioni di portare a compimento il proprio piano, e ogni giocatore  non è altro che una pedina sulla sua scacchiera.

Empire of the East, di Fred Saberhagen, venne pubblicato nel 1979 – o forse no.
In effetti i tre romanzi che compongono la “trilogia” vennero scritti a cavallo fra gli anni ’60 e ’70, e solo successivamente revisionati e compilati in un unico volume – che in effetti è più un romanzo in tre parti che non una trilogia – e pubblicati nel 1979.

Siamo quindi a pieno titolo nel periodo di interregno, prima della grande normalizzazione.
Motivo in più per interessarsi a questo piccolo ciclo fantasy che poi proprio fantasy non è.

E piccolo è il primo tratto caratteristico e interessante di Empire of the East è la scala alla quale si svolge gran parte dell’azione – siamo apoche manciate di uominic he si contendono un fazzoletto di terra.
Oh, certo, esiste un conflitto globale, ma è a tal punto distante da restare fuori scena fino ad oltre i due terzi del volume, quando i nostri eroi scopriranno – con un certo disappunto – di essere poi solo un fenomeno marginale, una nota a pié pagina di una storia in cui gli eroi sono probabilmente gli altri.

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Saberhagen è un buon professionista della fantascienza e fantasy militare, e la sua narrativa è snella e limpida come piaceva ad Ike Asimov – niente grandi momenti poetici, nessuna enfasi, niente di roboante.
Solo i fatti, mostrati con precisione, senza divagare, con una ferrea aderenza ad un alternarsi di scene che mantiene la tensione per tutte le 400 pagine circa del volume (poche, se ci pensate).
Anche la caratterizzazione è ridotta al minimo – ma non si tratta di povertà quanto di economia, ed i romanzi lasciano spazio alla crescita ed all’evoluzione dei protagonisti.

51960UAuGWL._SX355_BO1,204,203,200_E poi c’è il mondo in cui tutta l’azione si svolge – che è il prodotto di una guerra globale, ed è costellato di elementi che allettore smaliziato appariranno come relitti tecnologici più o meno mitizzati1.
A cominciare dall’Elefante, coi suoi cingoli e il suo sistema di alimentazione a energia nucleare.

Ecco – due bande di straccioni che si combattono per il controllo dell’ultimo carro armato – è così che comincia Empire of the East.
Ma poi il mondo si fa più complicato, più stratificato, popolato di misteriosi rettili volanti e di una popolazione di gufi giganti intelligenti, e con la magia, i demoni, le maledizioni…
Ma ha tutto una spiegazione perfettamente logica.
Davvero!

1695356Saberhagen sarebbe tornato al mondo di Ardneh (o al Changeling World, come si chiamava all’origine) nella lunga saga del Book of Swords (undici volumi, dal 1983 al 19942), per poi aggiungere un quarto volume alla trilogia nel 2006 – e creando con Ardneh’s Sword l’anello di congiunzione fra i due cicli.

Da almeno trent’anni The Empire of the East esiste come volume unico, ed è relativamente facile da reperire, anche usato, per quanto spesso a prezzi stravaganti.

È un fantasy sporco di tecnologia, sbrigativo eppure coerente nel suo worldbuilding, e dimostra – ammesso che ce ne sia bisogno – che un tempo si potevano fare anche cose molto molto strane, e nessuno si lamentava troppo.

La serie venne tradotta in italiano da Urania Fantasy, in tre volumetti – buona fortuna fra bancarelle ed ebay.


  1. un’idea che sa molto di Pangborn e di Davy l’Eretico, che il buon Terry Brooks avrebbe “soffiato” volentieri per la sua serie di Shannara – ma in effetti uno dei molti temi dominanti di un certo tipo di fantascienza e fantasy fra gli anni ’60 e gli anni ’80. 
  2. The Book of Swords è un ciclo che fa gia parte del dopo della narrativa fantasy – si apre con una trilogia alla quale fanno seguito altri otto romanzi – pur conservando molti elementi stilistici del periodo di interregno, primi fra tutti l’allegro sincretismo e la tendenza a mescolare fantasy e fantascienza. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “L’Impero dell’Est

  1. Mi intriga, ma accidenti si trova in versione ebook a 30$!
    Sto finendo un libro, al momento, poi penso pescherò da uno dei tuoi consigli recenti. Grazie della recensione, in ogni caso.

  2. Pingback: Angeli e ferrovie | strategie evolutive

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