strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Siete tutti solo invidiosi

8 commenti

“Sei un disonesto.”
“E tu sei solo invidioso!”

La parte che mi ha sempre agghiacciato – e ancora mi agghiaccia – in questo scambio, che è abbastanza tipico, e immagino vi sia capitato di inciamparci su… la parte agghiacciante, dicevo, è che chi taccia di invidia i propri critici, probabilmente ci crede1.

Nel senso che è a tal punto indifferente alla propria disonestà, che arriva a credere che davvero chi quella disonestà la denuncia, lo faccia perché invidioso, perché incapace di essere altrettanto disonesto.

Oh, scusate, non disonesto.
Furbo.

Figlio mio, fatti furbo.

… è apparentemente il secondo più popolare insegnamento dato dai padri ai propri figli.
Il primo, pare, è

Figlio mio, tu fatti i c*zzi tuoi e fregatene.

Che sarebbe poi il motivo per cui non è bello denunciare i disonesti.
Oh, scusate, i furbi.
Per cui se lo fate, vi diranno che siete carichi di livore.
Perché quando i furbi si fanno beccare, è colpa vostra.


  1. sorvoliamo su quelli che rispondono “sei solo invidioso” quando si critica il loro lavoro. “Sei solo invidioso” ha rimpiazzato “NOn capisci la mia arte” come risposta standard ai critici. Sarà colpa di internet. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “Siete tutti solo invidiosi

  1. Un quadro esaustivo della mentalità dominante

  2. La portata devastante di quell’insegnamento, quel “fatti furbo” che presuppone di pensare solo a se stessi, anche quando ciò va a danno degli altri, è tale che dovrebbe richiedere una condanna morale sancita dalla legge. È un veleno che distrugge alcuni dei capisaldi su cui dovrebbe basarsi una società civile. E poi, nuoce anche agli idioti che ne sono araldi, perché se io penso ai c… miei a danno tuo, domani qualcuno potrebbe pensare ai propri a danno mio. Aberrante.

  3. Che poi, il pensiero sulle conseguenze disastrose nel lungo termine di un pensiero simile è di per se qualcosa di assurdo, nel senso che il pensiero stesso dovrebbe essere respinto all’origine e non valutato nelle conseguenze. È la morale che dovrebbe agire come anticorpo. E invece non succede.

  4. Ti posso assicurare, da genitore, che impartire un’educazione diversa al proprio figlio di questi tempi – diversa rispetto a quello che vedo e sento ogni giorno – è una delle scelte più difficili e impegnative. Significa preparare un bambino a più sofferenza di quanta ne sopportano tanti suoi coetanei, sapendo a cosa lo mandi incontro, quando basterebbe lasciare che le cose seguano semplicemente il loro corso. Invece, la sfida è educare un individuo morale, capace di distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è. Sperando che serva a qualcosa. Scusa la sparata, ma giacche parlavi di anestesia in tenera età mi è sembrato appropriato.

    • Ma io non dubito che siano moltissimi i genitori che danno ai propri figli una impostazione sana – il problema è che, oggettivamente, pare che educare all’onestà svantaggi indebitamente i ragazzi, proprio come fai notare tu.
      Il sistema è sbilanciato a favore dei cialtroni – è questa la cosa davvero grave.

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