strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Un libro da un altro mondo

2 commenti

Mi è capitato di inciampare in un articolo su due tizi che hanno mollato tutto, e si sono trasferiti in una torre di avvistamento antincendi nel bel mezzo del nulla.
Stanno benissimo, e vi salutano tutti.

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E nell’articolo c’è anche una foto di una pila di libri, che i due hanno consultato per trasformare la torre in un alloggio incui poter vivere; e ci vedo, in quella pila di libri, uno dei testi che a suo tempo – usatissimo – mi ero procurato come parte della documentazione della mia ricerca di dottorato.
Piccolo il mondo.

E allora me lo sono andato a recuperare, e ho passato parte di domenica a sfogliarlo.

51GuIshVLJL._SX430_BO1,204,203,200_Uno dei fenomeni più interessanti, a ridosso della crisi del 2007-2008 negli Stati Uniti, è stata l’esplosione di manuali su come mollare la vita in città e trasferirsi in campagna, nelle terre selvagge.
Cose spesso ridicole, altre volte surreali (c’è un manuale su come vivere in macchina quando vi sfrattano), molte decisamente valide1.

Molto del materiale spesso sconfina nel survivalismo, ma esiste una buona selezione di testi divulgativi orientati all’uomo della strada e, soprattutto, alle famiglie medie.

Mentre i mutui collassavano, i licenziamenti avevano una impennata e l’economia vacillava, la crisi venne accettata come una realtà2, e l’opzione di andarsene, ricominciare da zero altrove, in posti con un costo della vita minore, venne presa sul serio da un sacco di gente.
La scelta di andare a vivere off the grid veniva vista come una possibilità per reinventarsi, o – in molti casi – come una via di fuga da conti e debiti.
A questo si sommano vari elementi della cultura americana, lo spirito della frontiera e la generale mobilità della popolazione sul territorio.

Di sicuro è curioso trovare un manuale su come vivere off the grid che si apre con un primo capitolo su come ridurre i propri debiti, e su come ristrutturare il proprio budget familiare.
Ma ha un suo senso.
E così, questo libro, che copre argomenti che vanno dalle fonti energetiche alternative al gestire un orto, tenere delle api, conservare i cibi, essere pronti alle emergenze, diventa anche una fotografia di un momento preciso nella storia di una nazione.
Un momento in cui – a fronte di una catastrofe (per quanto finanziaria e non ambientale), un sacco di persone presero seriamente in considerazione un progetto per una personale decrescita3.

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Il libro incriminato non è la fonte di tutte le risposte – gran parte del testo si concentra sullapreparazione – definire il problema, valutare le proprie risorse, preparare un piano a breve, medio e lungo termine.
Tagliare le spese inutili, mantenersi in buona salute, fare unalista di tutte le proprie opzioni e capacità.
Ci offre delle possibilità, fra le quali scegliere.
Fatto ciò, il libro ci punta nella giusta direzione, e ci spiega dove cercare maggiori informazioni.

Molte delle risorse in The Everything Guide to Living Off the Grid sono datate (il volume è del 2011) e orientate strettamente agli Stati Uniti, ma mi sono ritrovato a segnarmi quelle voci che potrebbero tornarmi utili, a metterci dei segnalibri.
Il sistema italiano è fondamentalmente ostile a questo genere di iniziative, così come lo è la forma mentale degli italiani.
Viviamo in un paese in cui la crisi economica è stata riconosciuta come tale solo dopo – quando ci hanno detto che la crisi era finita, il problema superato, la vita era meravigliosa.
Da noi nessuno ha pubblicato alcunché – nessuna guida, nessun manuale per scappare, nessun suggerimento, mio dio, no, assolutamente nessun suggerimento su come ricominciare da zero.
Tocca improvvisare.
O adattare le idee di manuali pensati per un paese radicalmente diverso.


  1. mi è stato fatto notare che questo riporre fiducia in un manuale (anziché in un calcio in culo da parte di un potente o di un cero alla Madonna) è un tratto tipicamente anglosassone. 
  2. a differenza di altre nazioni, dove i leader si premurarono di far notare che i ristoranti erano ancora pieni… 
  3. nel 2009 io descrissi il mio trasloco in Astigianistan come il tentativo di trasformare uno schianto in un atterraggio di fortuna. Il principio è lo stesso. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Un libro da un altro mondo

  1. In Italia chi decide di “decrescere” diventa vox populi un barbone disadattato da tenere d’occhio.

    Non c’è bisogno del manuale se puoi chiedere mammà e papà

  2. …sorry…

    Dicevo: se puoi chiedere a mammà e papà di darti una mano, se la banca ti fa credere che i soldi te li regala, se abbocchiamo a qualsiasi tipo di contratto di lavoro ci possano mai offrire, é logico che non c’è storia per la vita fuori dalla rete. Quando credo che sia un passaggio da provare, anche per un periodo limitato.

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