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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Hell! said the Duchess

6 commenti

L’ultimo libro dell’anno – per lo meno l’ultiumo libro recensito – è una strana faccenda davvero.

Hell! said the Duchess venne pubblicato nel 1934 da Michael Arlen, e fu probabilmente il suo ultimo libro di successo.

Arlen, il cui vero nome era Dikran Kouyoumdjian, di famiglia armena, era nato in Bulgaria nel 1895. I suoi si trasferirono in Inghilterra nel 1901 e lui venne naturalizzato come cittadino britannico nel ’22.
Dopo aver studiato medicina, il giovane Dikram decise di dedicarsi alla scrittura, e adottò il nome di Michael Arlen all’uscita del suo primo romanzo, nel 1920.
Nel 1924, il suo The Green Hat divenne un besteseller colossale, che venne anche portato in scena e successivamente al cinema, in un adattamento interpretato dalla Garbo.
E qui cominciarono i problemi.

Time-magazine-cover-michael-arlenReplicare il successo di The Green Hat risultò impossibile.
Arlen poteva anche aver ottenuto la copertina di Time magazine, ma restava, agli occhi dell’establishment culturale briutannico, una curiosità, un parvenu, non un autore ma una celebrità passeggera.
I suoi libri, nei quali la upper class veniva selvaggiamente irrisa e le elite culturali sbeffeggiate, potevano funzionare una volta, ma alla lunga suscitavano più irritazione che divetimento.
Lo stesso Arlen alterò periodi di estrema prolificità a lunghi periodi di “secca” artistica, e soffrì probabilmente di una forma depressiva.

Poi, nel 1934, Arlen pubblicò Hell! said the Duchess, e per un breve momento tornò all’onore delle cronache.
Il romanzo vendette bene, e venne persino citato da Agatha Christie – che in un romanzo della serie su Poirot lo fece leggere al capitano Astings.
Ad Astings il romanzo non piacque affatto, e possiamo ben immaginare perchè…

Mary, Duchessa di Dove, è un esempio di specchiata nobiltà e discrezione. Vedova bellissima e dalla riservatezza quasi monastica, Mary è ammirata e celebrata come modello di buon gusto, moralità e nobiltà d’animo.
Ma circolano delle voci. C’è chi dice di aver visto Mary, brilla e scollacciata, intrattenersi con uomini di dubbia origine in locali di infima categoria. Si dice che nei bassifondi venga considerata una che ci sta volentieri, che fuma beve e bestemmia come qualunque altra sciacquetta.
Intanto, Londra è in preda al terrore per i crimini di Jane la Squartatrice, una fantomatica assassina che uccide sgozzandoli i propri partner dopo una notte di sesso sfrenato.
E ben presto appare evidente che Mary e Jane potrebbero essere la stessa persona.

6556846Karl Edward Wagner, che di queste cose se ne intendeva, definì Hell! said the Duchess come il miglior romanzo di orrore sovrannaturale mai scritto.
Prché la storia di scandali e scollacciature vira in maniera improvvisa e imprevista sul sovrannaturale puro e sì, l’effetto è abbastanza sorprendente.

Il romanzo si apre come una versione vagamente più scollacciata di una commedia di P.G. Whodehouse, del quale emula anche il tono, i ritmi, gli ambienti.
La upper class britannica è presentata al suo più ridicolo ed ipocrita, la politica del tempo (siamo nel 1934, ricordiamolo – il romanzo è zeppo di scontri fra polizia, comunisti, fascisti e studenti) viene descritta come una farsa incomprensibile.

E poi, all’improvviso… bang!
L’irruzione del sovrannaturale è brutale e sorprendente, concentrata quasi completamente negli ultimi due capitoli, carica di sensualità aggressiva e di orrore.
E il finale, l’ultimo paragrafo in particolare, è puro H.P. Lovecraft.
Non che Arlen conoscesse il Gentiluomo di Providence, naturalmente.

Una lettura quantomai diversa dal solito, piacevolmente inaspettata.
È facile, leggendo questo libro, capire perché Arlen non divenne mai un autore di successo – è troppo feroce, troppo insistente nel suo farsi beffe dei suoi lettori, troppo autoreferenziale.

Dopo Hell, said the Duchess, Arlen non ebbe più titoli di grande successo.
Si trasferì prima a Firenze, poi a Cannes, e infine a New York, dove morì nel 1956, dopo oltre dieci anni di totale blocco dello scrittore.

Hell, said the Duchess venne pubblicato nel 1934 in Gran Bretagna e nel 1936 negli Stati Uniti.
È stato recentemente ristampato – e pubblicato anche in ebook – da Valancourt Books.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “Hell! said the Duchess

  1. Oh beh questo me lo leggo quanto prima! E’ ora di riprendere a leggere cose intriganti!
    Poi se me lo avvicini a Whodehouse mi convinci istantaneamente.
    Poi ti dirò…🙂

  2. Ho già controllato e stasera lo scarico sul mio Kobo. In compenso in questi giorni ho letto To walk the darkness, di William Sloane, di cui parlava anche Jung, avvicinandolo a She, seppure di tutt’altra ambientazione si tratti. Ottimo, devo dire. Un po’ Blake and Mortimer, un po’ SF, un po’ horror. E sto rileggendo Our lady of darkness di Leiber. I libri della serie di Nigh, che una tua lettrice aveva consigliato, sono molto carini.

    • C’è un sacco di ottima letteratura di genere, là fuori – vecchia e nuova, spesso dimenticata.
      “To walk the darkness” lo conosco solo indirettamente, attraverso articoli e introduzioni di altri libri. Mi metterò in caccia😉

      • Secondo me potrebbe apiacerti. E’ un incrocio tra Andersen, Fitzgerald e Rider Haggard, con quel senso di scienza anni trenta che a me fa impazzire. Jung ne parla in un suo saggio sull’archetipo della kore, la fanciulla, e lo paragona a She, probabilmente per l’aspetto fascinante dell’Anima e dell’Eterno Femminino. Il finale è scontato solo in parte, soprattutto per le motivazioni della protagonista. Purtroppo Sloane ha scritto solo due romanzi. Ho scaricato anche il secondo. Li trovi sul portale sfgateway, che è pieno di chicche.

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